articolo ripreso da portalecce

È con grande gioia nel Signore che tutta l’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) si stringe attorno al card. Salvatore De Giorgi per festeggiare il bellissimo traguardo dei suoi 90 anni.

 

 

Sentiamo ancora risuonare le parole di Papa Francesco che affettuosamente lo ha ricordato come umile e forte servitore della Chiesa per tanti anni.  

L’Ucid è molto legata e deve molto al card. De Giorgi che per tanti anni è stato suo consulente ecclesiastico. Ha guidato con grande fede l’Ucid per la realizzazione della sua missione riguardante la conoscenza, la diffusione, la testimonianza dei grandi valori della dottrina sociale della Chiesa da parte degli imprenditori, dei dirigenti e dei professionisti cristiani.

Il card. De Giorgi, quando era con noi all’Ucid, ricordava spesso l’insegnamento di Papa Francesco sulla vocazione dell’imprenditore. Sono le parole che leggiamo nella Evangelii gaudium: “il lavoro dell’imprenditore è un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato più ampio della vita; questo gli permette di servire veramente il bene comune, con il suo sforzo di moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo”. Quindi il dovere della produzione di ricchezza moltiplicando i talenti ricevuti e quello della sua distribuzione secondo principi di equità e giustizia, sapendo che la più alta forma della giustizia è la carità.

Il card. De Giorgi ci ha insegnato che l’etica non deve essere separata dall’economia e dal mercato, altrimenti viene distrutta la dignità dell’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, come mostrano non poche esperienze concrete del mondo delle imprese. Non basta essere caritatevoli, ma occorre innervare dall’interno in modo etico le strategie dell’impresa e i processi organizzativi e gestionali, con la costante ricerca del bene comune. Solo così l’etica può diventare espressione del bene comune.

Non si è mai stancato di dirci che i grandi principi della dottrina sociale della Chiesa sono universali e riguardano tutti gli uomini di buona volontà. Si tratta dello sviluppo integrale dell’uomo, della solidarietà, della sussidiarietà, della destinazione universale dei beni, del bene comune. È la via per la realizzazione di un autentico umanesimo cristiano.

Il cardinale è stato un profondo conoscitore dei movimenti e delle associazioni ecclesiali, nati in gran parte come fioritura del Concilio Ecumenico Vaticano II. È stato per diversi anni assistente spirituale dell’Azione cattolica.  Prima esisteva soltanto l’Azione cattolica che garantiva grande unità di indirizzo e di comportamenti, grazie anche ai suoi prestigiosi presidenti che dialogavano direttamente con il Papa. Con il grande sviluppo dei movimenti e delle associazioni ecclesiali si è un po’ appannato questo grande valore dell’unità, sempre nel rispetto delle singole specificità e vocazioni. Ognuno tende a guardare al proprio “orticello” e a considerare gli altri movimenti e associazioni come concorrenti.  Egli ci ha ripetuto spesso che dobbiamo recuperare quella unità di intenti e di indirizzo che storicamente era propria dell’Azione cattolica. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, speranza di un mondo migliore. 

Come Ucid ringraziamo il Signore per averci dato un grande ed inestimabile dono come il card. De Giorgi, guida delle nostre anime qui sulla terra ma con lo sguardo sempre rivolto al cielo.

                                                                                                                                                                                            *Segretario Generale dell’Ucid (2004-2017)