articolo ripreso da portalecce

Nella solennità di Pentecoste un nuovo dono dello Spirito: l’aprirsi di una nuova finestra che la diocesi di Lecce intende spalancare sul mondo.

 

 

Già dotata del suo sito istituzionale, ricca della voce snella, aggiornata e credibile che è Portalecce, arricchita dalla immediatezza del profilo Facebook, la Chiesa di Lecce in comunione con il suo pastore, l’arcivescovo Michele Seccia, attraverso l’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali, intende dotarsi di un modo snello e al passo con i tempi per parlare ai giovani e con il loro linguaggio: da qui il bisogno di creare un account su Instagram, la piattaforma più in voga tra loro e su cui, attraverso lo strumento della fotografia essi amano catturare, custodire, fare memoria.

Scrive Henri Cartier-Bresson: “Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura.”

Cosa catturare? In un tempo sempre più pervaso di parole l’immagine è via che apre alla meraviglia e allo stupore e che permette di rubare il mondo per incorniciarlo in un fotogramma

Perché custodire? Perché è attitudine del cuore.

Si custodisce ciò che si intende ri-corda-re, ciò che ha avuto una importanza tale da aver plasmato la personalità.

Nell’atto della custodia vi è la sana presunzione di voler rendere perenne un evento, un incontro, un passaggio, una decisione.

Come fare memoria?  Non con la nostalgia bensì rendendo vivo, attuale, parlante un avvenimento.

In certi momenti riappropriarsi di una memoria significa far rivivere il passato e riscrivere il presente; significa ri-darsi la possibilità di riscrivere quello che si è.

Allora cosa aspetti? Per scoprire questo universo ecclesiale basta un clic al pulsante “segui” della voce “arcidiocesilecce”: sarai aggiornato sul fiume di grazia a cui poterti abbeverare per sentirti parte viva di una grande famiglia che con te loda, benedice e ringrazia Dio, l’autore del mondo, lo scatto più bello che potesse esserci.