Adorazione Eucaristica Novembre 2016

Adorazione Eucaristica Novembre 2016

GESÙ GUARDA CON AMORE MISERICORDIOSO E CHIAMA

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Canto: VOCAZIONE o VIENI E SEGUIMI (Gen Rosso) oppure un altro canto

 

Introduzione

G: Questo incontro di preghiera è l’occasione per chiedere al Signore di guardare e toccare il cuore dei ragazzi e dei giovani, affinché scoprano la bellezza del progetto a cui Egli li invita.

Preghiamo con il salmo 139 chiedendo a Dio di accompagnare i nostri passi e di illuminare le nostre scelte: Lui che ci conosce nell’intimo, che ha presente la nostra storia ancor prima che venissimo alla luce, può aiutare ogni persona a dire un «sì» generoso.

 

 

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu conosci quando mi siedo

e quando mi alzo,

intendi da lontano i miei pensieri,

osservi il mio cammino

e il mio riposo,

ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora

sulla lingua ed ecco, Signore,

già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Sei tu che hai formato i miei reni

e mi hai tessuto

nel grembo di mia madre.

 

Io ti rendo grazie: hai fatto di me

una meraviglia stupenda;

meravigliose sono le tue opere,

le riconosce pienamente

l’anima mia.

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

ricamato nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto

i tuoi occhi;

erano tutti scritti nel tuo libro

i giorni che furono fissati

quando ancora non ne esisteva uno.


     Gloria al Padre…

 

Esposizione Eucaristica e canto: RESTATE QUI o CUSTODISCIMI o altro canto

 

(Silenzio di adorazione)

 

Primo momento: «VIDE»

 

Dal vangelo secondo Luca (5, 27-32)

Dopo questo Gesù uscì e vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

 

L: «Anche la vocazione di Matteo è inserita nell’orizzonte della misericordia. Passando dinanzi al banco delle imposte gli occhi di Gesù fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell’uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e pubblicano, per diventare uno dei Dodici. San Beda il Venerabile, commentando questa scena del Vangelo, ha scritto che Gesù guardò Matteo con amore misericordioso e lo scelse».

(Papa Francesco, Misericordiae vultus, n. 8)

 

Breve silenzio di preghiera

 

G: «Vide»: lo sguardo delle persone su Levi era capace di scorgere solo un peccatore, uno che guadagnava sulle spalle degli altri, uno escluso dal culto al tempio e dalla salvezza divina. Gesù, invece, guarda in profondità e sa vedere ciò che c’è dentro la vita di Levi, vede il suo desiderio di essere accolto e amato.

Domandiamo anche per noi questo sguardo rinnovato dalla fede, perché come dice la Scrittura: «L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (1Sam 16,7).

 

Silenzio di meditazione (Canto: SE MACCOGLI o CANTIAMO TE o altro canto)

SECONDO MOMENTO – «SEGUIMI

 

Preghiamo con il Salmo 119

 

Beati quelli che sono integri nelle loro vie,

che camminano secondo la legge del SIGNORE.

Beati quelli che osservano i suoi insegnamenti,

che lo cercano con tutto il cuore

e non commettono il male,

ma camminano nelle sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti

perché siano osservati con cura.

Sia ferma la mia condotta

nell’osservanza dei tuoi statuti!

Non dovrò vergognarmi

quando considererò tutti i tuoi comandamenti.

Ti celebrerò con cuore retto,

imparando i tuoi giusti decreti.

Osserverò i tuoi statuti,

non abbandonarmi mai.


 

SEGUIRE:

L.: Andare dietro a qualcuno, procedere dopo di lui; più che la semplice successione (espressa invece dal verbo intr.) indica il fatto intenzionale e cosciente di tenersi dietro a chi procede, per farsi guidare da lui, per non perderlo di vista, o per altri motivi. Seguimi. Corri dietro a me. Ecco tutto. Camminare dietro a lui è, in fondo, qualcosa senza contenuto. Non è certo un programma di vita, la cui realizzazione possa sembrare ragionevole; non è una meta, un ideale a cui si possa tendere. Non è una cosa per cui, secondo l’opinione degli uomini, valga la pena impegnare qual cosa, e tanto meno se stessi. Ma che accade? Il chiamato abbandona tutto ciò che possiede, non per compiere un atto particolarmente valido, ma semplicemente a causa di questa chiamata, perché altrimenti non potrebbe seguire Gesù. A questo atto in sé non viene dato alcun valore. L’atto in sé resta qualcosa di assolutamente irrilevante, insignificante.

