Storia

Secondo i dati riferiti dall’Annuario Pontificio, dieci diocesi della Puglia risalgono al sec. XI: Andria, Ascoli Satriano, Castellaneta, Giovinazzo, Lecce, Ostuni, San Severo, Terlizzi, Troia, Vieste. In particolare soltanto per la diocesi di Lecce viene riferito l’anno preciso della sua costituzione che è il 1057.

La Riforma Gregoriana, secondo autorevoli storici, venne iniziata con l’elezione di Papa Stefano IX il 2 agosto 1057, a cui successe Nicolò II nel dicembre 1058; quest’ultimo nel luglio seguente in Puglia e nei pressi di Melfi, confine tra l’attuale Puglia e Lucania, si incontrò con i principi normanni Roberto il Guiscardo e Roberto di Capua; Roberto il Guiscardo, in questa circostanza, si proclamò “suddito del Papa” e Niccolò II gli riconobbe il titolo di duca e il possesso delle Puglie. Questi dati non sembrano privi di significato per spiegare il motivo per cui, nell’Annuario Pontificio, alla Diocesi di Lecce venga assegnata come data iniziale l’anno 1057.

Riportiamo tre documenti dell’antichità cristiana riguardanti Lupiæ o Luppiæ, antiche denominazioni dell’odierna Lecce:

San Paolino da Nola (anno 398)

Carme XVII, vv. 85-88; P.L., vol. 61, coll. 483-489

te per Hydruntum Lupiasque vectum
Innubae fratrum simul et sororum
ambient, uno Domino canentes
ore catervae

Vergini tra fratelli e sorelle
Cercheranno te condotto per Otranto e Lupiae,
cantando all’unico Signore
con un inno corale

N.B. Il “Codex Petropolitanus” (oggi Leningrado) al posto di Lupias porta Lippias. Il manoscritto è del sec. VIII.

Virgilio Papa

“Constitutum I de Tribus Capitulis”, 14 maggio 553; P.L., vol. 69,coll. 114. In questo documento pontificiotra i Vescovi sottoscritti appare:

Venantius episcopus ecclesiae Lippiensis

Venanzio, vescovo della chiesa di Lupiae

N.B. Il “Codex Ottobonianus”, Vaticano latino n. 1105, fol. 224 al posto di Lippiensis porta Luppiensis.

San Gregorio Magno

Lettera a Pietro vescovo di Otranto, gennaio 596; Epistolæ, lib. VI, ep. 21; P.L., vol. 77, coll. 812:

Quia igitur Ecclesias Brundisii, LIPPIAS atque Gallipoli,
obeuntibus earum pontificibus, omnino destitutas agnovimus,
idcirco fraternitati tuae visitationis earum operam diximus iniugendam

Poiché dunque abbiamo saputo che le chiese di Brindisi, Lupiae e Gallipoli

sono state completamente abbandonate, dopo la morte dei loro Sacerdoti,

abbiamo deciso quindi che l’impegno della visita a quelle deve essere unito alla tua amicizia