La zizzania e il buon grano Adorazione Eucaristica Novembre 2013

La zizzania e il buon grano Adorazione Eucaristica Novembre 2013

 

La zizzania e il buon grano

Canto

 

G. In tutto ciò che facciamo, siamo spesso molto meschini e limitati: spinti a finire, incalzati a riuscire, impazienti di convincere… Abbiamo la vista corta. Questa sera vogliamo confrontare il nostro modo di fare con quello di Dio. Dio vede in grande, al di là dell’immediato. Dio ci fa entrare nel suo regno, che ha le dimensioni dell’universo e della sua storia. Lo fa con pazienza sovrumana: finirà col renderci pazienti

 

C.: Nel nome del Padre , del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen

 

Preghiera di invocazione alo Spirito Santo

Vieni, o Spirito Santo e donami un cuore puro, pronto ad amare Cristo Signore con la pienezza, la profondità e la gioia che tu solo sai infondere.

Donami un cuore puro, come quello di un fanciullo che non conosce il male se non per combatterlo e fuggirlo.

Vieni, o Spirito Santo e donami un cuore grande, aperto alla tua parola ispiratrice e chiuso ad ogni meschina ambizione.

Donami un cuore grande e forte capace di amare tutti, deciso a sostenere per loro ogni prova, noia e stanchezza, ogni delusione e offesa.

Donami un cuore grande, forte e costante fino al sacrificio, felice solo di palpitare con il cuore di Cristo e di compiere umilmente, fedelmente e coraggiosamente la volontà di Dio. Amen. (Paolo VI)

 

G. Il tempo della Chiesa, in cui bene e male coesistono, è il tempo della pazienza di Dio che vuol dare a tutti la possibilità di fare penitenza e di convertirsi a lui. La parola del Vangelo vale per ognuno di noi, poiché il bene e il male coesistono nel nostro cuore.

 

Canto di acclamazione al Vangelo

 

C.: Dal Vangelo secondo Matteo( Mt 13,24-30)

In quel tempo, Gesù espose alla folla una parabola:“Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.

Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero:

Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero:Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania,con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla;il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

Parola Del Signore

 

Pausa di riflessione

 

Meditazione

L1Da un’Omelia di Papa Francesco (Venerdì, 28 giugno 2013)

Il mistero della pazienza di Dio

Non esiste «un protocollo dell’azione di Dio sulla nostra vita», ma possiamo esser certi che, prima o poi, egli interviene «a modo suo».

Per questo non dobbiamo farci prendere dall’impazienza o dallo scetticismo, anche perché quando ci scoraggiamo e «decidiamo di scendere dalla croce, lo facciamo sempre cinque minuti prima della rivelazione».

Dio cammina sempre con noi e questo è sicuro. Dal primo momento della creazione — ha spiegato — il Signore si è coinvolto con noi. Non ha creato il mondo, l’uomo, la donna, e li ha lasciati. Ci ha creati a sua immagine e somiglianza». Dunque fin dall’inizio dei tempi c’è «questo coinvolgimento del Signore nella nostra vita, nella vita del suo popolo, perché il Signore è vicino al suo popolo, molto vicino. Lui stesso lo dice: quale popolo sulla terra ha un Dio tanto vicino come voi?

Questa vicinanza del Signore è un segno del suo amore: lui ci ama tanto che ha voluto camminare con noi. La vita è un cammino che lui ha voluto fare insieme a noi. E sempre il Signore entra nella nostra vita e ci aiuta ad andare avanti. Ma, quando il Signore viene, non sempre lo fa alla stessa maniera. Non esiste un protocollo dell’azione di Dio sulla nostra vita. Una volta lo fa in una maniera, un’altra volta lo fa in un’altra maniera. Ma lo fa sempre. Sempre c’è questo incontro fra noi e il Signore.

Il Signore segue sempre il suo modo di entrare nella nostra vita. Tante volte lo fa tanto lentamente che noi siamo nel rischio di perdere un po’ la pazienza: “ma, Signore, quando?”. E preghiamo e preghiamo, ma non viene il suo intervento sulla nostra vita. Altre volte, invece, pensiamo a quello che il Signore ci ha promesso, ma è tanto grande che siamo un po’ increduli, un po’ scettici, e come Abramo un po’ di nascosto sorridiamo.

