Dall’Archivio Diocesano/Documenti storici Oronziani

Dall’Archivio Diocesano/Documenti storici Oronziani

10 Luglio 1805/IL 10 FEBBRAIO LA FESTA DEL PATROCINIO

L’Ufficio Divino permise già nel pas­sato alla comunità cristiana locale di onorare il proprio Santo Patrono, pregando con i primi Vespri della solennità liturgica, l’Ufficio delle letture, le Lodi mattutine, l’Ora media, terza, sesta e nona ed i secondi Vespri. Salmi e Letture inerenti le peculiarità proprie del Santo Vescovo e Pastore aiutarono i fedeli ad accogliere Cristo, fonte primordiale che suscita ministeri e carismi differenti per l’utilità comune, e nell’intensifica­zione del rapporto con Lui, suscita l’imitazione nelle virtù del Protettore.

Nel 1802, il vescovo domandò alla Sacra Congregazione dei Riti l’approvazione dei testi liturgici, in onore del primo presule leccese, riguardanti le diverse parti del Breviario e della Messa propria del patrono della città e della Diocesi. La richiesta riguardava solamente il Capitolo, il Clero e il popolo della città.

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Nella risposta il Pontefice, assecondando la richiesta del Segretario della Congregazione, non solo approvò “Officium proprium cum Missa Patro­cinii S.Orontii Ep. et Mart. Patroni Princilalis eiusdem Provinciae”, ma addirittura ne estese l’uso al clero secolare, ai religiosi e alle religiose che facevano riferimento al calendario diocesa no nella suddetta provincia. Papa Pio VII, per­tanto, il 10 luglio 1805, approvò la liturgia della Festa del patrocinio di Sant’Oronzo, da recitare il 10 febbraio di ogni anno.

La liturgia tracciò così un cammino di discer­nimento spirituale e di preghiera che sostenne i fedeli a vivere nel quotidiano la multiforme grazia di Dio, che agisce aiutando a incarnare in ciascuno i valori alti e intramontabili della vita cristiana e generando una chiamata universale alla santità.

 Maria Rosaria Contaldo

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