Si fa un taglio netto e semplicemente ci si incammina. Si è chiamati fuori e bisogna «venir fuori» dall’esistenza condotta fino a questo giorno; si deve ‘esistere’ nel senso più rigoroso della parola. Il passato resta indietro, lo si lascia completamente.

 

Breve silenzio di meditazione

 

Preghiamo insieme:

Signore insegnami la Strada: l’attenzione alle piccole cose; al passo di chi cammina con me per non fare più lungo il mio; alla Parola ascoltata perché non sia un dono che cada nel vuoto; agli occhi di chi mi sta vicino,

per indovinare la gioia e dividerla, per indovinare la tristezza e avvicinarmi in punta di piedi, per cercare insieme la nuova gioia.

Signore, insegnami la Strada: la strada su cui si cammina insieme: insieme nella semplicità di essere quello che si è; insieme nella gioia di aver  ricevuto tutto da Te; insieme nel tuo amore.

Signore, insegnami la Strada, Tu che sei la Strada e la gioia.

 

Silenzio e meditazione

 

Canone: Il Signore è la mia forza o altro canto

 

TERZO MOMENTO – «GLI PREPARÒ UN GRANDE BANCHETTO NELLA SUA CASA»

 

G.: È il tempo dell’ospitalità. Il discepolo dopo essere stato guardato fin nel suo intimo e aver accolto l’invito del maestro a seguirlo, ora è proprio lui ad accoglierlo nella sua casa. Matteo-Levi apre le porte della sua dimora, ma è come se aprisse le porte di tutta vita, di tutta la sua esistenza.

“Che dolce è stare davanti a un crocifisso, o in ginocchio davanti al Santissimo, e semplicemente essere davanti ai suoi occhi! Quanto bene ci fa che Egli torni a toccare la nostra esistenza e ci lanci a comunicare la sua nuova vita” (EG 264).

Questo bene di Gesù che trova casa in noi, ci aiuti a far sì, che la nostra casa sia ogni giorno la sua casa per Lui e per ogni fratello e amico che bussa alla nostra porta. Ospitare è lasciarsi irradiare da questo bene.

 

Una riflessione di papa Francesco sull’ospitalità…

 

L.: “La Chiesa è la madre dal cuore aperto che sa accogliere, ricevere,specialmente chi ha bisogno di maggiore cura, chi è in maggiore difficoltà. La Chiesa, come la voleva Gesù, è la casa dell’ospitalità.

Quanto bene possiamo fare se ci incoraggiamo ad imparare il linguaggio dell’ospitalità, dell’accoglienza! Quante ferite, quanta disperazione si può curare in una dimora dove uno possa sentirsi accolto, ma per questo occorre tenere le porte aperte, soprattutto del cuore”. “Ospitalità con l’affamato, con l’assetato, con lo straniero, con il nudo, con il malato, con il prigioniero (cfr Mt 25,34-37), con il lebbroso, con il paralitico.

Ospitalità con chi non la pensa come noi, con chi non ha fede o l’ha perduta, e talvolta per colpa nostra. Ospitalità con il perseguitato, con il disoccupato. Ospitalità con le culture diverse. Ospitalità con il peccatore,

perché ognuno di noi lo è”.

 

Silenzio e meditazione

 

Canto: Eccomi o altro canto

 

Intercessioni spontanee a cui rispondiamo cantando il canone (o altro versetto):

 

Misericordias Domini in eternum cantabo

 

G.: Facciamo nostra la preghiera che Gesù ci ha insegnato nel suo Vangelo, prendendoci per mano e così crescere sempre più tra noi e con gli altri nel dono dell’ospitalità e dell’accoglienza: Padre Nostro…

 

BENEDIZIONE EUCARISTICA

Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’Altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

Canto di reposizione: Ti seguirò (2ª e 3ª strofa) o altro canto

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