Don Vito De Grisantis a dodici anni dal suo ritorno al Padre. Il ricordo di mons. Angiuli

Don Vito De Grisantis a dodici anni dal suo ritorno al Padre. Il ricordo di mons. Angiuli

articolo ripreso da portalecce

Ricorre oggi 1° aprile il dodicesimo anniversario della morte di mons. Vito De Grisantis, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca e per 25 anni parroco di Santa Rosa in Lecce. Volentieri ospitiamo il rato ricordo di mons. Vito Angiuli, successore di De Grisantis alla guida della Chiesa ugentina.

 

 

Mons. Vito De Grisantis è stato vescovo della Diocesi di Ugento- S. Maria di Leuca, dalla calda serata del 29 luglio 2000 all’alba del 1° aprile 2010.

Nato il 20 agosto del 1941, è stato ordinato presbitero il 27 giugno del 1965, per poi essere consacrato vescovo il 26 luglio 2000. Ha compiuto gli studi classici presso il Liceo “Palmieri” di Lecce, quindi quelli teologici presso il Pontificio seminario regionale di Molfetta. Ha frequentato il corso biennale della facoltà di Scienze dell’educazione, con indirizzo in Sociologia dell’educazione, presso la Pontificia Università Salesiana di Roma ed ha conseguito il dottorato in Teologia con specializzazione in “Teologia del matrimonio e della famiglia” presso l’istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Ha ricoperto diversi incarichi nella arcidiocesi di Lecce: direttore spirituale e docente di italiano e latino nel Seminario vescovile, segretario dell’Ufficio amministrativo diocesano, vice assistente diocesano della Gioventù italiana di Azione cattolica, vicario cooperatore nella parrocchia Santa Rosa di Lecce, vicario economo ed infine parroco, dal 1975 al 2000. Per 25 anni ha portato nelle case, tra la gente, i giovani e gli anziani il messaggio evangelico, con dolcezza e amabilità, lasciando un segno indelebile nel ricordo di tutti.

Contraddistinto da bontà cristiana, da una saggezza e una pacatezza che lo hanno reso punto di riferimento per migliaia di fedeli è stato un baluardo di speranza, di virtù e rettitudine tanto da ispirare anche i comportamenti dei non credenti e illuminare le scelte delle istituzioni, degli uomini della società civile del Salento. Un pastore sempre presente e vicino alla gente. Una guida sicura per i tanti fedeli che negli anni hanno potuto seguire i suoi insegnamenti. Una vita intera al servizio di Dio, della Chiesa e del prossimo. Sempre attento ai bisogni dei fedeli. Per tutti, aveva sempre una costante parola di conforto e speranza.

I dieci anni di intensa azione pastorale, come vescovo della diocesi ugentina, sono stati scanditi da due piani pastorali diocesani quinquennali e da due visite pastorali. Ha aiutato così la diocesi a prendere coscienza che era necessaria una maggiore comunione a tutti i livelli, e che era ancora lungo il cammino verso una fede adulta e pensata. Puntando sugli adulti e sui giovani, ha promosso gli organismi parrocchiali di partecipazione.

L’ambito della pastorale giovanile e familiare fu da lui particolarmente privilegiato con opportune e significative iniziative e sussidi diocesani. Nei mutati contesti del laicato cattolico e nella fioritura del suo associazionismo, un’attenzione speciale dedicò all’Azione cattolica. Alimentò con entusiasmo la spiritualità missionaria della diocesi e la sua generosa attività caritativa visitando il Rwanda e allargando ad altri paesi in via di sviluppo l’orizzonte operativo.

La società salentina non fu estranea alle attenzioni di mons. De Grisantis, condividendo con gli amministratori dei 18 comuni della diocesi le preoccupazioni per le condizioni economiche. La realizzazione della scuola di formazione socio-politica, rappresentò l’intima convinzione che la Chiesa diocesana può contribuire allo sviluppo del territorio. Promosse il senso della pastorale sociale e del lavoro con la visita agli emigrati in Svizzera nel 2001, creò l’ufficio specifico e incoraggiò l’adesione della diocesi al “Progetto Policoro”. Istituì la consulta diocesana e inaugurò la casa di accoglienza “Maior Caritas” di Tricase, per accogliere i familiari forestieri degli ammalati degenti presso l’ospedale “Card. G. Panico” e da ultimo il Progetto Tobia, attivando nel febbraio 2010 un fondo di garanzia finalizzato alla concessione di prestiti, per aiutare giovani e adulti ad avviare una piccola impresa in forma individuale o cooperativistica.

Mons. De Grisantis aveva anche una sensibilità artistica. Per questo si impegnò a promuovere il restauro di varie chiese parrocchiali, la costruzione di una nuova chiesa e il recupero di ambienti per l’attività educativa delle parrocchie. Significativa per la storia religiosa della diocesi fu l’avvio del processo di canonizzazione della giovane serva di Dio, Antonia Mirella Solidoro di Taurisano. Momento di rilievo per la memoria ecclesiale fu la traslazione dal cimitero di Leverano, nella Basilica di Leuca, della salma del vescovo mons. Mario Miglietta, che guidò la diocesi ugentina negli anni 1981-92.

Resteranno a testimonianza dell’altissima spiritualità e del senso pratico del compianto vescovo, la realizzazione del nuovo Auditorium di Alessano. Storica è stata la visita di Benedetto XVI, nel pomeriggio del 14 giungo 2008. In preparazione al memorabile evento il presule promosse un grande movimento organizzativo e culturale, in cui manifestò le sue capacità di suscitare il senso religioso delle popolazioni salentine, con l’iniziativa della “peregrinatio Mariae”, nei paesi della diocesi.

Da non dimenticare, infine, è la prima preoccupazione pastorale del vescovo De Grisantis: i preti, ritenuti stimati ed amati come i suoi primi e principali collaboratori. Fu sua l’iniziativa del pranzo ai ritiri mensili, la cena per gli auguri pasquali, in seminario, dopo la messa crismale del mercoledì santo; inventò gli aggiornamenti residenziali a fine giugno. Certamente il clero ricevette la lezione di amare e servire la gente cristiana; come le sue gioie e le sue delusioni, ma soprattutto la forza adamantina nelle ripetute stazioni della sua via crucis decennale, i suoi ripetuti ricoveri in ospedale e poi la sua lunga corsa finale.

È morto dopo una lunga ed estenuante sofferenza, vissuta con grande spirito di fede e intrisa di preghiera, all’alba del 1° aprile, nell’ospedale “Card. G. Panico” di Tricase. Nella presentazione al libro che ho pubblicato nel marzo del 2012 ho scritto: «Mons. Vito De Grisantis ha vissuto la sua vita per Cristo, per lui ha profuso senza risparmio le sue energie, per lui ha sofferto! Vivendo e morendo in questo modo ha cantato la carità pastorale di Cristo con le parole e con i gesti, considerandosi solo un umile servo del Signore»

La sua memoria rimane in benedizione. Siamo certi che anche il ricordo di noi tutti è vivo nel suo cuore. Lo ha dichiarato lui stesso nel testamento spirituale: «Porterò tutti coloro che ho conosciuto, durante il mio servizio alla Chiesa, nel mio cuore davanti a Dio».

 

* Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca

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