“A casa con Maria in attesa dello Spirito”: con questa lettera, ulteriore dono alla comunità diocesana, all’inizio del mese mariano per eccellenza – il mese di maggio – l’arcivescovo Michele Seccia bussa idealmente alla porta delle tante “chiese domestiche” che vivono nel territorio ecclesiale leccese per far sentire la sua presenza di padre e di pastore.
Solerte e incoraggiante con le famiglie (LEGGI IL TESTO INTEGRALE), il presule ne sottolinea la grande valenza pedagogico-spirituale che esse hanno nell’essere non solo ricettacolo di fede, quanto luogo in cui il Vangelo viene pregato e vissuto. Scrive a tal proposito: “il Padre intende fare di ogni famiglia il suo cielo, dove porre la sua dimora, così come lo ha realizzato nella famiglia di Nazareth”.
Per perseguire tale sublime progettualità Seccia indica la via: l’ascolto costante della Parola, la condivisione che da essa scaturisce, l’affidamento alla Vergine Santa divengono luoghi teologici in cui incontrare la presenza del “tre volte Santo” che cammina nella vita e nelle storie dei suoi figli.
La gratitudine orante ricada copiosa sul vescovo per questa ulteriore carezza, gesto di attenzione e di incoraggiamento verso le realtà familiari, chiamate a riscoprirsi spazio vitale in cui Cristo possa essere concepito e dato alla luce.
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