Adorazione Eucaristica Dicembre 2015

Adorazione Eucaristica Dicembre 2015

Ufficio per la Pastorale Vocazionale

Dicembre 2015

Un cuore giovane capace di sognare

Canto: LA PERLA PREZIOSA (RnS) o altro canto

Introduzione

«Un giovane che non è in grado di sognare è chiuso in sé stesso. Sognate che con voi il mondo può essere diverso. Se voi date il meglio di voi stessi aiutate il mondo a essere diverso. Non dimenticare, sognate. I giovani sono la speranza di un popolo. La speranza non è l’ottimismo: l’ottimismo è uno stato d’animo che cambia, la speranza è un’altra cosa. La speranza sa soffrire per realizzare un progetto. Siete voi capaci di sacrificarvi per il futuro o semplicemente volete vivere il presente e quelli che verranno si arrangino? La speranza è feconda. La speranza dà la vita. Siete capaci di dare la vita o preferite essere un ragazzo o una ragazza spiritualmente sterili, incapaci di creare la vita per gli altri, senza la possibilità di creare amicizia sociale, in grado di creare una patria, senza capacità di creare grandezza? La speranza è feconda». (Papa Francesco, Cuba 2015)

 

Il mondo degli adulti dichiara di voler riservare un’attenzione particolare nei confronti dei giovani, ma nel concreto sembra aver inibito ogni loro capacità di iniziativa futura: nemmeno lo studio universitario sembra sufficiente per garantire lo slancio verso il proprio e altrui futuro. Ma un’esistenza ripiegata sul presente, senza slancio, rischia di essere sterile. Preghiamo perché il coraggio dei cominciamenti trovi dimora nei cuori dei nostri giovani, in una continua apertura alla vita, tesa verso il futuro di Dio.

 

G: Invochiamo lo Spirito Santo, perché schiuda il nostro cuore alla storia, rendendoci capaci di comprendere il passato, per vivere il presente e aprirci al futuro, certi che proprio questa, con i suoi chiaro-scuri, è la storia della Salvezza che siamo chiamati ad abitare:

 

Vieni, Santo Spirito:

aiutaci a cogliere negli avvenimenti

i segni di Dio,

gli inviti che ci rivolge,

gli insegnamenti che vuole comunicarci.

 

Rendici disponibili a percepire

i tuoi suggerimenti,

per non perdere nessuna

delle tue ispirazioni.

 

Concedici quella perspicacia

soprannaturale

che ci faccia scoprire

le esigenze della carità

e comprendere tutto ciò

che richiede un amore generoso.

 

Ma soprattutto

eleva il nostro sguardo,

là dove Dio si rende presente,

ovunque la sua azione ci raggiunge

e ci tocca.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Esposizione Eucaristica e canto di adorazione: mi affido a te o altro canto

(Silenzio di adorazione)

 

             Primo momento – Un cuore nuovo

 

G: Da un punto di vista antropologico-esistenziale collochiamo nel cuore la sede delle nostre emozioni, nel suo palpitare il ritmo intenso della vita, dentro al petto il luogo più recondito della nostra intimità. Ma a cosa serve un cuore di pietra? È capace di esprimere vita? Come può vibrare all’unisono con l’esistenza, lasciarsi impastare dalla storia e dalle sue provocazioni? Cosa significa oggi invocare “un cuore di carne”?

 

Dal libro del profeta Ezechiele (11, 14-16.19-20)

 

Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, gli abitanti di Gerusalemme vanno dicendo ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta la casa d’Israele: “Voi andate pure lontano dal Signore: a noi è stata data in possesso questa terra”. Di’ loro dunque: Dice il Signore Dio: Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne, perché seguano le mie leggi, osservino le mie norme e le mettano in pratica: saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.

 

Breve silenzio di preghiera

 

Per l’ebraico antico il cuore è come un re nella battaglia, sta al centro delle decisioni e delle prontezze. La nostra civiltà mette al governo la testa, relegando il cuore a pentola di emozioni. Per noi la testa è adulta, il cuore è infanzia. Dobbiamo invece risalire al primo tempo, all’urto del monoteismo in mezzo al mondo, per ridare peso al cuore, un cuore di carne o, come richiede sapientemente Salomone, un “cuore con le orecchie”, un “cuore che ascolta” (1Re 3,9). Salomone, re poco più che adolescente, il leggendario sapiente versato in tutte le conoscenze, ottiene ed ottiene un cuore che ascolta. Perché è quello l’organo dell’intelligenza. L’antico ebraico sapeva che la conoscenza si radica nel cuore, non nel remoto cervello, sede di organi di superficie, naso, occhi, orecchie, gusto. Sa che senza uno Levitra online scatto di cuore, non si fissa esperienza. Solo il cuore conosce la profondità e non si concede pausa… e proprio per questo “vede” lontano.

