Arcivescovo webmaster 0 2019-08-26

articolo ripreso da portalecce

Cattedrale gremita per il solenne pontificale nel giorno della festa in onore dei Santi Patroni Oronzo, Giusto e Fortunato presieduto dall’arcivescovo Michele Seccia.

 

Tra i concelebranti il vescovo vincenziano mons. Cristoforo Palmieri, il Ministro provinciale dei Frati minori fra Paolo Quaranta e numerosi sacerdoti della diocesi. Presenti i cardinali Salvatore De Giorgi ed Ernest Simoni, il porporato albanese da qualche giorno ospite in città.

Presenti il prefetto Maria Teresa Cucinotta, il questore Andrea Valentino, il sindaco Carlo Salvemini con alcuni membri della giunta, il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva e il Procuratore generale della Repubblica di Lecce, Antonio Maruccia. In cattedrale anche i vertici delle forze dell’ordine in servizio a Lecce.

“La fede è il patrimonio più prezioso di un cristiano - ha detto mons. Seccia nell’omelia -. Ma perché essa brilli nella nostra vita e in quella delle persone che incontriamo, ciascuno di noi deve imparare ad essere credibile fino al martirio. Proprio come sono stati capaci di fare i nostri santi patroni”.

“La Parola di Dio di oggi - ha insistito l’arcivescovo - ci chiede non solo di venerarli, non solo di onorarli ma soprattutto di imitarli. I testimoni sono modelli per tutti noi: non ci bastano le messe e le processioni. La loro fecondità si manifesta nella vita di chi li imita”. “E, la testimonianza di fede del card. Ernest Simoni - ha proseguito - è l’esempio concreto di quanto ancora oggi sia difficile e bello al tempo stesso credere alla parola del vangelo. La sua missione oggi continua edificando con la sua storia e la sua persona tutti coloro che incontra”.

“Tornando alle vostre case - ha concluso Seccia - testimoniate perché siete venuti oggi qui a celebrare nel giorno della festa dei santi patroni. Testimoniate il tesoro prezioso di questa Chiesa di Lecce che cammina nei secoli, tesoro bagnato nel sangue dei martiri e che a ciascuno chiede di vivere ogni giorno seguendo il loro esempio coraggioso”.

La benedizione finale con indulgenza plenaria concessa dal Santo Padre e ha concluso la solenne concelebrazione.