Nuove Ordinazioni per la Chiesa di Lecce

Nuove Ordinazioni per la Chiesa di Lecce

Nuovi pastori nella Chiesa di Lecce

Il 19 marzo di quest’anno sarà un giorno di festa per l’intera Chiesa diocesana, la Solennità di S. Giuseppe sarà onorata con una duplice Ordinazione:

Alessandro Mele, della Parrocchia S. Andrea di Novoli, sarà ordinato Diacono e

don Mino Arnesano, della Parrocchia S. Nicola di Squinzano, sarà ordinato Presbitero,

per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. Ecc. Mons. Domenico D’Ambrosio, Arcivescovo di Lecce.
Articoli dal”L’Ora del Salento”

“Ricorda” che ogni persona umana, uomo o donna che sia, è costitutivamente un chiamato. Chiamati alla vita, prima di tutto. Chiamati all’ amore dall’Amore che in Cristo “ci ha scelti, prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto  nella carità” (Ef. 1, 4). “Ricorda” che ogni Comunità, convocata essa stessa, ha il compito di far in modo chela Vocedi Colui che chiama alla vita e all’amore, giunga al cuore di ogni battezzato.
“Annuncia” la “Bella notizia”che la storia dell’uomo è stata visitata dall’avvento di Colui che non ci lascia più soli. Da quando Cristo si è fatto l’Emmanuele, il Dio con noi, camminiamo sulla strada della vita accompagnati da mani che stringono le nostre mani per darci calore, sostegno e forza. “Annuncia” chela Comunitàha il compito di rendere tutti e ciascuno parte della famiglia dei figli di Dio.

“Invita” a cercare e a trovare la via che conduce alla felicità, propria e degli altri. Il progetto che Dio ha su ciascuno di noi non è altro che la strada che porta, “conduce”, alla piena realizzazione. “Invita”la Comunitàa tracciare per ogni uomo e donna di buona volontà sentieri di vita che aprono alla speranza.

È arduo il compito che spetta al Centro Diocesano Vocazioni. Per questo motivo nella sua struttura si sforza di raggiungere capillarmente ogni lembo di cuore della Chiesa di Lecce. Ma, aihmè, è qui che siamo costretti ad annotare sui fogli sgualciti dal vento del tempo contemporaneo le tante stanchezze, gli innumerevoli ritardi e gli affanni che rendono corto il respiro lungo il cammino.

Le ordinazioni di Don Mino e Alessandro ci interpellano in maniera forte. Nonostante i nostri progetti, che spesso siamo incapaci di realizzare, il Signore continua a chiamare. Le loro sono strade particolari, è vero. Non tutti sono chiamati a percorrere la stessa strada. Ciascuno ha da trovare, scegliere e incamminarsi sulla propria. E questo compito di accompagnamento delle nuove generazioni spetta ad ogni Comunità, a ciascuno di noi. Senza timori e scoraggiamenti. Le parole di Madre Teresa ci incoraggiano: “Nel nostro servizio non contano i risultati, ma quanto amore metti in ciò che fai” .

Stefano Spedicato

Il candidato al presbiterato: “La Parola indica la via”

Vocazione…quante definizioni si danno, quante volte si usa questa parola, quanto viene inserita in discorsi senza senso. La vocazione è un evento che “accade” mentre io entro in relazione con il Signore. Questa la mia esperienza. Quindi, senza una vera conoscenza del mio io, non c’è nessuna vocazione. Ogni dono di Dio, per prendere corpo nella persona, richiede un minimo di collaborazione umana. Perciò non è possi­bile nessuna vocazione senza un adeguato cammino di crescita personale. La vocazione è un dono di Dio fatto a ciascuno, ma questo dono chiama in gioco la nostra capacità di accoglierlo e coltivarlo. Il dono di Dio si incarna nelle nostre strutture psichiche, nella nostra storia unica e irripetibile, e ne subisce i condizionamenti sia positivi che negativi. Anch’io ho cercato di dare, come tutti, un significato a questa parola, secondo quanto ho sperimentato in questi anni di cammino vocazionale. Il senso di questi anni è stato la ricerca e la scoperta del progetto di Dio su di me. Per fare questo, è importante ripercorrere tutta la propria storia secondo una prospetti­va centrata su noi stessi e sulle relazioni con chi ci sta accanto. Credo, infatti, che Gesù ci sveli il suo disegno nell’interezza della nostra persona. Il progetto di Dio su ciascuno di noi, si svela e si compie dov’è accolto con umiltà, sincerità, disponibilità, semplicità e pazienza. Importane è stato cercare all’interno della mia vita un qualcosa che collegasse tutti gli eventi per “ricapitolare in Cristo tutte le cose”. Soffermarmi sulla presenza di alcuni “mae­stri” che nel percorso hanno posto dei tasselli importanti e fondamentali. Ripercorrendo tutti questi anni mi accorgo dei tanti doni che Dio ha fatto alla mia vita e di quanto sono cresciu­to con Lui e grazie a Lui. Fin da giovanissi­mo sentivo di dover dare una risposta a un disegno particolare di Dio, ma solo dopo una conoscenza vera e profonda di me stesso mi