(Da “Penultime notizie” di E. De Luca)

 

Silenzio di meditazione (Canto: DAMMI UN CUORE, SIGNOR o altro canto)

 

Secondo momento – Uno sguardo carico di Speranza

 

G: Tutto l’Avvento è uno spazio pervaso dalla Speranza: dovrebbe essere il tempo per eccellenza dei giovani, luogo in cui la tensione verso il futuro non si manta di utopia, bensì di progettualità, di investimento sul domani; su una vita capace di generare a sua volta cambiamenti, perché alimentata dall’incontro con Cristo, incontro che cambia e genera svolte autentiche

 

Dal discorso di Papa Francesco (Cuba; Luglio 2015).

 

«Qual è la speranza di un giovane cubano in quest’epoca della storia? Né più né meno che quella di qualsiasi altro giovane di qualsiasi parte del mondo. Perché la speranza ci parla di una realtà che è radicata nel profondo dell’essere umano, indipendentemente dalle circostanze concrete e dai condizionamenti storici in cui vive. Ci parla di una sete, di un’aspirazione, di un anelito di pienezza, di vita realizzata, di un misurarsi con ciò che è grande, con ciò che riempie il cuore ed eleva lo spirito verso cose grandi, come la verità, la bontà e la bellezza, la giustizia e l’amore. Senza dubbio, questo comporta un rischio. Chiede di essere disposti a non lasciarsi sedurre da ciò che è passeggero e caduco, da false promesse di felicità vuota, di piacere immediato ed egoista, di una vita mediocre, centrata su se stessi, e che lascia nel cuore solo tanta tristezza e amarezza. No, la speranza è audace, sa guardare oltre la comodità personale, le piccole sicurezze e compensazioni che restringono l’orizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa. Io chiederei a ciascuno di voi: Cos’è che muove la tua vita? Cosa c’è nel tuo cuore, in cui abitano le tue aspirazioni? Sei disposto a rischiare sempre per qualcosa di più grande?».

 

Breve silenzio di meditazione

 

Da Isaia 1, 2-6 (a due cori)                                                       

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;

io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto

è il Signore;

egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia

alle sorgenti della salvezza.

Rendete grazie al Signore

e invocate il suo nome,

proclamate fra i popoli le sue opere,

fate ricordare che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,

le conosca tutta la terra.

Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,

perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

 

Silenzio di meditazione

 

Canone: SE UNO È IN CRISTO o altro canto

 

Dal Vangelo secondo Luca (2,6-12.16)

Mentre Giuseppe e Maria si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.

 

Breve silenzio di meditazione

 

Come trovare vie di speranza nella situazione in cui viviamo? Come fare perché questi sogni di pienezza, di vita autentica, di giustizia e verità, siano una realtà nella nostra vita personale, nel nostro paese e nel mondo? Penso che ci sono tre idee che possono essere utili per tenere viva la speranza.

La speranza è la virtù di colui che è in cammino e si dirige da qualche parte. Non è dunque un semplice camminare per il gusto di camminare, bensì ha un fine, una meta, che è quella che dà senso e illumina la strada. Nello stesso tempo, la speranza si nutre della memoria, comprende con il suo sguardo non solo il futuro ma anche il passato e il presente. Per camminare nella vita, oltre a sapere dove vogliamo andare, è importante sapere anche chi siamo e da dove veniamo. La speranza è un cammino accompagnato: da soli non si arriva da nessuna parte! La speranza, infine, è un cammino solidale: se non c’è solidarietà non c’è futuro per nessun Paese. Questa strada della vita è illuminata da una speranza più alta: quella che ci viene dalla fede in Cristo. Egli si è fatto nostro compagno di viaggio […]. Egli, il Figlio di Dio, ha voluto farsi uno come noi, per percorrere anche la nostra strada. La fede nella sua presenza, il suo amore e la sua amicizia, accendono e illuminano tutte le nostre speranze e illusioni. Con Lui, impariamo a discernere la realtà, a vivere l’incontro, a servire gli altri e a camminare nella solidarietà. Cari giovani cubani, se Dio stesso è entrato nella nostra storia e si è fatto uomo in Gesù, si è caricato sulle spalle la nostra debolezza e il nostro peccato, non abbiate paura della speranza, non abbiate paura del futuro, perché Dio scommette su di voi, crede in voi, spera in voi.

(Papa Francesco ai giovani, Cuba – Luglio 2015)

Silenzio di meditazione

 

Canto: DIO SI È FATTO COME NOI o altro canto

 

Intercessioni spontanee

 

Padre nostro

 

Benedizione Eucaristica

 

Canto di reposizione: AVE MARIA o altro canto

Condividi questo post