Adorazione Eucaristica Giugno 2018

Adorazione Eucaristica Giugno 2018

Ufficio per la Pastorale Vocazionale

Giugno 2018

 

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UN DIAMANTE CHIAMATO VOCAZIONE

Introduzione

Nell’anno dedicato ai: “Giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, la chiesa di  Lecce offre la preghiera vocazionale del mese di giugno per i ragazzi e le famiglie dei seminaristi, ai ragazzi della Comunità Emmaus, del gruppo Samuel e per i giovani che partecipano al gruppo “C’è bisogno di te”. Alla vigilia dell’estate, presentiamo al Signore le iniziative vocazionali dei campi estivi e dei pellegrinaggi diocesani. Infine, nel mese consacrato al cuore di Gesù, ricordiamo i preti e i diaconi che venerdì vivranno la loro annuale giornata di santificazione.

 

Canto di esposizione: Spirito Santo, vieni(o altro)

Lettore:Signore Gesù, siamo qui davanti a te con le nostre vite, le nostre gioie e paure, le fatiche e i sogni che tu metti nei nostri cuori.  Tutti: Vieni Spirito d’amore a rinnovare la tua Chiesa!

Lettore: Signore Gesù, donaci di non avere paura quando lo Spirito, venendo incontro alla nostra debolezza, ci chiede di osare un passo avanti.   Tutti:Vieni Spirito d’amore a rinnovare la faccia della terra!

 

Guida:Il diamante è quello della storia vocazionale di Samuele. Esso inizia a brillare fin prima del suo concepimento. Poi cresce di luminosità con la chiamata notturna al tempio di Silo. Infine si perfeziona nell’unzione regale di Davide, a Betlemme, in mezzo a tutti i figli di Jesse. L’inizio della vocazione, non è propriamente quello di una famiglia perfetta, ma piuttosto ferita. In casa vivono due mogli e, una di loro, viene presentata come rivale dell’altra. Anna, prima di diventare madre di Samuele, e poi partorire altri tre figli e due figlie, veniva ripetutamente mortificata dalle umiliazioni che Pennina le infliggeva, a motivo della sua sterilità. Ciò accadeva ogni volta che, col marito Elkana, che l’amava più di dieci figli, ella saliva al tempio di Silo, per cercare rifugio presso il Signore. Ascoltiamo il racconto.

 

  1. Il voto materno: tra casa e santuario

Canto: Chi ci separerà(o altro)

Dal Primo Libro del profeta Samuele (1Sam 1, 9-18)

9Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. 10Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. 11Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». 12Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. 13Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. 14Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». 15Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. 16Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». 17Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto». 18Ella replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima.

Commento spirituale:

“Consolate, consolate il mio popolo”, dice il Signore tramite Isaia. Per poterlo fare occorre che le guide spirituali del popolo, sappiano accorgersi di ogni suo dolore, come quello che Anna ha in cuore e che effonde nella preghiera presso il santuario di Silo. Un tale compito, squisitamente sacerdotale, può venire disatteso ogniqualvolta i ministri si considerano “doganieri della grazia” invece che “collaboratori della vostra gioia”. Ecco allora che gli occhi affaticati di Eli, scambiano l’afflizione di Anna per un episodio di ubriacatura. E anche dopo gli occhi dell’anziano sacerdote si dimostrano incapaci di correggere i suoi due figli, responsabili di comportamenti corrotti nel santuario dove prestano servizio. Però, nonostante i limiti della guida di Eli, sia personali che familiari, la vocazione di Samuele, proprio perché viene dall’alto, potrà un giorno sbocciare.

Quando Eli incontra Anna, viene reso testimone del dialogo segreto che Dio porta avanti col suo popolo. Come sono belli i numeri della Evangelii Gaudium(cfr. 135-144) dove, papa Francesco, esorta i presbiteri, durante l’omelia, a porsi a servizio della conversazione con la quale il Signore e il suo popolo, si parlano in mille modi direttamente, senza intermediari. Una volta ravveduto, il sacerdote, rilascia la benedizione ma senza che Anna sia tenuta a rivelare il contenuto del voto fatto al Signore. Esso rimane un segreto tra Dio e la donna. Nessun potere culturale e religioso ha infatti il diritto di intromettersi nel mistero dell’inizio vita che solo le donne condividono con Dio.