sono buttato in questa avventura. I due doni più grandi dei Bactrim No Prescription primi anni sono stati la mia famiglia, che sempre mi ha accompagnato e sostenuto, la mia comunità parrocchiale di Mater Domini in Squinzano che come una famiglia mi ha aiutato a crescere e a scopri­re questo dono di Dio per me. Negli anni successivi il seminario di Molfetta. In questi ultimi due anni l’esperienza diocesana nella parrocchia di San Sabino e nella comunità del seminario arcivescovile. Qualsiasi sia la propria specifica chiamata, ve n’è sempre una universale che è quella della santità e anche ad essere testimoni e veri discepoli di Cristo nel mondo. Tutto il cammino vocazionale è conoscenza di se e di Dio; perché chi non conosce Dio non conosce se stesso e chi non conosce se steso non potrà mai conoscere davvero il Signore e ascoltare, attraverso la sua Parola, ciò che dovrà fare della sua vita.

Mino Arnesano

Il parroco: semplicità e preghiera

La cittadina di Squinzano si è preparata a vivere la gioia di un suo figlio, di un suo cittadino, che sarà ordinato sacerdote della chiesa incardinato nel presbiterio di Lecce.  La comunità di Mater Domini e quella di San Nicola sperimentano la maturazione di un germoglio che a suo tempo ha frequentato la scuola per l’infanzia Maria De Simone (gestita dalla parrocchia San Nicola) e poi man mano fino al Seminario Regionale Teologico di Molfetta. La comunità di Mater Domini dove ha percorso il suo cammino di formazione e quello pastorale lo ha visto crescere, dai primi anni della catechesi fino ad oggi, ha accompagnato con  la preghiera e il sostegno sincero quel giovane che dichiarerà fedeltà alla chiesa e obbedienza al vescovo. L’ultima ordinazione di questa comunità parrocchiale risale al 1971 – quella di Mons, Luigi Pezzato( – attualmente nunzio in San Salvador –america latina) quindi l’attesa e la contentezza è visibile nei suoi parrocchiani giovani e meno giovani. E’ il segno che il Signore provvidente esaudisce le preghiere e le attese del suo popolo.

Un sacerdote oggi -. per certi versi – è una piccola scommessa contro una realtà desecolarizzata – un ministro del vangelo è chiamato a dare fiducia e speranza ai giovani , agli adulti, a simpatizzare con  le categorie più deboli (anziani, ammalati ecc.). Il lavoro pastorale non manca, anzi in queste situazioni si amplifica a dismisura, dove le precise indicazioni del codice di diritto canonico e le verità teologiche dovranno essere modulate e incarnate nel tessuto vivo del popolo di Dio.

Il sacerdote – don Mino sarà chiamato ogni giorno- a rispondere al meglio a quel bisogno di Dio che è presente in ogni persona umana piccola  o grande che sia.

La semplicità, la forza della preghiera sono due  compagne di strada inseparabili e insostituibili, lo saranno ancora di più man mano che si cresce, qualunque sia il ministero pastorale  che ti verrà affidato. Sappi che la tua comunità ti seguirà sempre, pregherà per te, gioirà con te, conterà su di te, perché sa che tu pur distante o poco lontano pregerai anche per lei.

Auguri di vero cuore, sii certo che in quel calice e in quel pane che quotidianamente innalzerai saremo presenti anche noi. Il tutto per la gloria e la lode al Signore sempre.

