Adorazione Eucaristica Febbraio 2016

Adorazione Eucaristica Febbraio 2016

Ufficio per la Pastorale Vocazionale

ADORAZIONE EUCARISTICA VOCAZIONALE

Febbraio 2016: il tempo della  misericordia

 

Papa Francesco in un suo discorso ai religiosi ha detto: “Il Signore vi ha scelto tutti, ci ha scelto tutti. E ha iniziato la sua opera il giorno in cui ci ha guardato nel battesimo, il giorno in cui ci ha guardato dopo e ci ha detto: “Se hai voglia vieni con me”. E allora ci siamo messi in fila e abbiamo cominciato il cammino. Ma il cammino lo ha iniziato Lui, non noi ed egli porterà a compimento la sua opera.” Questo è un invito ai consacrati ad essere consapevoli di essere stati scelti per mostrare il volto santo di Cristo, attraverso il quale si vede il volto del Padre e far nascere nei cuori delle persone il desiderio di conoscerlo, vederlo, incontrarsi con Lui, sostare e abitare con Lui per sempre.

 

  1. Dio onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature

Riversa in noi la forza del tuo amore

  1. Padre che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste

Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle.

  1. Signore, fonte di luce

Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa e a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature

  • Canto di esposizione

 

Il Padre… origine della misericordia

L’amore eterno di Dio Padre ci ha donato la vita con un disegno di salvezza che ogni creatura è chiamata a realizzare nel tempo: quello di essere nel mondo la visibilità di Cristo, che è a sua volta la visibilità del Padre.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (14, 8-11)

Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

 

Riflessione

Osiamo dire “Padre”, anche se… ci deludi, se le cose vanno male e tu non intervieni. Anche se il male ci colpisce a tradimento e tu non fai nulla per impedirlo. Ci ostiniamo a invocarti come “Padre” anche  se gridiamo e tu non rispondi, ci perdiamo e tu non ci lanci un segnale, anche se abbiamo bisogno di un abbraccio e tu ti neghi.

Continuiamo a chiamarti “Padre” anche se molti di noi sperimentano la tua assenza, anche se le nostre domande rimangono senza risposta. Abbiamo esaurito tutte le parole per dire la nostra fame, la sete, la disperazione, la paura, la solitudine. Ci resta quell’unica parola da spendere: “Padre” e tuttavia ci sembra che quella parola non funzioni più, sia come una moneta fuori corso, una chiave fuori uso.

O forse, non basta dire “Padre”, ma bisogna dirlo nel modo appropriato. Probabilmente non abbiamo esaurito tutte le parole. Ne conserviamo altre nel nostro vocabolario di figli diventati troppo sapienti. E tu aspetti che ce ne liberiamo. Che disimpariamo a parlare da adulti, e ritroviamo il balbettio del bambino che a stento riesce a farfugliare un’unica parola. Tu aspetti pazientemente che tiriamo fuori dal cuore quell’unica parola-balbettamento per dire la nostra fede: “Abbà…”

Allora sapremo semplicemente che ci sei. Che quella parola unica ha avuto il potere, non di attirare la tua attenzione, ma di ferirti. La scoperta fondamentale non è quella della potenza del padre, ma della sua debolezza, della sua vulnerabilità. Tutto certo resterà come prima. Problemi, fastidi, interrogativi, incidenti, incomprensioni, delusioni, macigni che non si spostano…ma se ne sarà andata la paura.

Sì. Tu sei un Padre che non si stanca di aspettare che i figli crescano fino a diventare piccoli. Si decidano a imparare tutto ciò che bisogna imparare fino ad arrivare a sapere una parola sola (A.  Pronzato).

 

Salmo 25: Inno alla bontà

A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido:

che io non resti deluso!

Non trionfino su di me i miei nemici!

 

Chiunque in te spera

non resti deluso;

sia deluso chi tradisce senza motivo.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.

 

Guidami nella tua fedeltà

e istruiscimi,

perché sei tu il Dio

della mia salvezza;

io spero in te tutto il giorno.

 

Ricordati, Signore,

della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

 

I peccati della mia giovinezza

e le mie ribellioni, non li ricordare:

ricordati di me

nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore.

 

Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia,

insegna ai poveri la sua via.

 

Gesù… fratello  e servo della misericordia

 

Gesù si definisce il pane, la porta, la strada. E perché anche noi non abbiamo l’umiltà di essere solo questo per la gente? Perché vogliamo cercare di fare più di quello che lui fa?

 

Canone: Misericordias Domini in aeternum cantabo

 

Gocce di Vangelo

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!  (Gv 6, 26-32). Misericordias

 

“In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un`altra parte, è un ladro e un brigante.  Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.  Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo (Gv 10, 1-2.7-9). Misericordias

 

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.  Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio:   fin da ora lo conoscete e lo avete veduto” (Gv 14, 5-7). Misericordias

 

  1. I veri maestri sono discreti e rispettosi, aiutano solo ad ascoltare la voce dello spirito: l’amore non si insegna, lo Spirito lo istilla silenziosamente in noi. Noi siamo solo le sue creature, non siamo la sorgente della vita, né la fonte della verità. E se Dio non condanna né comanda, e ci porta teneramente sulle spalle tanto più dobbiamo farlo noi.

 

Canto: San Francesco

 

 

Chiamati…ad essere testimoni dell’amore misericordioso

 

Come il Cristo ha mostrato ai suoi contemporanei il volto del Padre, che è verità, misericordia, pietà, compassione, giustizia eterna, santità, così anche il discepolo, il consacrato in particolare, deve mostrare il volto di Cristo, che è amore sino alla fine, consumazione e olocausto per la redenzione dell’umanità.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6, 36-37).

 

Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello (Mt 7, 1-5).

 

 

Riflessione: Il cristiano non è capitalista di Dio

Il cristiano davanti a Dio non è un privilegiato, un capitalista di Dio: è lui anzi che appartiene a Dio come tutti gli uomini. Non è neppure un capitalista di virtù umane: molti uomini possono essere umanamente più virtuosi di lui.

Il cristiano è caricato – caricato nel senso in cui lo si dice di una pila elettrica – di una vita. Questa vita gli è donata da Dio per il mondo, è un dono fatto da Dio al mondo attraverso lui.

Ogni cristiano vive la propria fede là dove è oggi, per gli uomini di tutti i tempi, di tutte le classi sociali, di tutte le razze, di tutte le nazioni, di tutte le convinzioni.

Se la nostra fede riesce inconciliabile con la vita contemporanea, ciò dipende dal fatto che questa fede non è quel che dovrebbe essere. La nostra fede dovrebbe fare di noi i più contemporanei di tutti gli uomini. (M. Delbrel)

 

Ad ogni invocazione cantiamo: Kyrie eleison

  • Signore, tu sei amante della vita, ma noi spesso ci lasciamo condizionare da una cultura di morte. Ti supplichiamo
  • Tu sei paziente nell’amore, mentre noi spesso pensiamo male degli altri e non li trattiamo con rispetto. Ti supplichiamo
  • Tu sei compassionevole con tutti, ma noi talvolta ci lasciamo prendere dall’ira e dall’odio. Ti supplichiamo

 

Padre nostro

 

  1. O Padre, la tua bontà è una forza viva che trasforma la nostra esistenza. Apri i nostri occhi sulle meraviglie del tuo amore. Dona slancio ed energie alle nostre braccia perché portiamo frutti di vita nuova. Tu vivi e regni per i secoli dei secoli. Amen

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