Lo stesso accade anche a noi: «Quante volte, quando il Signore non viene, non fa il miracolo e non ci fa quello che noi vogliamo che lui faccia, diventiamo o impazienti o scettici: “non può farlo!”».

Il Signore prende il suo tempo ma anche lui, in questo rapporto con noi, ha tanta pazienza. Non soltanto noi dobbiamo avere pazienza. Lui ne ha, lui ci aspetta. E ci aspetta fino alla fine della vita… Il Signore cammina con noi, ma tante volte non si fa vedere, come nel caso dei discepoli di Emmaus.

«Alcune volte nella vita le cose diventano tanto oscure. C’è tanto buio. E noi abbiamo voglia, se siamo in difficoltà, di scendere dalla croce. E questo è il momento preciso: la notte è più buia quando è prossima l’aurora. E sempre, quando noi scendiamo dalla croce, lo facciamo cinque minuti prima che venga la rivelazione. È il momento dell’impazienza più grande». Qui ci viene in aiuto l’insegnamento di Gesù, che «sulla croce sentiva che lo sfidavano: “scendi, scendi, vieni!”». Ci vuole perciò «pazienza fino alla fine, perché lui ha pazienza con noi. Lui entra sempre. Lui è coinvolto con noi. Ma lo fa a modo suo e quando lui pensa che sia meglio, ci dice soltanto quello che ha detto ad Abramo: “Cammina nella mia presenza e sii perfetto, sii irreprensibile”: è proprio la parola giusta».

 

Preghiera

Più di una volta, Signore, offriamo il terreno dei nostri cuori alla zizzania seminata dal nemico,e il buon seme della tua maniera di invocare Dio e di rapportarti con lui viene soffocato per la nostra cecità e per la nostra ipocrisia. Vogliamo dirti, Signore,che noi crediamo in te e come l’apostolo Filippo nell’ultima cena ti ripetiamo con fede:“Signore, mostraci il Padre e ci basta” (Gv 14,8). Amen

 

Canto

 

Adorazione silenziosa

 

G. Gesù ci presenta il mondo come un campo in cui crescono grano e zizzania mescolati assieme. Nella società c’è il bene e il male, come nella nostra vita, nella nostra famiglia. Nella stessa Chiesa c’è tanto bene, ma si può vedere anche tanto peccato. Nessuno di noi deve sentirsi tutto buon grano o tutta zizzania. Siamo tutti un po’ santi e un po’ peccatori.

 

L2 I frettolosi, gli impazienti, vorrebbero fare continue crociate punitive in tutte le direzioni. Gesù dichiara: Dio non ama l’intransigenza orgogliosa, ma la pazienza umile e fiduciosa. Dice Gesù:

(S) “Il regno dei cieli è simile ad un uomo che seminò buon seme nel suo campo.venne un suo nemico e seminò la zizzania”.

L2L’affermazione di Gesù è netta: nel regno di Dio, qui sulla terra, crescono insieme il grano e la zizzania; e Dio non interviene frettolosamente per togliere la zizzania, ma attende con la pazienza sconfinata del Padre.
A noi però non piace questa situazione, perché tutti, più o meno, soffriamo la patologia dell’intransigenza e siamo portati ad essere duri, nei confronti dei peccatori: evidentemente quando i peccatori sono gli altri!
Ma Gesù, con chiarezza, ci ricorda la situazione del regno di Dio qui sulla terra:

(S) Il grano cresce assieme alla zizzania, il bene sta accanto al male.

La mescolanza di grano e zizzania la troveremo ovunque, a tutti i livelli;

la troveremo nella famiglia,

nel gruppo, nella comunità, e soprattutto nel nostro cuore.

L2Da dove viene allora il male? «Il Signore non ha seminato del buon seme nel suo campo? Da dove viene dunque la zizzania?». «Un nemico ha fatto questo».

 

 

 

Tutti

Certamente «Tu sei troppo giusto, Signore, perché io possa discutere con te;ma vorrei solo rivolgerti una parola sulla giustizia. Perché le cose degli empi prosperano?Perché tutti i traditori sono tranquilli?» (Ger 12,1). Perché non fai estirpare dal mondo ogni male? Come possono sopportare i tuoi occhi tanta malvagità? Tu sei Santo!

