articolo ripreso da portalecce

La morte di Lilia ci addolora, ci fa sentire orfani, ma lascia nel cuore una grande serenità: santi è possibile!

Gli ultimi tempi sono stati per lei un vero itinerario pasquale, un cammino difficile, doloroso ma affascinante perchè l’hanno condotta a raggiungere la luce della verità, la gioia del cielo.

Lilia è entrata con discrezione e delicatezza nella storia di un sacerdote che ha saputo  condurla sulla strada della santità.

Don Ugo era suo punto di riferimento lungo la vita e icona luminosa dopo la sua morte.

Grazie a lei la Chiesa di Lecce ha potuto mantenere viva la memoria di questo sacerdote e scrutarne la grande personalità.

Dopo aver raccolto la documentazione della sua vita, aver curato la stampa degli scritti e delle omelie, dopo aver accompagnato tutto il processo  diocesano di canonizzazione e averlo racchiuso in un volume, chiamato 'Positio’, dopo averlo sigillato con la sua sofferenza, ha chiuso gli occhi e ha raggiunto don Ugo in cielo. Una vera amicizia tra santi.
Gesù ci ha detto che noi siamo nel mondo luce, luce che riceviamo da Lui e che dobbiamo trasferire nelle menti e nei cuori di quanti incontriamo. Abbiamo la responsabilità di non appropriarci e tenerla per noi stessi, ma di comunicarla agli altri.

Una scia di luce da Gesù a don Ugo, a Lilia, e grazie a lei giunge a noi. La sorgente della sua feconda e luminosa vita cristiana è stata l’intima e costante unione con Cristo, l’intensa vita sacramentale e i prolungati tempi di preghiera.

E dopo aver speso tutta la sua vita per trasmettere agli alunni del liceo prima, e agli alunni dell’Istituto superiore di scienze religiose dopo la sapienza cristiana, è apparsa la croce.

Da quella cattedra ha lasciato trasparire il vero spessore della sua spiritualità: ha abbracciato la sofferenza con fede, con eroica fortezza, con speranza senza mai un’espressione di disappunto.

Da quella cattedra di dolore ha insegnato che l’unione con Dio oltre a sperimentarla nel momento della preghiera, trova la massima espressione nell’unione in croce.

Unico suo interesse era di essere docile strumento nelle mani di Dio, fortemente animata dal desiderio di coinvolgere le persone che conosceva nella stessa avventura.

Lilia è stata per noi un modello di donna cristiana, sempre impegnata laddove il disegno di Dio l’ha voluta, un dono per la nostra Chiesa, un valido esempio da seguire.