Presentazione del volume LECCE SACRA IMAGO

Presentazione del volume LECCE SACRA IMAGO

Presentazione del volume
LECCE SACRA IMAGO
a cura di Paolo Agostino Vetrugno
Lecce, 31 marzo 2012 – ore 11,00
Antico Seminario – Piazza Duomo

Gigapanografia dell’iscrizione parietale nel Palazzo dell’Episcopio di Lecce: http://www.Sacraimago.eu/Iscrizione/

PROGRAMMA

Momento musicale

C. DEBUSSY Clair de lune

Giuseppe Mengoli (violino)

Luigi Mengoli (chitarra)

Interventi

S.E. Mons. Domenico D’Ambrosio

Arcivescovo Metropolita di Lecce

Dott. Antonio Castorani

Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia

Prof. Nicola Paparella

Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche – Unipegaso

Moderatore

Prof. Salvatore Colazzo

– Presentazione della visita interattiva

all’Episcopio di Lecce a cura di Domenico Perrone

– Visita al Palazzo Arcivescovile

 

 

ARCIDIOCESI DI LECCE

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Presentazione del Volume “Lecce Sacra Imago”

I risultati di un progetto di ricerca finanziato dall’Arcidiocesi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia

 

Sabato prossimo, 31 marzo, alle 11, sarà presentato nell’Antico Seminario di Lecce, in Piazza Duomo, il volume Lecce Sacra Imago “il Palazzo Vescouale degno di qualsiuoglia gran Prelato”, a cura di Paolo Agostino Vetrugno, pubblicato dall’editore leccese Milella a conclusione del progetto finalizzato a una ricognizione, classificazione e catalogazione dei Beni culturali ed artistici dell’Episcopio Lupiense, che ha visto come soggetto attuatore l’Arcidiocesi di Lecce d’intesa con la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia.Il coordinamento del progetto era affidato al prof. Vincenzo Paticchio

Tra gli interventi in programma quello di S. E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo di Lecce; quello del dott. Antonio Castorani, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, e quello del prof. Nicola Paparella, Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università telematica Unipegaso.

Coordina i lavori il prof. Salvatore Colazzo dell’Università del Salento.

Il volume è una miscellanea di studi – arricchiti dalle illustrazioni frutto della campagna fotografica realizzata da C. E. Bevilacqua – che trattano, per la prima volta, in modo specifico le vicende del Palazzo Vescovile di Lecce, considerato un complesso edilizio che storicamente si pone tra Domus e Palatium, in un contesto urbano contraddistinto dalla felice metafora di “città-chiesa” (P. A. Vetrugno).

Seguono le inedite notizie sui restauri novecenteschi che hanno interessato l’edificio, le quali hanno il pregio di documentare “il valore artistico delle pietre e riconoscere la loro dignità nella memoria collettiva” (G. Giangreco).

Una privilegiata campionatura di opere pittoriche, conservate nell’episcopio, testimonia, da un lato, la devozione diffusa nell’ambito di una politica cultuale post-tridentina e, dall’altro, l’impegno di una schiera di artisti, quasi tutti salentini, a soddisfare una sempre più attenta ed esigente committenza religiosa (C. Bactrim No Prescription Scardicchio).
4seohunt.com/www/www.diocesilecce.org.

L’Episcopio lupiense, inoltre, può avere una funzione educativa se lo si intende anche come casa-museo; se l’abitazione privata del Vescovo è aperta al pubblico e diventa anche occasione di una visita che “consenta di attivare un’esperienza formativa complessa, (…) che sia funzionale allo sviluppo dell’identità personale e sociale dell’individuo attraverso la rievocazione del sua storia, dei suoi simboli, dei messaggi e dei valori che ancora oggi trasmette” (A. Nastrini).

Alla valorizzazione dell’episcopio, infine, possono esser di ausilio le nuove tecnologie, che, in particolare con le GigaPanografie, offrono una serie di immagini degli interni con effetti inimmaginabili (D. Perrone – Ch. Riccardi).

Chiudono il volume un’ appen dice documentaria, rappresentata da un inventario dei beni di Mons.Sozy Carafa (redatto nel 1783), da cui si evincono la consistenza e la ricchezza dell’arredo di un tempo, e un repertorio fotografico delle opere d’arte dell’episcopio.

Il lavoro – augurandosi, come evidenzia l’Arcivescovo nell’introduzione, che sia da “stimolo per altri contributi” – è agevole nella lettura e si pone all’attenzione come “primo tentativo” d’indagine di una delle maggiori testimonianze dell’architettura religiosa di Lecce.

 

Lecce, 28 marzo 2012

 

L’Ufficio Stampa

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