L2È chiaro che il tempo per pentirsi non è infinito… viene il momento del «rendiconto» e coloro che non si sono voluti convertire…

(S) «Come fieno presto appassiranno, cadranno come erba del prato» 

(Sal 36,2);«Al momento della mietitura dirò ai mietitori:

cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla;

il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Tutti

Signore, veramente siamo stolti quando vogliamo giudicare il tuo operato e quando soprattutto condanniamo gli altri senza renderci conto che i primi a meritarsi la morte siamo noi.

Lo Spirito venga «in aiuto alla nostra debolezza» e «con gemiti inesprimibili» interceda presso di te e ci ottenga vera conversione e quella tua sapienza che rende miti e misericordiosi, umili e pazienti come il tuo Figlio Unigenito per mezzo del quale a te sia lode e gloria per i secoli dei secoli. Amen.

 

Canto

 

G. Nel regno di un tale Dio non c’è posto per servi impazienti, per gente che non sa fare altro che invocare i castighi di Dio e indicargli, di volta in volta, chi deve colpire.

 

L3 Anche a noi è indicata la pazienza del padrone del campo. Dobbiamo aspettar la mietitura non come quei servi a stento trattenuti con la falce in mano, ma come uomini che non sono affatto sicuri di essere, essi stessi, tutto buon grano e non anche zizzania. E’ un appello alla bontà e alla misericordia quello che si sprigiona dalla parabola evangelica. Un appello concreto che possiamo cominciare a mettere in pratica subito.Pazienza figli del regno, pazienza, lasciate fare a Dio il suo mestiere. Pazienza, discepoli del Maestro, viviamo tempi bui, in cui la ragione e la fede devono farsi strada con fatica in mezzo all’indifferenza e all’insignificanza. Pazienza, discepoli del Nazareno, la guerra è già vinta, il giorno è avanzato, la verità – immensa – come torrente sotterraneo sta raggiungendo il mare.Pazienza, discepoli di colui che è venuto a portare il fuoco, pazienza nelle nostre povere e poco credibili comunità parrocchiali, pazienza nel vedere – nude – le fragilità dei nostri compagni di viaggio, pazienza quando un connaturale istinto di superiorità ci fa giudicare – con piglio tutto devoto – i fratelli che ancora (e sempre) misureranno la loro debolezza.

E – infine – pazienza con te stesso.. Sappiamo bene che la voglia di dividere il mondo in buoni (noi) e cattivi (loro) ha portato i discepoli su orribili sentieri di violenza, in passato. Allora, senza cadere in perniciosi autolesionismi, guardiamo dentro noi stessi la zizzania (e – per una volta – chiamiamola per nome!) e guardiamo al grano buono seminato dal Signore.

(S) Pazienza, amico che leggi,

se ti sembra che troppe tenebre ancora rovinino la tua vita:

abbiamo tutta la vita per imparare a vivere,

pazienza se pensavi di essere un prete migliore,

un catechista migliore, un marito, una moglie, un padre, una madre,

un fratello,una sorella migliore, un amico, un’amica, un collega migliore: talvolta la bruciante esperienza del limite (Pietro insegna) ci spalanca la diga della misericordia.

E ci rende simile a questo saggio padrone del campo.(Paolo Curtaz)

Preghiera

Signore Gesù, tu che sei buono, semini in pieno giorno nel campo della Chiesa, in ciascuno di noi, amore, pace e gioia. Ma poi il nemico, il tenebroso, viene a seminare la zizzania:pensieri, desideri, sentimenti ostili, tradimenti segreti che fanno scendere la notte anche nel nostro cuore. Donaci lo Spirito di vigilanza per non lasciarci invadere dal maligno; rendici forti e umili per sostenere ogni tentazione e per riprenderci dopo i nostri cedimenti. Fa’ che non pretendiamo dagli altri una perfezione che noi stessi non abbiamo; donaci occhi che sappiano vedere nel campo oltre la zizzania anche il buon grano; donaci un cuore che sappia amare come te nell’umile pazienza, senza stancarsi mai. Amen

 

Canto

 

G. La zizzania può diventare grano.

L4 Guardando Gesù, la Chiesa costantemente si purifica e si rinnova: le inevitabili scorie di zizzania si trasformano in grano puro e fecondo. Gesù, infatti ammonisce:

(S) “Non togliete la zizzania, Io ho dato la vita per la salvezza di tutti.”