Silenzio di meditazione e sottofondo musicale.

Guida:Il cantico di Anna prima di lasciare il figlio Samuele nel tempio(a due cori)

1Allora Anna pregò così: «Il mio cuore esulta nel Signore, la mia forza s’innalza grazie al mio Dio. Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io gioisco per la tua salvezza. 2Non c’è santo come il Signore, perché non c’è altri all’infuori di te e non c’è roccia come il nostro Dio.

3Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza, perché il Signore è un Dio che sa tutto e da lui sono ponderate le azioni. 4L’arco dei forti s’è spezzato, ma i deboli si sono rivestiti di vigore.

5I sazi si sono venduti per un pane, hanno smesso di farlo gli affamati. La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita. 6Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire.

7Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta. 8Solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero, per farli sedere con i nobili e assegnare loro un trono di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra e su di essi egli poggia il mondo.

9Sui passi dei suoi fedeli egli veglia, ma i malvagi tacciono nelle tenebre. Poiché con la sua forza l’uomo non prevale. 10Il Signore distruggerà i suoi avversari! Contro di essi tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà le estremità della terra; darà forza al suo re, innalzerà la potenza del suo consacrato»(1 Sam 2,1-10).

 

Canto: Magnifica il signore anima mia(o altro)

 

  1. La formazione al tempio: l’educazione all’ascolto

Dal Primo Libro del profeta Samuele (1 Sam 3,1-10)

1Il giovane Samuele serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. 2E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. 3La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio. 4Allora il Signore chiamò: «Samuele!» ed egli rispose: «Eccomi», 5poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire. 6Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuele!»; Samuele si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!».7In realtà Samuele fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. 8Il Signore tornò a chiamare: «Samuele!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. 9Eli disse a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta»». Samuele andò a dormire al suo posto. 10Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».

 

Musica di sottofondo e silenzio di meditazione   – Canto: Eccomi(o altro)

 

III. L’ingresso nella dimensione contemplativa della vita

Dal Primo Libro di Samuele (1 Sam 16, 6-13)

6Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». 7Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». 8Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». 9Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». 10Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Jesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». 11Samuele chiese a Jesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Jesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Jesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». 12Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». 13Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo Spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Samuele si alzò e andò a Rama.

Lettura spirituale:

“L’architrave della formazione permanente è la cura della vita interiore che è la prima attività pastorale. Resta valida la diagnosi del curato d’Ars: “La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa”. L’esperienza insegna che nella preghiera non si vive di rendita e che non è il contatto con la gente a indebolire la vita spirituale – anzi la favorisce! – ma è l’emarginazione della dimensione contemplativa del ministero; il suo sintomo più evidente è l’allergia sia al silenzio dell’adorazione, in cui la preghiera germoglia dall’ascolto della parola di Dio, sia alla direzione spirituale e al sacramento della Riconciliazione che è il test più rivelativo della qualità della vita interiore di un prete e del clima spirituale della comunità cristiana a lui affidata”.

(Mons. Gualtiero Sigismondi)

Intercessioni e preghiere spontanee

Ritornello cantato: Resta con noi Signore, Alleluia!(o altro)

  • Per la Chiesa: rimanga aperta ad accogliere, con fiducia nello Spirito Santo, le sfide della storia.
  • Per le famiglie, siano terreno dove germoglia l’esperienza della fede e grembo che accompagna la nascita di nuove vocazioni.
  • Per i giovani, trovino nella Chiesa, loro madre, una casa, e nei pastori guide autentiche a servizio della loro speranza.

Seguono altre intenzioni (…)

Padre nostro…

Benedizione eucaristica e canto finale: Andate per le strade(o altro).

 

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