Adorazione Eucaristica Marzo 2018

Adorazione Eucaristica Marzo 2018

 Ufficio per la Pastorale Vocazionale                                                          Marzo 2018

 

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VIVERE LA BELLEZZA DI DIO NEL CUORE DEL MONDO

 

L’uomo, per sua natura, cerca incessantemente e sente dentro di sé una sete di pienezza a cui spesso non sa dare un nome, malgrado si trovi scritto nel profondo il Nome dell’Eterno. Per questo è detto “homo viator”, pellegrino verso Dio, cioè, non uno che vaga senza meta. Anche il monaco è così: non è colui che ha già trovato la meta, piuttosto la cerca per tutta la vita. Egli, così, vive alla radice la condizione di ogni fratello e la vive perché ogni fratello conosca Dio. È un pellegrino nella notte ed essa progressivamente si illumina con il crescere del desiderio e della risposta della persona a “Colui da cui sa di essere amato” e a cui si è consegnato totalmente.

 

A due voci

“Dove vai, viandante, nella notte?”   “Cerco Dio”

“Non lo cercheresti, se non ti avesse già trovato.”  “Chi è, Signore?”

“Sono Io, che ti parlo…”  “Sei Tu?”

“Io sono…”  “Se sei Tu, dimmi, Signore, dove abiti…”

“Ti guido con la mia Parola, ti parlo con il Mio silenzio.”  (Bruno Forte)

 

Il contemplativo si fa sguardo profetico, stupore fissato su Gesù, e continua a vederlo e sentirlo in un mondo che ne ignora la Presenza, senza smettere di annunciarLo con la vita.

 

Canto: Sono qui a lodarti (o altro)

 

PRIMO MOMENTO: CERCARE

 

“Nella lettera indirizzata ai giovani in vista del Sinodo a loro dedicato, Papa Francesco ha ricordato l’episodio del Vangelo di Giovanni in cui Gesù, osservando che due discepoli di Giovanni Battista lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?” (Gv 1,38). Come vorrei che questa domanda ineludibile accompagnasse sempre il cammino della vita di noi adulti e la vostra vita di giovani, per arrivare al punto decisivo di chiederci come singoli e comunità: “Chi cercate?”         (Lettera Pastorale, Vescovo Beniamino)

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 35-39a)

Il giorno dopo Giovanni era ancora là con due dei suoi discepoli e fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro”, dove dimori?”. Disse loro Gesù: “Venite e vedete”.

 

Nessuno potrà mai togliere dal cuore della persona umana la ricerca di Colui del quale la Bibbia dice: “Egli è tutto” e delle vie per raggiungerlo. Anche quanti si professano non credenti confessano questo anelito profondo del cuore. Papa Francesco ha più volte indicato la dimensione contemplativa della vita come l’entrare nel mistero. “La contemplazione è intelligenza, cuore, ginocchia; è capacità di stupore, capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro, in cui Dio ci parla. Entrare nel mistero ci chiede di non avere paura della realtà: non chiudersi in se stessi, non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo, non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli, non eliminare gli interrogativi, andare oltre le proprie comode sicurezze, oltre la pigrizia e l’indifferenza che ci frenano, e mettersi alla ricerca della verità, della bellezza e dell’amore, cercare un senso non scontato, una risposta non banale alle domande che mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione”.

 

Silenzio (accompagnamento musicale)

 

POLISALMO (a cori alterni

Fammi conoscere, Signore le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei Tu il Dio della mia salvezza.

 

Una cosa ho chiesto al Signore,

questa sola io cerco:

abitare nella casa del Signore

tutti i giorni della mia vita,

per contemplare la bellezza del Signore

e ammirare il suo santuario.

 

Il mio cuore ripete il tuo invito:

“Cercate il mio volto!”

Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto.

 

 

“Se vuoi trovare Dio nel suo nascondiglio, ascolta una parola ricca di verità: cercalo con fede e con amore, senza cercare soddisfazione in cosa alcuna. Queste due cose (fede e amore), come la guida del cieco, ti condurranno per vie a te ignote al nascondiglio di Dio. Infatti la fede è simile alle gambe delle quali l’anima si serve per andare verso Dio, e l’amore è la guida che ve la conduce”. (S. Giovanni della Croce)

 

 

 

SECONDO MOMENTO: DIMORARE

 

Canto: Dall’aurora al tramonto (o altro)

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 39b)

I due discepoli andarono, dunque, e quel giorno si fermarono presso Gesù; erano circa le quattro del pomeriggio.

