Adorazione Eucaristica Marzo 2017

Adorazione Eucaristica Marzo 2017

CHIESA DI LECCE
Ufficio per la Pastorale Vocazionale                     

ADORAZIONE EUCARISTICA – Marzo 2017

OBBEDIENTI ALLA PAROLA

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introduzione

  1. Ancora una volta il Signore ci ha convocati alla sua presenza e ci invita a stare con lui in preghiera. Egli ci vuole attorno a sé, perché ci ama senza riserve e ci viene a cercare dovunque noi mettiamo piede, anche nei luoghi più reconditi della nostra esistenza. Questi “luoghi” lontani, non frequentati del nostro-io, diventano un invito per i consacrati a lasciarsi catturare dallo sguardo del Padre, voltando le spalle ai criteri della mondanità. Papa Francesco ci ricorda:

 

«Se la vita consacrata vuole mantenere la sua missione profetica e il suo fascino, continuando ad essere scuola di fedeltà per i vicini e per i lontani (cfr.Ef2,17), deve mantenere la freschezza e la novità della centralità di Gesù, l’attrattiva della spiritualità e la forza della missione, mostrare la bellezza della sequela di Cristo e irradiare speranza e gioia».

 

  • Padre buono, tu che sei presente e vivi dentro di noi:

fa che teniamo sempre aperte le porte del nostro cuore

 

  • Affinché la tua luce sia sempre intensa:

per illuminare il nostro cammino

 

  • E la tua Parola sia sempre presente:

perché possiamo ascoltare la tua voce

 

Canto di esposizione: Vieni Spirito d’amore

 

in ascolto…della parola

 

  1. La prima parola è ascolta; e si potrebbe pensare che questa sia un’invocazione a Dio per chiedergli ascolto, attenzione, per implorarlo che siano esaudite le preghiere e le suppliche. Ma è vero il contrario: abbiamo qui un ordine perentorio che Dio stesso rivolge al suo popolo perché tenga sempre presente la sua volontà.

È un’esortazione forte all’ascolto, perché ascoltare l’altro non significa, infatti, soltanto sentirne le parole, non lasciarle sfuggire, ma è qualcosa di più grande e profondo: significa aprirsi all’altro, partecipare del suo progetto.

 

Dal libro del deuteronomio (Dt  6,4-7)

 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

  

salmo 112 (Ad ogni strofa ripetiamo il ritornello: Lodate il Signore– o altro)

Lodate il Signore è bello cantare a Dio,

dolce è lodarlo come a Lui conviene.

 

 

Beato l’uomo che teme il Signore

e nei suoi precetti trova

grande gioia.

Potente sulla terra

sarà la sua stirpe,

la discendenza degli uomini retti

sarà benedetta  Rit.

 

Prosperità e ricchezza nella sua casa,

la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre,

luce per gli uomini retti:

misericordioso, pietoso e giusto.Rit.

 

Felice l’uomo pietoso

che dà in prestito,

 amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:

eterno sarà il ricordo del giusto. Rit.

 

Cattive notizie non avrà da temere,

saldo è il suo cuore,

confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,

finché non vedrà

la rovina dei suoi nemici. Rit.

 

Egli dona largamente ai poveri,

la sua giustizia rimane per sempre,

la sua fronte s’innalza nella gloria. Rit.


 

Canto: Fammi conoscere(o altro)

Accogliamo… la parola

 

G.Maria ha un cuore grande perché sa cogliere l’invito di Dio, mettendosi in ascolto del suo piano di salvezza. Infatti, udite le parole dell’angelo Gabriele non esita a dare la sua disponibilità al Signore. Maria è un esempio da seguire per tutti; ella non è stata dura di cuore, chiusa nei suoi piccoli progetti, ma si è aperta al Signore accettando la sua volontà.

 

Dal vangelo secondo luca (Lc 1, 26-38)

 

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

Maria donna obbediente

Si sente spesso parlare di obbedienza cieca. Mai di obbedienza sorda. Sapete perché? Per spiegarvelo devo ricorrere all’etimologia, che, qualche volta, può dare una mano d’aiuto anche all’ascetica. Obbedire deriva dal latino “ob-audire”. Che significa: ascoltare stando di fronte. Quando ho scoperto questa origine del vocabolo, anch’io mi sono progressivamente liberato dal falso concetto di obbedienza intesa come passivo azzeramento della mia volontà, e ho capito che essa non ha alcuna rassomiglianza, neppure alla lontana, col supino atteggiamento dei rinunciatari.

