Adorazione Eucaristica Giugno 2017

Adorazione Eucaristica Giugno 2017

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ALZATI … VA’ … NON TEMERE!

Introduzione

Volare … è un desiderio che abita il cuore della maggior parte delle persone!Volare per librarsi liberi nel cielo senza catene, liberi da una quotidianità che molto spesso chiede troppo alle nostre vite: imbriglia, soffoca, tradisce, ruba, abbandona, scarta!

Volare non basta, non basta essere come quei palloncini tutti colorati – che tanto piacciono ai nostri figli – liberi di scovare cieli azzurri, ma senza una meta.

Alle porte della solennità di Pentecoste, siamo qui radunati per pregare insieme, lasciandoci avvolgere e sollevare dallo Spirito Santo come i discepoli. Lasciamoci toccare dalla pace del Cristo Risorto che risana e offre una meta alla nostra quotidianità.

 

Canto d’inizio ed esposizione del Santissimo(Vieni vieni, Spirito d’amore o altro)

Guida: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.

Guida:Signore siamo qui davanti a te con le nostre vite, con le nostre gioie e le nostre paure, con le nostre le fatiche e i nostri sogni.

Tutti: Manda il tuo Spirito di vita!

Guida:Signore, donaci la grazia dello Spirito Santo.

Tutti:Vieni o Spirito d’amore e rinnova la tua Chiesa!

Guida: Signore, donaci la grazia di non avere paura quando lo Spirito, con sicurezza, ci dice di fare un passo avanti.

Tutti:Vieni o Spirito d’amore e rinnova la faccia della terra!

 

Primo momento: “Alzati” – una chiamata che è per tutti

Dalla prima lettera di san Paolo ai Corinzi         (12,3b-7.12-13)

Fratelli, nessuno può dire: “Gesù è Signore!”, se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune. Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Un padre non concepisce sé stesso senza i suoi figli. Può essere un ottimo lavoratore, professionista, marito, amico, ma ciò che lo fa padre con un volto: sono i suoi figli. Lo stesso succede ai pastori. Il pastore è pastore di un popolo, e il popolo lo si serve dal di dentro. Molte volte si va avanti aprendo la strada, altre si torna sui propri passi perché nessuno rimanga indietro, e non poche volte si sta nel mezzo per sentire bene il palpitare della gente. Guardare al Popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo sacramento, quello che sugella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il battesimo. Papa Paolo VI usa un’espressione che ritengo fondamentale: la fede del nostro popolo, i suoi orientamenti, ricerche, desideri, aneliti, quando si riescono ad ascoltare e a orientare, finiscono col manifestarci una genuina presenza dello Spirito. Confidiamo nel nostro Popolo, nella sua memoria e nel suo “olfatto”, confidiamo che lo Spirito Santo agisce in e con esso, e che questo Spirito non è solo “proprietà” della gerarchia ecclesiale. Nel nostro popolo ci viene chiesto di custodire due memorie. La memoria di Gesù Cristo e la memoria dei nostri antenati. La fede, l’abbiamo ricevuta, è stato un dono che ci è giunto in molti casi dalle mani delle nostre madri, delle nostre nonne. Loro sono state la memoria viva di Gesù Cristo all’interno delle nostre case. È stato nel silenzio della vita familiare che la maggior parte di noi ha imparato a pregare, ad amare, a vivere la fede. Perdere la memoria è sradicarci dal luogo da cui veniamo e quindi non sapere neanche dove andiamo. Lo stesso succede a noi quando ci sradichiamo come pastori dal nostro popolo: ci perdiamo. I laici sono parte del Santo Popolo fedele di Dio e pertanto sono i protagonisti della Chiesa e del mondo; noi siamo chiamati a servirli, non a servirci di loro.

Dalla lettera di papa Francesco al card. Ouellet, sul ruolo dei laici



 

(Pausa di silenzio)

 

Secondo momento:“Va’” – una missione che è di tutti

 

Canto: Luce di verità(o altro)

 

Dagli Atti degli Apostoli                       (2,1-11)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

 

A cori alterni il salmo 103

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Sei rivestito di maestà e di splendore,

avvolto di luce come di un manto.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.