 

Dal Cantico dei Cantici

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato, l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato. «Mi alzerò e farò il giro della città; per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amato del mio cuore». L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda: «Avete visto l’amato del mio cuore?». Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò

 

(Breve pausa)

Insieme: Signore, io vedrò Te nella Tua bellezza e Tu vedrai me nella Tua bellezza. Che io sembri Te nella Tua Bellezza e Tu sembri me nella Tua bellezza. La Tua stessa bellezza sarà la mia. (S. Giovanni della Croce)

 

Per meditare

Primo lettore: la via della bellezza richiede ritiro e silenzio: non la si può raggiungere se non chi si perde, chi accetta di uscire dal proprio io. Essa dona la possibilità di un futuro, di una capacità di lasciarsi ferire dalla vita e da questa ferita risorgere in un’esistenza trasfigurata. Solo nel Cristo c’è la bellezza di un Amore che va fino alla fine: e se anche i nostri occhi sono deboli ed incapaci di cogliere la trama misteriosa e feconda intessuta nel dolore, proprio lì c’è l’incontro con la Bellezza. Il luogo sacro di questo incontro è la preghiera, che ci riconduce al centro del nostro essere e ci consegna a Gesù e mentre guarisce il nostro io, restaura la nostra unità.

Io sono con te sempre:

Secondo lettore: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria. Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre. Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le tue opere    presso le porte della città di Sion.

Silenzio (accompagnamento musicale)

 

TERZO MOMENTO: ANNUNCIARE

 

I monaci sono uomini e donne che cercano il volto di Dio e lo contemplano nella parte inferiore della Storia: è una vita attenta a ciò che sta sul ciglio della vita, al margine, sulla frontiera. È profezia dai margini.

 

Canto: Vieni e seguimi (o altro)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 40-42)

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù.

 

Dal Cantico dei Cantici

Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi, aroma che si espande è il tuo nome, per questo le ragazze di Te si innamorano. Attirami dietro a te, corriamo!

 

Per meditare

 “Gesù mi ha fatto capire questa parola dei Cantici: «Attirami, noi correremo all’odore dei tuoi profumi». O Gesù, dunque non è nemmeno necessario dire: Attirando me, attira le anime che amo. Questa semplice parola: «Attirami» basta. Signore, lo capisco, quando un’anima si è lasciata avvincere dall’odore inebriante dei tuoi profumi, non potrebbe correre da sola, tutte le anime che ama vengono trascinate dietro di lei: questo avviene liberamente, senza fatica, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso di Te”.  (S. Teresa di G. B.)

 

PREGHIERA  (insieme):

Poiché le Tue Parole, Dio mio, non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri, ma per possederci e correre in noi nel mondo,

permetti che da quel fuoco di gioia acceso da Te, una volta, su di una montagna, che da quella lezione di felicità alcune scintille ci intacchino, ci investano, ci invadano. Fa’ che, abitati da esse, come faville nella stoppia, noi costeggiamo le onde delle folle,

diffondendo il contagio della beatitudine, il contagio della gioia.

 

Silenzio (accompagnamento musicale)

 

INVOCAZIONI   (si interviene liberamente)

Gesù, fiamma d’amore che arde nel mio cuore.

Gesù, Tu sei l’Amore  e la Tua fedeltà dura in eterno

Gesù, stanza nuziale dove il cuore trova la sua gioia

Gesù sei meraviglioso e riempi di delizie la nostra vita

Gesù, Immensità che fai traboccare il Tuo Amore in noi

Gesù, Sole splendido che irradi luminosità sulle nostre tenebre

Gesù, vera Vite a cui ci  teniamo uniti per ricevere la tua linfa e produrre frutto

 

 

PADRE NOSTRO – Reposizione eucaristica e canto finale: Il tuo popolo in cammino (o altro canto)

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