Atti Convegno ” Gesù nostro contemporaneo”

Atti Convegno ” Gesù nostro contemporaneo”

Ogni tentativo di separare Cristo dalla Chiesa “conduce alla falsificazione sia dell’uno che dell’altra”. Nella prolusione al Convegno su “Gesù nostro contemporaneo”, il Card. Bagnasco spiega che “in Cristo Dio diventa contemporaneo a ogni tempo”: è questa la condizione della fede, che “rende il credente contemporaneo di Gesù”.
Benedetto XVI, in un Messaggio ai partecipanti, ricorda come “il nome e il messaggio di Gesù di Nazaret, pur in tempi così distratti e confusi, trovino frequentemente interesse ed esercitino una forte attrattiva anche in coloro che non giungono ad aderire alla sua parola di salvezza”.

Messaggio S. Padre.pdf
Card. Bagnasco al Convegno Progetto Culturale.doc

 

Archivio Relazioni

 

Il sacrificio come doppio dono secondo Marion

La relazione del filosofo francese a “Noi predichiamo Cristo Crocifisso”

Il senso cristiano del sacrificio non è “distruzione, espropriazione, scambio e contratto”. A spiegarlo è stato Jean Luc Marion, docente all’Università Sorbona di Parigi, intervenuto durante la sessione “Noi predichiamo Cristo Crocifisso” che ha caratterizzato i lavori pomeridiani del 10 febbraio.

L’esempio scelto dal filosofo è stato il sacrificio di Isacco da parte di Abramo, che rivela come “Dio si dona in quanto fa vedere che ogni dono viene da lui. I doni rivengono a Dio, nel doppio senso per cui essi ritornano a colui da cui provengono e tornano verso colui cui appartengono”.
Abramo, ha spiegato il relatore, “ aveva riconosciuto Buy cheap Doxycycline Dio come il donatore dei doni, dato che aveva accettato di riconoscere Isacco come il princip ale dei doni donatigli da Dio e quindi dovuti a Dio. Questo abbandono del dono di Isacco da parte di Abramo, abbandono che lo rende al suo donatore e lo riconosce come donato, compie tutto quel che Dio attendeva come sacrificio”.
Così, “non importa più che Abramo uccida, elimini e scambi suo figlio a vantaggio di Dio perché si compia il sacrificio domandato; importa piuttosto ed esclusivamente che egli riconosca suo figlio come un dono donato, che riconosca questo dono rendendolo al suo donatore”. “Sollevandolo dal dovere di sacrificare Isacco – ha concluso Marion – Dio non rifiuta il sacrificio di Abramo, ma annulla solamente la messa a morte, poiché essa non appartiene all’essenza del sacrificio”.

file attached Relazione_Marion.pdf

Condividi questo post