Adorazione Eucaristica Gennaio 2017

Adorazione Eucaristica Gennaio 2017

 

QUESTO MISTERO E’ GRANDE:

LO DICO DEL CRISTO E DELLA CHIESA

 

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G:“Alzati, va’ e non temere”. Questo comando del Signore, scelto come filo conduttore nella riflessione vocazionale di quest’anno, ci invita a guardare la famiglia come luogo di missione, luogo di annuncio della buona notizia: Dio ci ama. Questa bella notizia entri in tutte le famiglie del mondo, perché oggi con loro e per loro sostiamo in adorazione. È Gesù che desidera ardentemente sedere a mensa, ascoltare, raccontare e donare la gioia del vangelo ad ogni uomo e donna del mondo.Accogliamo dunque il Signore Gesù.È qui nascosto nel pane spezzato nel vino versato.

 

Canto di esposizione

 

 Silenzio di adorazione

Primo momento

Entriamo nella famiglia dì Gesù, Maria e Giuseppe

 

G: La missione della famiglia è sempre più urgente, per cui non possiamo non additare ad ogni chiesa domestica l’unico esempio capace di illuminare un nuovo agire, che risponda alle sfide dei nostri giorni.

 

L: Fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. (Lc 2,39-40)

 

Breve silenzio di riflessione

 

L: La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare.

Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo. Qui scopriamo il bisogno di osservare il quadro del suo soggiorno in mezzo a noi: cioè i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, tutto insomma ciò di cui Gesù si servì per manifestarsi al mondo.

 Qui tutto ha una voce, tutto ha un significato. Qui, a questa scuola, certo comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spirituale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo. Oh! come volentieri vorremmo ritornare fanciulli e metterci a questa umile e sublime scuola di Nazareth! Quanto ardentemente desidereremmo di ricominciare, vicino a Maria, ad apprendere la vera scienza della vita e la superiore sapienza delle verità divine! Ma noi non siamo che di passaggio e ci è necessario deporre il desiderio di continuare a conoscere, in questa casa, la mai compiuta formazione all’intelligenza del Vangelo. Tuttavia non lasceremo questo luogo senza aver raccolto, quasi furtivamente, alcuni brevi ammonimenti dalla casa di Nazareth.

«Discorsi» di Paolo VI, papa  (Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964)

 

Silenzio di meditazione

Preghiamo a cori alterni

Santa e dolce dimora,

dove Gesù fanciullo

nasconde la sua gloria!

Giuseppe addestra all’umile

arte del falegname

il Figlio dell’Altissimo.

 Accanto a lui Maria

 fa lieta la sua casa

 di una limpida gioia.

 

La mano del Signore

li guida e li protegge

nei giorni della prova.

 O famiglia di Nazareth,

 esperta del soffrire,

 dona al mondo la pace.

A te sia lode, o Cristo,

al Padre ed allo Spirito

nei secoli dei secoli.

Canto

Secondo momento

La gioia dell’amore in famiglia

 

L:La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa. Malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, «il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». Come risposta a questa aspirazione «l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia».La Bibbia è popolata da famiglie, da generazioni, da storie di amore e di crisi familiari, fin dalla prima pagina, dove entra in scena la famiglia di Adamo ed Eva, con il suo carico di violenza ma anche con la forza della vita che continua (cfrGen 4), fino all’ultima pagina dove appaiono le nozze della Sposa e dell’Agnello (cfrAp 21,2.9). Le due case che Gesù descrive, costruite sulla roccia o sulla sabbia (cfr Mt 7,24-27), rappresentano tante situazioni familiari, create dalla libertà di quanti vi abitano, perché, come scrive il poeta, «ogni casa è un candelabro».                              (Amoris Laetitia, Papa Francesco)

 

Silenzio di meditazione

 

G:Entriamo ora in una di queste case, guidati dal Salmista, attraverso un canto che ancora oggi si proclama sia nella liturgia nuziale ebraica sia in quella cristiana:

 

«Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.

             Della fatica delle tue mani ti nutrirai,sarai felice e avrai ogni bene.

 La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa;

            i tuoi figli come virgulti d’ulivointorno alla tua mensa.

 Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore.

            Ti benedica il Signore da Sion.Possa tu vedere il bene di Gerusalemmetutti i giorni della tua vita!

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!Pace su Israele!»(Sal 128,1-6).                                                   Canto.

 

Terzo momento

La sfida del quotidiano

 

G: La gioia dell’amore familiare, la bellezza del dono ricevuto, fa i conti con la routine del quotidiano, in cui ancora una volta ci conducono per mano Maria e Giuseppe e la loro ordinaria santità.

 

L:Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

Breve silenzio di meditazione

 

La casa di Nazaret ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri. Insegnaci quanto importanti e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione, l’interiorità della vita, la preghiera, che Dio solo vede nel segreto. Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore.

«Discorsi» di Paolo VI, papa  (Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964)

 

Silenzio di meditazione

Rit: Misericordias Domini in Aeternum cantabo.

 

L1: Ti adoriamo Verbo fatto Carne, venuto ad abitare in mezzo in noi

 

L2:Ti cerchiamo, Maestro, “dove abiti?”. Vorremmo incontrarti nelle piccole cose della nostra vita, raggiungerti tutte quelle volte in cui ci sembri lontano. E invece tu ci sei, da sempre. Noi ti cerchiamo ma sei tu a trovarci. Continua a parlare al nostro cuore, a ridare un volto nuovo alle nostre famiglie e alla Tua Chiesa. Rit.

 

L1: Ti adoriamo Signore Gesù, fonte di vita nuova.

L2:Spesso ci chiudiamo nelle nostre fragilità, ci lasciamo imprigionare dalle nostre paure, ci ancoriamo a tante certezze ma tu ci inviti a “non temere”. Tu ci conosci fino in fondo, penetri da lontano i pensieri, ci scruti ma ci accogli nel Tuo infinito amore. Tu solo hai parole di vita eterna, apri i nostri occhi, aumenta la nostra fede, rendi salda la nostra vocazione e missione. Rit.

 

L1:Ti adoriamo Signore Gesù, tu sei lo sposo che ci invita al suo banchetto.

L2:Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio, alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di speranza e di carità e luogo in cui possono maturare nuove vocazioni.

 

G:O Dio, nostro Padre, che nella santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa possiamo godere la gioia senza fine. Per il nostro Signore. Amen

 

Benedizione eucaristica

 

Canto di reposizione

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