Santi Patroni 0 2021-10-06

articolo ripreso da portalecce e scritto da Andrea Pino

L’anno pastorale che la Chiesa di Lecce si appresta a vivere si presenta come un festoso periodo di grazia che apre alla riconcilazione e alla speranza.

 

 

 

L’indizione del Giubileo Oronziano voluta dal nostro arcivescovo Michele Seccia è un dono di Salvezza offerto a tutti e a ciascuno; è un momento nel quale ciascuno di noi è chiamato a guardare alla propria vita con uno sguardo nuovo, capace di trascendere i momenti di buio, di disperazione e di tristezza che hanno caratterizzato gli ultimi due anni. Il Giubileo Oronziano è invito per tutti a dismettere i panni del lutto per indossare quelli della gioia. Siamo chiamati a levare verso il Signore, tutti insieme, un grido di giubilo, per testimoniare la fede di un Dio che anche nel dolore non lascia soli i suoi figli e offre loro motivi per sperare.

Anche le famiglie sono chiamate a partecipare a questo momento di grazia e di rinnovamento. Per questo sono tutte invitate sabato 16 settembre, alle 19, in cattedrale, per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta per loro dal nunzio apostolico, mons. Luigi Pezzuto.

Come in tutte le chiese, tuttavia, anche in cattedrale c’è un numero limitato di posti. Per questo motivo, purtroppo, potrà prendere parte alla celebrazione soltanto una famiglia per ogni parrocchia. A causa dei restringimenti saremo costretti a vivere una presenza simbolica, non per questo meno significativa.

A tutti coloro che in questa occasione non potranno attraversare la Porta Santa della cattedrale, ricordiamo comunque che per tutto quest’anno e fino alla prossima festa di Sant’Oronzo del prossimo anno 2022, negli orari e nei tempi stabiliti dal calendario giubilare, si potrà sempre avere la possibilità di celebrare il Giubileo e ricevere il dono di salvezza che questo prezioso momento rappresenta per la Chiesa di Lecce.

Mai come in questo momento risuonano forti e attuali le parole di San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”. E tutti noi sentiamo il bisogno per dare a questo messaggio il sapore della testimonianza che cambia la vita, che ci fa guardare con occhi nuovi alla vita. La nostra e quella dei fratelli.

*direttore Ufficio diocesano pastorale familiare