Vocazioni webmaster 0 2019-10-02

 Ufficio per la Pastorale Vocazionale Ottobre 2019 

MONASTERO INVISIBILE 

DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI 

GUIDA: “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è lui la bellezza che tanto vi attrae; è lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, per migliorare voi stessi e la società rendendola più umana e fraterna”. Per cercare di scoprire il desiderio di gioia che Dio ha posto nel loro cuore, egli ci chiede un cammino di apostolato per il bene non solo dei chiamati, ma anche degli altri”.  CANONE CANTATO  Rit. Christe, Lux mundi, qui sequitur te Habebit lumen vitæ, lumen vitæ OPPURE Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est. (X2)  Invoco con tutto il cuore: Signore, rispondimi; custodirò i tuoi decreti. Io t'invoco: salvami e osserverò i tuoi insegnamenti. Rit.  Precedo l'aurora e grido aiuto, spero nelle tue parole. I miei occhi precedono il mattino, per meditare sulla tua promessa. Rit.  Ascolta la mia voce, secondo il tuo amore; Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio. I tuoi precetti mi danno intelligenza, perciò odio ogni falso sentiero. Rit.  Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Ho giurato, e lo confermo, di osservare i tuoi giusti giudizi. Rit.  Dal Vangelo di Luca (11, 33-36)  Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo  è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».  Tempo per la preghiera silenziosa e la riflessione.  - “La lucerna del tuo corpo è l’occhio”. L’occhio per il corpo rappresenta la finestra attraverso cui entra la luce che disperde le ombre e permette di guardare in profondità te stesso. “Beati” sono quegli occhi che vedono il Cristo, poiché Egli è la vera Luce che, entrando in noi, illumina il cuore. L’occhio è collegato al cuore: gli trasmette le cose da desiderare e lo volge alla ricerca di ciò che ama. E tu, da quale luce ti lasci illuminare?  - Gesù è la Luce del mondo e il discepolo è la lampada accesa da tale Luce mediante il Battesimo. Essa è destinata a illuminare tutti gli uomini, perché giungano alla conoscenza dei misteri del Regno e possano, nella Rivelazione del Figlio, dire: “Abbà”. Il discepolo, ha dunque un mandato missionario, cioè ha la responsabilità di illuminare i suoi fratelli, perché entrino nella casa del Padre. Alla luce della Parola, scopri te stesso autentico missionario animato dallo Spirito, portatore di luce e di verità? Sei autentico testimone e luce sul cammino dei tuoi fratelli?  Esercizio per la vita spirituale.  «Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra». Bisogna discernere bene, perché c’è anche una luce “tenebrosa”, propria di chi si chiude nella trappola dell’io e resta nella notte dell’auto-giustificazione, di chi si ritiene giusto e non ammette le sue fragilità ed errori e dunque indisposto ad accogliere il dono della Luce e della misericordia paterna offerta da Dio. Diventa onesto, sincero: questo vuol dire lasciarsi illuminare dallo sguardo di Gesù, andando in profondità. Ciascuno è quindi chiamato a vivere un percorso di purificazione che lo porti a fare verità con sé stesso, per ottenere uno sguardo casto e semplice.  Guidami tu, luce gentile, attraverso il buio che mi circonda, sii tu a condurmi! La notte è oscura e sono lontano da casa, sii tu a condurmi! Sostieni i miei piedi vacillanti: io non chiedo di vedere ciò che mi attende all'orizzonte, un passo solo mi sarà sufficiente. Non mi sono mai sentito come mi sento ora, né ho pregato che fossi tu a condurmi. Amavo scegliere e scrutare il mio cammino; ma ora sii tu a condurmi! Amavo il giorno abbagliante, e malgrado la paura, il mio cuore era schiavo dell'orgoglio: non ricordare gli anni ormai passati. Così a lungo la tua forza mi ha benedetto, e certo mi condurrà ancora, landa dopo landa, palude dopo palude, oltre rupi e torrenti, finché la notte scemerà; e con l'apparire del mattino rivedrò il sorriso di quei volti angelici che da tanto tempo amo e per poco avevo perduto. 

J. H. NEWMAN, GUIDAMI, LUCE GENTILE