Chi ubbidisce non annulla la sua libertà, ma la esalta. Non mortifica i suoi talenti, ma li traffica nella logica della domanda e dell’offerta. Non si avvilisce all’umiliante ruolo dell’automa, ma mette in moto i meccanismi più profondi dell’ascolto e del dialogo…

Chi obbedisce non smette di volere, ma si identifica a tal punto con la persona a cui vuol bene, che fa combaciare, con la sua, la propria volontà. Ecco l’analisi logica e grammaticale dell’obbedienza di Maria.

Questa splendida creatura non si è lasciata espropriare della sua libertà neppure dal Creatore. Ma dicendo “Sì”, si è abbandonata a lui liberamente ed è entrata nell’orbita della storia della salvezza con tale coscienza responsabile che l’angelo Gabriele ha fatto ritorno in cielo, recando al Signore un annuncio non meno gioioso di quello che aveva portato sulla terra nel viaggio di andata.

Forse non sarebbe sbagliato intitolare il primo capitolo di Luca come l’annuncio dell’angelo al Signore, più che l’annuncio dell’angelo a Maria.

(don Tonino Bello)

 

  • Silenzio

 

Preghiamo insieme

 

 

La tua prima parola, Maria,

ti chiediamo d’accogliere in cuore:

come sia possibile ancora
concepire per noi il suo Verbo.

«Non chiedete mai segni o ragioni,

solamente credete e amate:

il suo Spirito scenda su voi

e sarete voi stessi sua carne».

Te beata perché hai creduto,

così in te ha potuto inverarsi
la parola vivente del Padre,
benedetta dimora di Dio

A te Padre a te Figlio a te Spirito
grazie e gloria d’avere donato
questa madre alla terra intera,
la speranza di tutti i viventi.

 

 

Canto: Giovane donna (o altro)

 

 

 

viviamo … la parola

 

G.Gesù si trova in casa. E chi sta dentro in casa con Lui è la sua vera famiglia. Solo a quelli che stanno seduti con lui sarà dato di intendere il mistero del regno di Dio.“Girando lo sguardo”, questo sguardo di Gesù ci raggiunge e ci interpella, obbligandoci ad una conversione profonda che passa attraverso la decisione a non pensare più la relazione con Dio in termini elitari e speciali, ma come partecipazione alla vita e al desiderio di tutti. La volontà di Dio si compie attraverso una serena  familiarità, il cui primo passo è di saper stare con il Signore amando di stare insieme a tutti.

 

Dal vangelo secondo marco (Mc 3, 20-21.31-35)

Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

 

per riflettere: imitazione di Gesù

«Alla base di questa vita vi è l’imitazione elementare e semplice di Gesù. Un bisogno invincibile di condividere il suo stile di vita. Essere povero insieme a lui, essere puro perché lui lo è, essere obbediente per condividere la sua obbedienza. Non possedere nulla da soli, ed il meno possibile in comune, per diventare il Cristo povero. Non sposarsi per appartenere a lui corpo ed anima. Essere obbedienti per vivere insieme a lui della sola volontà del Padre. Vivere come un mistero di unione a lui questa via evangelica egli ci ha tracciato. Ma imparare da lui che questa via non può condurre che alla carità  fraterna. Prendere alla lettera, con un ardente realismo, la parola “fratello “con la quale egli vuole che noi ci chiamiamo. Sapere che ogni essere che entra nella nostra vita è veramente nostro fratello; e come tale trattarlo. Nulla rifiutare ad uno sconosciuto di quanto daremmo ad un fratello secondo la carne. Tutto ciò di cui noi facciamo uso, è di colui che incontriamo, se ne ha bisogno: questo è il punto di arrivo della nostra povertà. Una disponibilità sempre in azione e il risultato della nostra vita senza famiglia. Il servizio del bene di tutti è il risultato della nostra obbedienza».

(M. Delbrel)

  • Pausa musicale

 

Preghiere spontanee(ad ogni tre invocazioni ripetiamo il canone che troviamo sotto).

Amen, Amen. In eterno canterò il tuo amore.

 

Benedizione Eucaristica

Canto di reposizione: S. Francesco (o altro).

 

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