L4Il buon ladrone è zizzania diventato grano! S. Paolo era un persecutore ed è diventato un apostolo infaticabile.

(S) “Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori

e di questi il primo sono io.

Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia”.

 

L4S. Agostino era un autentico errabondo del pensiero e del cuore: è diventato un cantore entusiasta e un innamorato sincero di Dio.

(S) “Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova!

 

L4S. Francesco di Assisi era un giovane di mondo, cresciuto in mezzo agli agi di una famiglia borghese:

(S) E’ diventato il santo della povertà, un gigante di umiltà e di penitenza.

 

L4S. Francesco Saverio era un nobile vanitoso che sognava di ricomporre patrimonio di famiglia e ricuperare lo splendore del casato:

(S) E’ diventato il missionario instancabile dell’Asia,

un monumento di dedizione eroica alla causa del vangelo.

 

L4Charles de Foucauld era un giovane passionale, caduto nella bassezza del peccato fino a dire di se stesso:

(S) “A 17 anni ero completamente egoista,

proteso verso il male come se fossi in preda alla follia.

E quando vivevo nel peggiore modo possibile,

ero convinto che fosse tutto assolutamente normale”.

L4Ma, per grazia di Dio, la zizzania ancora una volta è diventata grano. De Foucauld ha scalato la montagna della santità, arrivando ad esclamare:

(S) “Per la diffusione del vangelo sono pronto

ad andare fino ai confini del mondo.

Desidero soffrire online pharmacy without prescription il martirio per amare Gesù di amore totale”.

 

L4E la lista potrebbe continuare: la misericordia di Dio è inesauribile. Questa è la grande vittoria di Dio: trasformare la zizzania in grano.

(S) Come sei diverso da noi, Signore:

dalla nostra impazienza che non intende ragioni

quando si tratta di denunciare, di colpire,

di condannare il male presente negli altri.

 

Tutti

Tu non ti meravigli, Signore, davanti alla zizzania presente nel tuo campo.

Sai che non sei l’unico a seminare su questa terra e che anche le forze del male hanno a disposizione tanti semi. Tu non hai fretta, Signore, non vuoi sradicare subito l’erba cattiva a costo di buttare via anche del grano buono, tu attendi con pazienza di trasformare la zizzania in grano,Tu lasci che ogni cosa cresca fino a rivelare in modo chiaro quali sono i suoi frutti.

Solo allora ti decidi a separare e a dividere, a dichiarare ed a giudicare.

Grazie Signore per la tua longanimità, per la tua misericordia, per la tua volontà di salvarci.

 

Canto

 

Preghiera

Signore infinitamente paziente, nel tabernacolo tu aspetti e non ti stanchi mai di aspettare. Tu hai il desiderio più ardente di vederci venire a te, ma, quando non vedi nessuno e il tempo passa senza che si presenti nulla di nuovo, non ti spazientisci. Vorresti donarci maggior amore, ma quando trascuriamo di aprire l’anima nostra ai tuoi benefici e non permettiamo alla tua grazia di espandersi, non ti irriti. Tu guardi il nostro mondo e assisti a molti spettacoli dolorosi; ma la tua bontà, lungi dal ritirarsi, non chiede che di perdonare. Vedi quanto sono numerosi i peccati che si commettono e tuttavia non scateni il tuo furore; fai silenzio e speri. Questa pazienza illimitata, di cui ci rende testimonianza la tua presenza silenziosa ed amante, falla passare nella nostra condotta! Insegnaci a dominare ogni irritazione, a non stancarci di aspettare, a tacere nelle ore critiche o piene di agitazione. Ispiraci una dolcezza che non si lasci mai disarmare, una bontà che non si stanchi di perdonare, un sorriso che non cessi mai di essere amabile.

Rendici pazienti fino alla fine, a tuo esempio! Amen

 

Padre nostro…

Benedizione Eucaristica

 

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