articolo ripreso da portalecce e scritto da Andrea Pino

È stata scritta una nuova, importante, pagina di devozione oronziana nella giornata di ieri in Piazza Duomo a Lecce.

Grazie infatti al talento artistico di Marco Epicochi, ha visto la luce, per la prima volta in assoluto, una scultura del nostro santo patrono realizzata secondo le linee iconografiche presenti sul reliquiario di Nona, di cui più volte abbiamo parlato in questa rubrica. L’opera, una bellissima statuetta in terracotta, è stata commissionata dalla famiglia De Carolis di Turi e sarà consegnata all’arcivescovo di Zara, mons. Želimir Puljić, in occasione del conferimento a quest’ultimo della cittadinanza onoraria da parte del comune dell’entroterra barese. Un dono davvero prezioso quanto significativo.

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“Si tratta di un pezzo unico nel suo genere - spiega lo studioso Stefano De Carolis - che ha destato non poca curiosità. Di solito siamo abituati a vedere la figura di Sant’Oronzo con i tipici paramenti liturgici tridentini o controriformistici. Questo perché la celebre tela di Giovanni Andrea Coppola ha avuto un’amplissima diffusione in tutto il territorio pugliese divenendo, di fatto, l’immagine ufficiale del martire, subito riconoscibile per generazioni di fedeli delle nostre contrade. L’inattesa scoperta del reliquiario di Nona, in Croazia, ha però schiuso uno scenario del tutto nuovo.

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Quel cofanetto medievale ci ha consegnato la più remota iconografia oronziana oggi conosciuta. E si tratta di un’effigie dallo stile piuttosto bizantino, orientaleggiante. La scultura modellata da Epicochi ci permette dunque di ammirare il nostro protettore in una veste, per tanti versi, completamente inedita. Da parte mia, sono molto felice che una tale opera venga donata a mons. Puljić, una persona straordinaria che si è dimostrato sempre attento e sensibile alla nostra devozione”. Ed ecco allora l’immagine di un Sant’Oronzo alquanto giovane e fiero, con barba e capelli corti, adorno del tipico omophórion dei vescovi orientali, mentre regge un lezionario chiuso (simbolo delle Scritture ormai realizzatesi) e leva la mano destra a benedire.

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Al breve incontro di presentazione della scultura sono stati presenti anche l’arcivescovo Michele Seccia ed il vicario generale mons. Luigi Manca che hanno espresso un profondo apprezzamento per quanto realizzato dalla comunità di Turi in onore del santo leccese mentre lo storico Mario Cazzato ha ribadito tutta l’importanza di procedere nello studio e nella ricerca storica locale.       

Cittadinanza onoraria turese al vescovo di Zara