“GIOVANE È … UNA COMUNITÀ CHE CONDIVIDE” “ASCOLTARE, OSSERVARE, DISCERNERE, ANIMARE”
       Premesso che la Carità cristiana va incarnata e, quindi, tradotta necessariamente in educazione alla verità, alla giustizia, alla libertà, all’accoglienza, alla solidarietà, all’interculturalità, alla mondialità e alla pace, c’è da sottolineare, purtroppo, che nell’attuale contesto culturale, caratterizzato da una frattura sempre più profonda tra Vangelo e vita, quasi che lo stesso Vangelo fosse ormai un libro datato, emerge imperiosamente tutto un mondo sommerso e vasto di persone, italiane e non, che non contano niente, non possiedono più nulla, neppure la speranza in un domani diverso e migliore.      A queste persone senza dimora, attanagliate da un estremo disagio corporale e spirituale, occorre anzitutto offrire un senso, uno scopo e una prospettiva sicura, incominciando ad accoglierle, proteggerle, orientarle e integrarle in sintonia con gli orientamenti del 40° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane, “GIOVANE È … UNA COMUNITÀ CHE CONDIVIDE”, tenutosi ad Abano Terme dal 16 al 19 aprile scorso, con le Indicazioni Pastorali della CEI “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO”, con le conclusioni del Sinodo dei Vescovi appena terminato (ottobre 2018) “I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”, con il tema della 2aGiornata Mondiale dei Poveri (18 novembre 2018) “QUESTO POVERO GRIDA E IL SIGNORE LO ASCOLTA” (Sal 34,7) e con il Programma Pastorale della nostra Chiesa locale “ASCOLTARE, OSSERVARE, DISCERNERE, ANIMARE”.      È urgente focalizzare la nostra attenzione su queste criticità, sfide aperte da declinare con puntualità, suscitando una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi, giungendo fino alle periferie umane ed esistenziali dell’odierna società.      È necessario non considerare i poveri un “fardello”, ma “fratelli” chiamati a partecipare alla stessa “mensa” della vita in pienezza, a essere protagonisti di uno sviluppo integrale e inclusivo.      Allora i poveri, coloro che chiedono il nostro aiuto, coloro che per sopravvivere hanno bisogno del nostro sostegno, in realtà sono i nostri “benefattori”. Sono loro che ci “costringono” ad uscire dal nostro egoismo, dal nostro cuore chiuso e ottuso e a metterci in gioco per scoprire fino in fondo la nostra vera umanità. Sono loro che, in realtà, ci danno le indicazioni per proseguire nel giusto cammino: tendere alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza (cf 1Tm 6,11).      Ecco perché, in questo nuovo Anno pastorale, la nostra Diocesi vuole offrire a noi operatori della carità e a tutti soprattutto un “cuore aperto”, da cui far nascere lo slancio per perseguire e vivere i seguenti obiettivi:
  • prendere coscienza che Dio è amore, è carità (cf 1Gv 4,8.16), che Dio, dentro Dio, nella sua realtà intima, è rapporto infinito ed eterno di amore tra il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, e che la sorgente della carità cristiana è nella stessa vita intima della SS. Trinità;
  • individuare la Chiesa, in quanto famiglia di Dio, oggi come ieri, come soggetto che manifesta l’amore gratuito di Dio, luogo nel quale l’insieme dei battezzati vive l’aiuto vicendevole e, al contempo, si fa prossimo di coloro che, fuori di essa, hanno bisogno di attenzione e di accoglienza;
  • elaborare ed attivare percorsi formativi capaci di far passare la Comunità cristiana, in ciascuno dei suoi membri e nella sua concorde unione, dal “fare carità” all’ “essere soggetto di carità”, aperta al territorio e alla gente che lo abita con i suoi problemi e con le sue potenzialità;
  • progettare una Chiesa come casa di comunione e di missione, “Pane spezzato” e “Vino versato”, anima e guida di una fede consapevole, vissuta e partecipata con una chiara condotta di vita.
     Affidiamo a Maria, Madre della Chiesa e modello di carità perfetta, ogni nostra preghiera e il nostro lavoro spassionato e disinteressato a favore dei fratelli più bisognosi.     Attività   3.12.2018 – ore 17,00: “Assemblea Diocesana delle Caritas Parrochiali” presieduta dall’Arcivescovo Mons. Michele Seccia c/o l’Auditorium della Parrocchia “San Giovanni Battista”, Zona 167/B, Via Novara, Lecce.  
  1. Percorso formativo
Si propone un percorso di formazione, di 4 incontri, a livello pastorale e spirituale, rivolto agli Operatori delle Caritas parrocchiali. Obiettivo Riflettere sulle motivazioni e capacità individuali utili nella relazione di aiuto e ascolto dell’altro. Definire il metodo di lavoro Caritas e lo stile dell’operatore nella relazione di ascolto. Individuare le modalità di relazionarsi all'altro.   Tematiche dei 4 incontri:  
  1. “La Caritas Diocesana in ascolto”
  2. Identità Caritas e del volontario Caritas
  3. Il metodo di Ascolto Caritas
  4. La relazione di Ascolto
   
  1. Incontri formativi e informativi sull’uso del programma OSPOWEB e sulla sua applicazione per l’operato Caritas.
  2. Incontri a livello vicariale per una condivisione e confronto sulle problematiche che ciascuna Caritas parrocchiale affronta.
  3. Corso/sostegno per economia domestica da attivare nelle parrocchie che vorranno aderire.
  4. Condivisione progetto 8xmille (corso per assistenti familiari).
  5. Campi estivi per giovani in collaborazione con l’Ufficio Missionario e l’Associazione Volontari Caritas Lecce Onlus.
  6. Borse di studio per studenti universitari albanesi in Albania.
  Giugno 2019: “Assemblea Diocesana delle Caritas Parrochiali” presieduta dall’Arcivescovo Mons. Michele Seccia c/o l’Auditorium della Parrocchia “San Giovanni Battista”, Zona 167/B, Via Novara, Lecce.       Sempre Vostri aff.mi   Don Attilio Mesagne         Antonio Pio De Tommasi    Serena Quarta   Cesare De Giorgi            Diac. Marco Maggioni