articolo ripreso da portalecce

L’altra sera ci si è ritrovati alla chiesa di Santa Elisabetta per un incontro organizzato dal Centro missionario diocesano e dai Missionari Comboniani.

Si è trattato di un momento di testimonianza e sensibilizzazione da parte di John Mpaliza, un congolese di 50 anni, che risiede da ormai 26 anni in Italia. Nel suo Paese era uno dei giovani universitari che si erano ribellati al regime dittatoriale ed era dovuto emigrare. Arrivato dopo una tappa di un anno in Algeria ed aver vissuto e lavorato come rifugiato in Italia, aveva finalmente ottenuto il permesso di soggiorno e così aveva potuto continuare i suoi studi e laurearsi in ingegneria informatica. Aveva poi lavorato per vari anni fino a quando cinque anni fa decise di smettere per dedicarsi a tempo pieno ad un lavoro itinerante per la giustizia e la pace, camminando per circa 30mila km in moltissime città e paesi d’Italia ed Europa.

Anche a Lecce l’altra sera ha parlato anzitutto delle gravi conseguenze sulla storia, sulla cultura, sull’economia dell’Africa dovute alla colonizzazione del continente: lo sfruttamento umano (schiavismo vecchio e nuovo), delle risorse e della natura che continua a lasciare impoverita una terra peraltro ricchissima di minerali, legname, acqua… e costringe molte persone ad emigrare in cerca di una vita migliore.

In particolare John ha parlato di due minerali: il coltan, che si usa nei cellulari, ed il cobalto, usato nelle batterie delle auto elettriche. Questi materiali sono fortemente nocivi per la salute ed eppure la loro estrazione viene fatta senza alcuna precauzione, molto spesso da bambini che si infilano in vere e proprie ‘buche della morte’ per estrarlo. Vengono poi pagati pochissimo (0,25 euro al kg) mentre le multinazionali lo vendono a 700 euro. Noi tutti usiamo e cambiamo spesso i nostri cellulari magari inconsci (non si sa fino a che punto) di tutto questo. Dobbiamo come cristiani scuoterci e non voltare la nostra faccia per non essere complici di tante ingiustizie e male.

John ha portato a Bruxelles un’istanza perché l’Europa obblighi a mostrare sui prodotti (soprattutto cellulari) un codice di tracciabilità così da potere garantire l’eticità della filiera produttiva… ma ancora del suo appello non se n’è fatto nulla.

Per questo John e con lui tanti altri, che si stanno unendo alla causa tra cui il Papa stesso, continuano a parlare ed invocare giustizia. Senza di essa non ci può essere vera pace e progresso umano!

*Missionario Comboniano