L’invito di D’Ambrosio a politici e parroci: «Più vicini ai poveri» Ieri mattina l’arcivescovo ha ricevuto una delegazione di bisognosi

L’invito di D’Ambrosio a politici e parroci: «Più vicini ai poveri» Ieri mattina l’arcivescovo ha ricevuto una delegazione di bisognosi

Ieri mattina l’arcivescovo ha ricevuto una delegazione di bisognosi

tratto da Nuovo Quotidiano di Puglia del 24 Agosto 2016  di Paola COLACI

24Agosto2  «Ai poveri che bussano non si può dire mai di no. Io la penso così. E proverò a scuotere il cuore delle istituzioni cittadine che domani (oggi, ndr), in occasione del tradizionale messaggio alla città saranno chiamate a un maggiore impegno». Ma dopo le istituzioni, un invito va anche ai parroci leccesi affinché siano più vicini agli “ultimi”. Così l’arcivescovo di Lecce Domenico D’Ambrosio ancora una volta si fa portavoce di chi voce non ha. Dei poveri, degli indigenti e dei senzatetto della città che ieri hanno bussato alla sede dell’Episcopio. Una delegazione di 15 persone a cui l’arcivescovo ha aperto la porta poco dopo le 9.30. E ha raccolto richieste di aiuto e ascoltato storie di dolore che, seppur diverse, in fondo si somigliano tutte. Purtroppo, però, coloro che ieri hanno chiesto e ottenuto udienza in Curia rappresentano solo una piccolissima parte dei nuovi poveri. Di coloro che, come ha fatto sapere il direttore della Caritas di Lecce don Attilio Mesagne, stanno alimentando una nuova emergenza sociale a cui la Chiesa da sola non riesce più a far fronte. Numeri drammatici che fotografano una realtà fatta di 2mila persone sotto sfratto e altre 150 già senza un tetto dove dormire. Ad accompagnarli ieri mattina sono stati il direttore della Caritas ma anche il presidente dell’associazione di volontariato “Pronto Soccorso dei Poveri di Lecce” Tommaso Prima e il responsabile di “Lecce Rinasce” Karim Benvenuto. Gli stessi che ogni giorno sono in trincea e raccolgono centinaia di richieste di aiuto da parte di giovani, anziani e intere famiglie. Cittadini che nella maggior parte dei casi fanno fatica anche a mettere insieme il pranzo con la cena. «Quotidianamente c’è qualcuno che ci chiede aiuto – fa sapere Prima – Si tratta di persone che non riescono a trovare un impiego o hanno perso il lavoro. Ma anche leccesi che si sono vista ridurre o addirittura negare la pensione di invalidità che rappresentava l’unica fonte di sostentamento. E ancora, giovani che vivono in condizioni disastrate e intere famiglie in ginocchio ». Pur chiedendo ripetutamente aiuto alle istituzioni e alle parrocchie, fa sapere il responsabile del “Pronto Soccorso dei Poveri”, queste istanze sono rimaste quasi sempre inascoltate. «Proprio come è accaduto a Giuseppe, il senzatetto leccese morto di stenti e senza casa alcuni giorni fa, tra l’indifferenza della città e di quasi tutti i suoi amministratori » si legge nella lettera consegnata ieri a D’Ambrosio dagli amici del clochard 66enne che sabato scorso è stato trovato morto, stroncato da un infarto, a pochissimi metri di distanza dalla casa in cui due anni fa morirono i suoi amici Dino Martina e Veronica Pigini. «Proprio l’anno scorso Giuseppe, durante la processione dei nostri santi, le aveva rivolto le sue istanze. Le stesse che oggi le fanno sapere le persone e le famiglie leccesi in forte necessità, senza casa o in procinto di essere sfrattate – si legge ancora nell’accorata missiva all’arcivescovo – La preghiamo di dare voce alle nostre richieste in particolare nel corso del suo messaggio affinché sappia scuotere i cuori». Appello raccolto senza indugi da D’Ambrosio. Dopo un momento di preghiera dedicato a Giuseppe, infatti, il vescovo ha incaricato don Attilio Mesagne di vagliare le emergenze e tentare di individuare soluzioni in tempi rapidi. «Sua eccellenza ci ha anche promesso che sarà portavoce dei bisognosi presso le istituzioni e farà presenti i diritti di questi concittadini nel messaggio alla città dopo la processione di domani – aggiunge Tommaso Prima – Ma anche invitato gli indigenti a tornare dai parroci. Dite loro che vi manda l’arcivescovo, ha detto. Poi ha aggiunto: se non credono alle vostre parole tornate da me. Ci penserò io». A poco più di un’ora di distanza, nella stessa sede, durante la presentazione del programma religioso in onore dei santi patroni monsignor D’Ambrosio ha poi confermato il suo impegno: «Ai poveri che bussano non si può dire mai di no. Almeno, io la penso così. Questa mattina ho accolto persone povere e con problemi. E rendo onore a loro – ha detto – Mi hanno chiesto che mi faccia interprete delle loro esigenze e lo farò».

 

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