articolo ripreso da portalecce

Abbiamo fatto l'esperienza della Chiesa universale. Ore 9,30: sembra che il mondo con la sua ricchezza di razze, culture, colori, ma anche con la ricchezza delle sue tante sofferenze, speranze, lacrime, si sia dato convegno qui, nella austera basilica di San Pio X.

Sembra quasi di entrare in un grande deposito di aerei, freddo, grigio. Eppure tutto diventa ricchezza di luci, suono di voci belle che, animate dalla grande corale del santuario, cantano la gioia dell' incontro, celebrano la bellezza dell'incontro tra Dio e con la sua famiglia. Una famiglia radunata dalla voce squillante della Madre, Maria e, di una figlia, che qui, pur nella sua piccolezza, sembra essere la più grande, Bernardette.
Nel pomeriggio la Chiesa universale si fa carne nell' incontro della nostra Chiesa di Lecce, radunata intorno al suo pastore e padre, il pescovo Michele.
L'occasione è data dalla celebrazione della Cresima di due nostri fratelli più piccoli, Davide e Damiana. È stata veramente esperienza di famiglia. Terminata la liturgia eucaristica nella quale siamo stati richiamati alla necessità di essere buoni amministratori dei doni di vita e di santità che il Signore ci ha fatto, ci siamo messi seduti intorno al capo famiglia per raccontarci la vita. E lui, come ogni padre buono, ha ascoltato, incoraggiato, asciugato le lacrime, gioito. Che bello!
Al termine della giornata, finale col botto. La grande processione aux flambeaux in una polifonia di preghiere, musica, canti, danze, che diventa la preghiera che, qui a Lourdes, tutti unisce facendoci parlare l'unica lingua che Maria ci ha insegnato: il santo rosario.