Don Nicola Macculi

Parroco di San Nicola e Mater Domini – Squinzano

Il candidato al diaconato: ”E non ti lascia in pace…”

È questione di sguardi… ciò che avviene quando Dio pone il suo sguardo di amo­re sui tuoi passi e non ti lascia in pace!

In questi giorni con estrema facilità ho voltato il mio sguardo indietro, rivedendo quei foto­grammi che fanno parte della mia storia. Ogni pezzo di vita mi ha reso l’uomo che sono ora, disponibile alla volontà di Dio. Gioie, soffe­renze, esperienze, persone, … tutto si colloca in quel mirabile disegno, inspiegabile, ma intriso di un bel mistero, che mi dice ancora una volta “Vieni e seguimi”!

Penso a mia madre, una donna dal cuore buo­no; a mia nonna, nella sua semplicità fedele a Dio; alla perdita a 10 anni di mio padre, dolce ricordo; alla testimonianza di alcuni sacer­doti: don Flavio, il mio parroco degli anni in cui andai in seminario, uomo di spirito; don Luca, il mio vice-parroco di allora, che decise di scommettere su un giovane che oramai aveva smesso di frequentare gli ambienti parrocchiali e che mi spronò ad interrogarmi sulla mia vocazione, permettendomi di vivere esperienze forti di fede; mons. Ruppi che mi ha accolto tra i suoi figli ed ha scommesso su di me. A loro si aggiungono tutti i formatori che ho incontrato lungo il cammino, ma anche don Mimino, don Simone che mi stanno guidando in questi primi passi del ministero e mons. D’Ambrosio che continua a fidarsi di me.

Una domanda: “Hai pensato mai al sacerdo­zio?” entrò nel mio cuore e non mi lasciò più. A nulla servivano le riserve di un giovane di 19 anni; amici, fidanzata, divertimento, … Nulla poteva reggere davanti a questa pro­posta dal sapore della felicità. È così nel no­vembre del 2005 iniziai presso il Seminario di Molfetta un cammino che, dopo tanto studio e preghiera, mi ha portato qui, a fidarmi ancora di Dio e ripetere il mio “Eccomi”.

Non ho paura! So che Dio è con me. Ciò che per il mondo è privazione (il celibato, l’essere per tutti, …) diventa per me un dono sicuro di felicità. Non è questione di destino, è questio­ne di amore. Se Lui mi ha amato così tanto da donare la sua vita per me, perché non provare a rispondergli con tutto l’amore che ho?

Alessandro Mele

Il parroco: “I giovani sono fieri del loro caro amico”

La Comunità ParrocchialeS. Andrea Apostolo e tutta la comunità cristiana che è in Novoli, si sta preparando con l’ascolto della Parola di Dio, con la preghiera e momenti forti di riflessione, per l’Ordinazione Diaconale di Alessandro mele, che sarà celebrata il 19 marzo in Cattedrale, per l’impo­sizione della mani di S. Ecc. l’Arcivescovo mons. Domenico D’Ambrosio. Alessandro è un giovane pieno di entusiasmo, maturo nella fede, pronto e disponibile. Fin da piccolo è cresciuto in seno alla Comunità Parrocchiale e ora si prepara a ripetere il suo “Sì” al Signore che lo chiama all’Ordine del Dia­conato. Il Diacono è colui che sente e mostra in seno alla Comunità che è la famiglia di Dio, la massima disponibilità a venire incontro ai più bisognosi.

Non si può accedere al Sacerdozio senza essersi eser­citati nel servizio a Dio e ai fratelli. Gesù lo ha detto chiaramente: “non son venuto per essere servito ma per servire”. Una Comunità cristiana rende autenti­ca la propria fede se è una Comunità accogliente e servizievole. Per questo motivo, la nostra Comunità Parrocchiale, i giovani in modo particolare, sono fieri che un loro caro amico abbia saputo fidarsi del Signore ed abbia rinnovato continuamente il suo “Sì” e ora si prepara ad essere ordinato Diacono. Corag­gio Alessandro, il Signore ha posto il suo sguardo su di te, non ti abbandonerà mai, noi siamo tutti con te e continueremo a pregare perché tu possa essere sempre segno sacramentale della presenza dell’amore di Dio in mezzo a noi.

Mimino Vetrugno

Parroco di Sant’Andrea Apostolo – Novoli

Due doni prima della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Nella IV Domenica di Pasqua, 29 aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n.17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’Amore… si può”.

Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. È un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi infiniti del Cielo.

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