articolo ripreso da portalecce

Accogliendo l’invito dell’arcivescovo Michele Seccia a trattare il tema dei gesti religiosi dei bambini, (l’11 febbraio scorso) l’Ufficio catechistico diocesano di Lecce ha approfondito l’argomento con una lezione alla Scuola diocesana di formazione teologica, all’interno del corso riservato ai catechisti della diocesi.

 

 

L’incontro (RIVEDILO QUI ), dal titolo: ‘L’importanza dei gesti religiosi dei bambini e il rito domenicale’, ha inteso analizzare l’esperienza religiosa dei bambini nei tratti fondamentali della percezione sensoriale e simbolica.

Quanto più i gesti religiosi vengono radicati nell’infanzia, tanto più diventano fondativi di un cammino mistagogico. L’esempio degli adulti conta più delle parole, soprattutto nella prima infanzia: è infatti nei primi anni di vita che si costruiscono la dimensione umana e religiosa della persona.

Parole e gesti diventano, quindi, lo spazio religioso che consente al bambino di abitare il mondo che gli viene rappresentato simbolicamente.

Per Romano Guardini, “Un simbolo sorge quando qualcosa d’interiore, di spirituale, trova la sua espressione nell’esteriore, nel corporeo”.

Le realtà invisibili e spirituali diventano, allora, realtà concretamente percepite nella vita del bambino; così che, grazie alla sua capacità simbolica, possa radicare questa esperienza interiormente.

Questo consentirà di proseguire in un percorso di interiorizzazione della fede che, nella preadolescenza, assumerà strategie comunicative più articolate e specifiche.