Tutti da te aspettano che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

 (Silenzio prolungato: musica o canto)

 

Terzo momento: “Non Temere!” – un servizio che è verso tutti

 

Canto: Non temere (o altro)

Dal vangelo secondo Giovanni   (20,19-23)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.

 

Dovrete avere un cuore capace di comprendere gli altri cuori; chi ama, comprende, chi non ama è portato piuttosto a giudicare. Chi ama, invece, sospende il giudizio, entra nella psicologia altrui. Che cuore grande, che paterno cuore, che cuore materno è necessario per trattare da figli quanti vi saranno affidati, perché il vostro ministero li educhi, li istruisca, li santifichi, li porti a Dio! Capaci allora non soltanto di conoscere, ma di cercare gli altri. Figliuoli miei, se volete rendere facile il vostro Sacerdozio, ma nello stesso tempo tradirlo, dispensatevi dal cercare gli altri e state soltanto ad aspettare che vengano loro a cercare voi. Allora è relativamente facile fare il Sacerdote.

Ma quando penserete che siete da questo momento pastori, buoni pastori, allora penserete con angoscia, non ad una pecorella, che è fuori dall’ovile, ma alle mille e mille che sono ormai lontane dall’ovile di Cristo, e vi sentirete voi incaricati, voi responsabili di tutti questi smarriti, che non hanno più chi li ami, chi li ricerchi, chi li ritrovi […].E poi capaci sì, di accogliere coloro che il Ministero mette vicini a noi. E qui diventa ancora più difficile, perché non abbiamo più iniziativa diretta, ma dobbiamo subire l’iniziativa altrui; e quella degli altri è molteplice. Troppa gente vi assedierà, troppa gente batterà alla vostra porta a tutte le ore del giorno e della notte, tanta gente viene per cercare a voi ciò che non dovrebbe cercare a voi, e cioè i beni di questo mondo o le raccomandazioni per farsi soddisfatti di beni che voi non avete da dare. Dovrete anche con costoro avere pazienza, ascoltarli e mostrare che la carità arriva anche lì. E allora troverete che la normale maniera di amare gli altri è quella di mettersi al loro servizio, di essere da quest’oggi a loro disposizione, di non essere più capaci di dir di no, di essere in mezzo a loro non come colui che dà per essere servito, ma va per servire, come ha detto il nostro Maestro.

Dall’omelia di Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano,

per l’ordinazione dei preti, 28 giugno 1957

 

Intercessioni e preghiere spontanee

Canone: Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Per la Chiesa: si lasci sempre guidare nella sua missione dalla bellezza e freschezza dello Spirito, e rimanga aperta ad accogliere con fiducia sfide della storia. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Per le famiglie, terreno buono dove far germogliare l’esperienza della fede: siano segno della tenerezza di Dio e grembo che fa nascere nuovi semi di vocazione. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Per i giovani, in vista del Sinodo che li vedrà protagonisti: anche se sperimentano fragilità e si sentono scoraggiati, trovino sempre qualcuno che li aiuti a rialzare il capo verso Dio, per entrare in relazione filiale con Lui. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Ti preghiamo, Signore, perché continui a benedire e ad arricchire la tua Chiesa con i doni delle tue vocazioni. Ti preghiamo, perché molti vogliano accogliere la tua voce e continuino a rallegrare la Chiesa con la generosità e la fedeltà delle loro risposte. Noi ti preghiamo. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Ti preghiamo, o Signore, per coloro che stanno aprendo il loro animo alla tua chiamata, o già si preparano a seguirla. La tua Parola li illumini, il tuo esempio li conquisti, la tua grazia li guidi fino al traguardo. Noi ti preghiamo. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Per le nostre comunità parrocchiali:lo Spirito mantenga vivo in esse l’ascolto fedele della Parola, perché siano sempre più “cenacoli” aperti a diffondere la bontà di Dio. Rit.

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende

Padre nostro

Benedizione finale

Canto

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