articolo ripreso da portalecce

È passato un mese dal passaggio al cielo di don Antonello Castoro, parroco di Mater Ecclesiae nel rione Castromediano di Cavallino e ieri sera la sua comunità si è stretta intorno all'altare per celebrare l'eucaristia nel suo trigesimo.

Ha presieduto l'amministratore parrocchiale don Sebastiano Latino e hanno concelebrato con lui don Marco De Carolis, compagno di corso in seminario di don Antonello e don Vito Caputo, parroco di San Pio X in Lecce, la parrocchia d'origine che don Castoro ha anche guidato per molti anni come parroco: in tanti presenti in chiesa provenienti da quel quartiere.

In mattinata, un gruppo di sacerdoti suoi amici di seminario guidati dal loro educatore, il barese don Vittorio Borracci, hanno fatto visita alla sua tomba nel cimitero di Monteroni.

Ma la messa di ieri sera oltre ad essere un momento di preghiera è stato anche l'occasione per dare voce e corpo alla solidarietà. Com'è noto le comunità parrocchiali che lo hanno avuto come guida pastorale hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per sovvenire alle necessità del Polo oncologico “Giovanni Paolo II” di Lecce. Sono stati raccolti quasi 3mila euro (2845,00 euro per la precisione). Nei prossimi giorni, su indicazione dell'ospedale, con quanto raccolto verrà acquistato ciò che può essere utile a qualcuno dei reparti. Nella raccolta anche Portalecce ha dato il suo contributo mediatico.

Durante la messa, la comunità ha voluto rivolgere a don Antonello ancora alcuni pensieri d'affetto e di gratitudine. Eccone alcuni passaggi.

“Caro don Antonello, è proprio in questo mese dalla tua morte che finalmente hai potuto raccogliere i tuoi frutti migliori. Ci siamo uniti nel dolore per la tua perdita, abbiamo pianto per la tua mancanza, siamo diventati l’uno la spalla dell’altro e ci siamo asciugati reciprocamente le lacrime, ci siamo fatti reciprocamente forza e siamo riusciti a condividere quanto di profondo era nel nostro cuore proprio come si fa in una vera famiglia. Non più singoli individui, non più singoli gruppi, la collaborazione, la cooperazione, la comunione, la condivisione tra le persone a cui sempre ci hai spronato si è realizzata addirittura ad alti livelli, tra due comunità intere.

“L’iniziativa della raccolta fondi, al di là di quello che è stato il risultato in termini economici, ha messo in luce un aspetto meraviglioso e cioè un grande amore per te. È stato emozionante veder formarsi file di persone davanti a quei salvadanai, vedere bambini con pochi centesimi in mano, ma con le lacrime agli occhi, vederli lì in fila pronti a lasciare un loro contributo alla causa e vederli andar via solo dopo aver dato un bacio alla tua immagine”.

“Un amore senza fine, eterno, e ne è un esempio vivente la parrocchia di San Pio X che si è prodigata al nostro pari... Siamo diventati un’unica grande comunità, un'unica grande famiglia unita dal grande amore per te e dalla volontà di far qualcosa di buono e di utile per chi ha bisogno, per chi è ammalato e si trova a dover portare quotidianamente la stessa croce che hai dovuto portare tu, fatta di sofferenze, nel corpo e nell’anima, per chi lotta ogni giorno con dignità e forza contro quel male da cui nessuno di noi può dirsi immune”.