articolo ripreso da portalecce

Un’altra iniziativa di preghiera in questo tempo di pandemia con Portalecce grazie alla disponibilità e alla sollecitudine pastorale dell’arcivescovo Michele Seccia che grazie ai media entra ancora una volta nelle famiglie. Questa volta con il rosario in mano.

 

 

 

Da domani, infatti, e per tutto il mese di maggio, tempo speciale dedicato alla Madonna, ogni giorno alle 18 sulla pagina Fb di Portalecce (regia di don Riccardo Calabrese), mons. Seccia guiderà la preghiera mariana per eccellenza in diretta dalla cattedrale di Lecce ai piedi della Vergine Immacolata, nell’altare a lei dedicato che si trova, per chi entra in duomo, alla sinistra dell’altare maggiore.

“Questo altare monumentale - è scritto nel sito web della parrocchia cattedrale -, opera di Giuseppe Zimbalo, ha subito nel corso del tempo varie modifiche. Edificato nel 1670 per volontà del vescovo Luigi Pappacoda, che lo intitolò all’Assunta, nel 1692 fu trasformato, abbellito con dorature e dedicato all’Immacolata dall’abate Isidoro Turrisi, la cui famiglia ottenne il giuspatronato dell’altare con istrumento del notaio Antonio Piccinno del gennaio 1692.

Sul dossale era sistemato un dipinto dell’Immacolata, rimosso nel 1757 quando fu creata la nicchia dorata a nido d’ape con stelle e fiori incastonati dove venne sistemata la splendida statua lignea dell’Assunta che nel 1689 il vescovo Michele Pignatelli (1682-1695) aveva commissionato allo scultore napoletano Nicola Fumo per essere collocata sull’altare maggiore. La statua è ora custodita nel Museo diocesano, poiché al suo posto nel 1954 il vescovo Francesco Minerva fece collocare una statua lignea dell’Immacolata opera di Giuseppe Stuflesser di Ortisei, benedetta da Pio XII il 20 dicembre 1953 e peregrinante per le parrocchie della diocesi negli anni mariani 1954 e 1979”.

Nella preghiera il vescovo Seccia verrà accompagnato da tre suore della comunità leccese delle Discepole di Gesù Eucaristico.

Il rosario (dal latino rosārium, "rosaio") - che a partire dal XIII secolo acquisì il significato religioso indicante le preghiere che formano come una "corona", é una preghiera devozionale e contemplativa a carattere litanico tipica del rito latino della Chiesa cattolica.

La preghiera del rosario è attualmente composta da 15/20 misteri (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria, raggruppati in corone. Ogni corona comprende la meditazione di cinque misteri e la recita di cinquanta Ave Maria divise a gruppi di dieci (decine o "poste").

Essendo facoltativi i cinque misteri (“luminosi” o “della luce”) aggiunti da Giovanni Paolo II, si può affermare che la preghiera comprende dunque quindici misteri ("misteri gaudiosi", "misteri dolorosi" e "misteri gloriosi"). L’arcivescovo Seccia seguirà lo schema comprendente ani i “misteri della luce”.

Foto di Arturo Caprioli.