articolo ripreso da portalecce

Anche quest’anno gli Insegnanti di Religione cattolica hanno avuto la possibilità di confrontarsi su una tematica molto attuale: Infanzia, fanciullezza e adolescenza nella stagione del Covid. Per una nuova didattica.

 

 

 

“È un momento difficile per tutti. I più giovani non ce la fanno più; rimpiangono la scuola, si accartocciano nelle loro paure, cercano il contatto fisico con i compagni, e talvolta gli adulti non riescono a capire quali siano i loro più segreti bisogni. Per tutti e per molte e diverse ragioni, la qualità della vita sembra compromessa. In questa prospettiva occorre muoversi. Resistere non basta. Aver pazienza, è troppo poco. Bisogna riflettere a lungo, pregare con convinzione, non smettere di pensare che ce la possiamo fare e poi anche agire ed operare con intelligenza e convinzione”.

Basterebbe questa riflessione, forte, importante, significativa, per riassumere l’intervento del prof. Nicola Paparella nel seminario di formazione che si è tenuto ieri pomeriggio sui canali telematici di Portalecce e organizzato dall’Ufficio Irc della diocesi di Lecce per i docenti di Religione cattolica e non solo.

L’incontro, guidato dal direttore, don Alessandro Saponaro, che ha sottolineato quegli aspetti nevralgici della condizione in cui viene a trovarsi il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, in questo tempo segnato dalla pandemia, ha avuto due momenti importanti:

Il primo, con il saluto iniziale di mons. Michele Seccia che ha sollecitato noi docenti di religione, a portare i nostri alunni a riflettere sull’importanza delle emozioni, delle relazioni, per non perdere la speranza e non far spuntare, nelle pieghe dell’anima, la minaccia di un’impossibilità a proseguire: ”Nel rispetto della libertà di coscienza di ciascuno, l’ora di religione offre le risposte giuste alle tante domande di senso che i ragazzi e i giovani si pongono durante il processo di crescita della loro personalità”.

Il secondo momento è stato caratterizzato dalla relazione del prof. Paparella che, chiamando in causa la problematica del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza in tempo di pandemia, ci invita ad allargare i nostri orizzonti, a pensare un mondo e una società diversi e nuovi, a ricercare quella creatività per entrare in dialogo con i più piccoli, che maggiormente stanno soffrendo questa situazione.

L’illustre relatore ha invitato i docenti di religione a rompere l’isolamento degli alunni “Creando occasioni di incontro - anche soltanto virtuali - per conquistare la loro confidenza, accoglierli nel piccolo gruppo e donare loro amicizia, sempre senza nulla chiedere in contraccambio. La vera intimità crea accoglienza e genera dialogo”.

Nella sua riflessione il prof. Paparella, propone di valorizzare il racconto e la memoria: “La memoria nasce dal racconto dei vissuti. Non c’è altro modo per dare forza alla memoria. Bisogna imparare a raccontare, per far nascere e crescere la memoria. Il racconto e la memoria sono compiti - o, se si vuole, esercizi - che meritano d’esser ripresi e riproposti”.

E quanto gli alunni hanno bisogno di raccontare per esorcizzare le paure di questo periodo.

Un sentito grazie al prof. Nicola Paparella per la disponibilità e la maestria nel comunicare ed affrontare temi che riguardano il mondo della scuola, a mons. Seccia, sempre presente agli incontri formativi e attento alle dinamiche scolastiche e a don Alessandro Saponaro, che ha reso possibile un momento formativo così interessante ed arricchente.

E non finisce qui… la settimana prossima attività laboratoriali.