Arcivescovo webmaster 0 2020-02-18

articolo ripreso da portalecce

L’arcivescovo Michele Seccia sarà a Bari sabato 22 febbraio nell’ultima giornata dei lavori di “Mediterraneo frontiera di pace”, l’assemblea dei vescovi delle diocesi del Mediterraneo promossa dalla Cei.

Domenica prossima, poi parteciperà sia all’incontro con Papa Francesco riservato ai vescovi nella Basilica di San Nicola, sia alla concelebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre in Corso Vittorio Emanuele II.

“La nuova visita di Papa Francesco in Puglia - ha commentato mons. Seccia alla vigilia dell’evento barese - vuole ricordarci ancora una volta che il Mediterraneo è luogo privilegiato per una nuova evangelizzazione, per una rinnovata azione della Chiesa che passi necessariamente dal valore imprescindibile del dialogo interreligioso e culturale. Non ci sono molte alternative per la comunità cristiana se vuole incidere nel tessuto sociale e nella crescita integrale di una società che pare allontanarsi sempre più dai valori che costituiscono la ricchezza esclusiva di ogni persona umana”.

“Il Santo Padre - ha aggiunto l’arcivescovo di Lecce - ci vuole indicare, è non è la prima volta, che la via del dialogo e dell’accoglienza devono definitivamente diventare temi centrali nell’azione pastorale dei vescovi e delle diocesi bagnate dal Mare nostrum e il lavoro dei vescovi a Bari in questi giorni altro non è che un atto di adesione al magistero di Francesco ma anche la continuazione di un cammino già avviato nelle Chiese locali d’Italia nelle quali da molti anni, specie nel servizio della carità, si lavora per rendere meno doloroso il dramma di chi arriva sulle nostre coste in fuga dalla guerra, dalla distruzione e dalla povertà”.

“D’altronde - ha concluso - tutta la Puglia, dal Gargano al Salento, fin dai primi anni ’90, ha dimostrato concretamente cosa vuol dire accogliere, essere solidali e soprattutto integrare. Oggi solo la ricerca della pace nei Paesi del Mediterraneo, è la garanzia che può permettere uno sviluppo sostenibile e politiche di accoglienza e solidarietà capaci di rispettare e promuovere la persona e i popoli”.