Adorazione Eucaristica Febbraio 2015

Adorazione Eucaristica Febbraio 2015

Ufficio per la Pastorale Vocazionale Lecce

Febbraio 2015 

Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza ed egli entra nel suo tempio[button_icon icon=”box_down” color=”light” url=”https://www.diocesilecce.org/wp-content/uploads/2015/02/UDPV-Febbraio-2015-impaginato.pdf” rel=”dofollow”] SCARICA IN PDF [/button_icon]

 

 

Canto di esposizione

Introduzione

La gioia del Signore entra oggi nel suo tempio santo. Venite andiamo anche noi con canti divinamente ispirati e accogliamo la Pietra angolare dalla quale sprigiona il fuoco: Cristo Signore.

Ypapantì è detto dalla Chiesa d’oriente, cioè incontro del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.  Sarà graduale il cammino di fede che vivremo in quest’ora: l’universo è il tempio del Signore, Israele è il tempio del Signore, Maria è il Tempio del Signore, la Santa Madre Chiesa è il Tempio del Signore.

Venite. Cantiamo. Adoriamo. Esultiamo. Ci riconosceremo pietre vive.

C. Sia lodato e ringraziato ogni momento

T. il Santissimo Divinissimo Sacramento.

C. Gloria al padre al Figlio e allo Spirito Santo

T. Come era nel principio e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen.

 C. Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo;

T. nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati,

C. mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti,

T. per una speranza viva

C. per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce.

T. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi

C. mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi …  T. esultate di gioia indicibile e gloriosa,

C. mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.

T. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po’ afflitti da varie prove.

Preghiera (Il solista si alterna con l’assemblea)

 

Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza

L1. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?

Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?

                  Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza
L1
. Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere.

                  Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza

L1. Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia.

                  Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza

L1. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura.  Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe.

                  Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza

L1. Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco.

            Rit. Non vi attristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza

 

T.: O Dio, che con pietre vive e scelte prepari il tempio della tua gloria, effondi sulla Chiesa il Tuo Santo Spirito, perché edifichi il popolo dei credenti che formerà la Gerusalemme del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna nell’unità dello Spirito Santo nei secolo dei secoli. che è Dio e vive e re. Amen, Alleluia.

 Silenzio di adorazione

Canto

Primo momento

La gioia: Cristo Signore nel (tempio) grembo di Maria

 

C. Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 1,39 45)

 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

 Interiorizziamo la Parola

 Intercessioni

L2. Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, Giuseppe e Maria figli del tuo popolo, Israele, sono oggi pieni di Spirito Santo, si riconoscono fratelli di Gesù loro e nostro Signore.

T.: Benedetto il Signore Egli compie meraviglie.

L2. Dio di Mosè, Gesù ha voluto sottomettersi alla legge, accorda al tuo popolo la fedeltà all’alleanza mai revocata.

T.: Benedetto il Signore Egli compie meraviglie.

L2. Dio Emmanuele Israele attende ancora la consolazione mandagli colui che hai destinato come Messia e Salvatore

T.: Benedetto il Signore Egli compie meraviglie.

 

Silenzio di adorazione

 Canto

Secondo momento

Maria e Giuseppe portarono la gioia al tempio

 

G: Si apra oggi la porta del cielo, perché il Verbo eterno del Padre, assunto un principio temporale senza uscire dalla sua divinità, è presentato per suo volere al tempio della legge da Vergine Madre, come bimbo di quaranta giorni. Un vegliardo lo prende tra le braccia gridando come servo al sovrano, lascia che me ne vada.

 C. Dal vangelo secondo Luca (2,22ss)

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

 Interiorizziamo la Parola

 G: L’antico dei giorni divenuto bambino nella carne, è portato al santuario dalla Madre Vergine per compiere quanto era dichiarato dalla legge. Simeone, accogliendolo con gioia diceva: Ora lascia, o sovrano, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza ed ora facciamo dono ai consacrati e alle consacrate di tutto il mondo dell’inno dell’amore dalla lettera di Paolo ai Corinti

  

Inno alla Carità

L3. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che  risuona o un cembalo che tintinna

e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

L3. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

L4. La carità è paziente,               L3. è benigna la carità;

L4 non è invidiosa la carità,       L3. non si vanta, non si gonfia,

L4. non manca di rispetto,          L3. non cerca il suo interesse,

L4. non si adira,                                  L3. non tiene conto del male ricevuto,

L4. non gode dell’ingiustizia,    L3. ma si compiace della verità.

L4Tutto copre,                                                     L3tutto crede,

L4tutto spera,                                     L3 tutto sopporta.

L4La carità non avrà mai fine.

L3 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità;                                                        L4ma di tutte più grande è la carità!

 

Silenzio di adorazione

 

Canto

 

Terzo Momento

La bellezza della Consacrazione: è la gioia

 

Dai Discorsi di Papa Francesco

Volevo dirvi una parola e la parola è gioia. Sempre dove sono i consacrati, i seminaristi, le religiose e i religiosi, i giovani, c’è gioia, sempre c’è gioia! E’ la gioia della freschezza, è la gioia del seguire Gesù; la gioia che ci dà lo Spirito Santo, non la gioia del mondo. La vera gioia non viene dalle cose, dall’avere, no! Nasce dall’incontro, dalla relazione con gli altri, nasce dal sentirsi accettati, compresi, amati e dall’accettare, dal comprendere e dall’amare; e questo non per l’interesse di un momento, ma perché l’altro, l’altra è una persona. La gioia nasce dalla gratuità di un incontro! Capire e sentire questo è il segreto della nostra gioia. Sentirsi amati da Dio, sentire che per Lui noi siamo non numeri, ma persone; e sentire che è Lui che ci chiama. Diventare sacerdote, religioso, religiosa non è primariamente una scelta nostra. Nella preghiera il Signore ci fa sentire questo amore, ma anche attraverso tanti segni che possiamo leggere nella nostra vita, tante persone che mette sul cammino. Il bene si diffonde. E anche la gioia si diffonde. Non abbiate paura di mostrare la gioia di aver risposto alla chiamata del Signore, alla sua scelta di amore e di testimoniare il suo Vangelo nel servizio alla Chiesa.

 

Padre nostro…        

Canto: ADORIAMO IL SACRAMENTO

 

Benedizione eucaristica e Canto finale

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