articolo ripreso da portalecce

“Sulla via di Dio, il non progredire è lo stesso che regredire”! Servendosi di queste parole di Sant’Agostino il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Cornacchia, ha inaugurato, presiedendo la celebrazione eucaristica, il nuovo anno formativo 2019/2020 del Seminario regionale di Molfetta.

Mons. Cornacchia ha invitato i seminaristi a ripartire proprio facendo tesoro delle tante esperienze estive e ricentrando l’attenzione sulla preghiera, la meditazione quotidiana, lo studio e la costruzione di relazioni edificanti per la comunità e la vita di ciascuno. Ha inoltre ribadito che ciò che conta nella vita di Seminario, non è quante cose si facciano, ma come e con quanto amore si vive e si opera, possibilmente unito alla gioia.

È con questi propositi, che, anche noi, piccola comunità di seminaristi leccesi, che dopo il minimo storico dello scorso anno, risale di numero, vogliamo ripartire per questa nuova avventura che ogni giorno è sempre più nuova, ci rende sempre più uomini, ma soprattutto uomini di Dio, strumenti del suo Amore.                                

Di grande ausilio, saranno gli esercizi spirituali, che vivremo dal oggi al 26 settembre, ciascuno col proprio corso, e la Missione Giovani dal 27 settembre al 6 ottobre nell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

Posso affermare con gioia che sono davvero tanti coloro che ammirano e apprezzano l’unione e il calore della famiglia dei seminaristi leccesi, la quale cerca di camminare sempre insieme, condividendo eventi, gioie, emozioni, dolori o anche semplici caffè o serate, aprendo lo sguardo e il cuore verso la grande famiglia della metropolia di Lecce.

Al V anno ci sono io, Antonio De Nanni di Arnesano; al III anno ci sono Gianmarco Sperani di Cavallino e Simone Maria Politi di Santa Maria della Porta in Lecce; al I anno, Francesco Pio Cazzella di San Pio X in Lecce, Marco Liaci di Sant’Antonio da Padova in San Cesario di Lecce e, nel seminario romano, Enrico De Leo dell’Ausiliatrice di Monteroni.                                     

Tre altri giovani leccesi, dopo un anno di cammino vocazionale in diocesi, vivranno l’anno propedeutico a Molfetta, che li porterà a compiere un ulteriore discernimento e a comprendere se la loro vocazione sia il ministero presbiterale.