articolo ripreso da portalecce

Per i prossimi dieci anni la chiesa di San Pasquale, presente nell’area dell’ex Opis, attuale sede della Direzione generale della Asl, sarà curata dalla diocesi.

Nei giorni scorsi, infatti, tra la Chiesa di Lecce e la Asl della provincia, rappresentate rispettivamente dall’arcivescovo Michele Seccia e dal direttore generale Rodolfo Rollo, è stato stipulato un contratto di comodato gratuito per l’utilizzo da parte della Curia leccese della chiesa di San Pasquale sita in via Miglietta a Lecce, all’interno del recinto dell’ex ospedale psichiatrico attuale sede della direzione generale della Asl.

La chiesa - si legge nel contratto - che viene affidata per dieci anni alla diocesi risulta essere “in buono stato di conservazione” ed è stata di recente fornita anche di un impianto antintrusione e videosorveglianza.

La diocesi, com’è ovvio, si impegna non solo a sostenere le spese di ordinaria manutenzione e delle utenze ma soprattutto a renderla fruibile per attività di culto e di iniziative ad essa connesse.

“Ringrazio - ha commentato mons. Seccia - il dott. Rollo, il direttore sanitario Roberto Carlà, il direttore amministrativo Antonio Pastore, l’ing. Daniele Prete, il dott. Cosimo Dimastrogiovanni e il personale dello staff della direzione generale nelle persone di Angela Schirosi e Roberto Manfreda per aver contribuito alla concessione gratuita per dieci anni della chiesa di San Pasquale all’arcidiocesi di Lecce. Non solo questo scrigno di bellezza sarà più spesso aperto consentendo anche una migliore conservazione dei tesori presenti ma soprattutto sarà data la possibilità alla città di conoscerla specie durante le azioni liturgiche che vi si officeranno”.

Mons. Seccia, dopo aver simbolicamente ricevuto dal direttore generale le chiavi della chiesa, ha già reso noto che intende affidare il luogo di culto alla comunità ortodossa che vive a Lecce in particolare alla cura pastorale di Padre Ovidiu Grancea che organizzerà le attività religiose che presto verranno comunicate.

Servizio fotografico di Arturo Caprioli.