Vocazioni webmaster 0 2018-01-31
 Ufficio per la Pastorale Vocazionale                                                          Febbraio 2018   SCARICA IN FORMATO WORD IL TESTO DELLA ADORAZIONE  

Amato da Dio e chiamato per nome

 Introduzione La vita è un cammino sconosciuto e pieno di sorprese per ogni persona. I segni dei tempi e dei luoghi sono per ciascuno di noi come una segnaletica stradale che ci offre il Signore per orientarci e guidarci nel nostro cammino e che ci aiuta a non perderci nel percorso. Anche ciò che sta vivendo la vita consacrata, nelle sue diverse espressioni, tra luci e ombre, diventa opportunità per cercare i segnali stradali di Dio, scrutati alla luce della fede, che ci aiutano a non perdere la strada, per fare esperienza viva di Dio che ci accompagna, ci guida e continua a far sentire la sua voce che ci chiama a seguirlo.   Celebrante: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo  Tutti: Amen!
  1. Dio, ricco di misericordia, che ha fatto grandi cose per il suo popolo, sia sempre con voi.
  2. E con il tuo spirito.
  Canto di esposizione: Vieni Santo Spirito... (o altro canto)  
Salmo 138, 13‐18. 23‐24 (a cori alterni) Ritornello cantato: La tua parola Signore è vita   Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. Rit.   Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi * e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, * quando ancora non ne esisteva uno. Rit.   Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio! Se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora. Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri: vedi se percorro una via di menzogna e guidami sulla via della vita. Rit.   Gloria al Padre...  
    Preghiamo: O Dio che sei la fonte di ogni bene, ti rendiamo grazie con tutto il cuore. Tu che hai compiuto opere grandi nella Chiesa, attraverso i molteplici carismi della vita consacrata, donaci di corrispondere sempre ai tuoi doni con un cuore fedele e riconoscente. Per Cristo nostro Signore. Amen.   LA VITA CRISTIANA È QUALCUNO   La fede è, innanzitutto, un incontro personale, è accettare che un Altro invada la mia esistenza, dipendere da lui, fidarsi di lui, abbandonarsi a lui, lasciare che egli prenda in mano la guida della mia vita, come ha saputo fare Maria.   Dal Vangelo di Luca (1, 36‐45) Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».   Canto: Magnifica il signore anima mia (o altro)   Riflessione: "Maria è la figura del credente che sta in ascolto del mistero di Dio anche dinanzi all'imperscrutabilità dei Suoi disegni. La Visitazione è un mistero d'incontro tra persone nell'obbedienza alla parola di Dio; meditare su di essa ci permette di approfondire un punto fondamentale della vita di fede: la ricerca della volontà di Dio nelle relazioni e negli incontri quotidiani. In tutto vicina a noi, nella fragilità della condizione di creatura e nell'esperienza di accompagnare il cammino di suo Figlio verso la Croce, Maria è la donna che col "sì" della sua fede fa del suo oggi l'oggi di Dio. Maria, parlaci tu perché noi non sappiamo parlare di te: parla dunque tu a noi. Noi intuiamo che il mistero dell'Annunciazione è legato a quello della Croce: uno spiega l'altro, uno è radice dell'altro. Tu, che sotto la Croce vivi la morte del Figlio tuo e l'amore infinito del Padre per l'uomo, donaci di comprendere le radici misteriose di questo amore, di penetrare nel tuo "sì" al volere del Padre, da cui tutto è nato, in cui tutto ritorna, al quale tutto si riconduce. (Card. Carlo Maria Martini)   Silenzio di adorazione   Preghiamo insieme Dammi, Signore, un cuore che ti pensi, un'anima che ti ami, una mente che ti contempli, un intelletto che t'intenda, una ragione che sempre aderisca fortemente a te, dolcissimo, e sapientemente, o Amore sapiente, ti ami. O vita per cui vivono tutte le cose, vita che mi doni la vita, vita che sei la mia vita, vita per la quale vivo, senza la quale muoio; vita per la quale sono risuscitato, senza la quale sono perduto; vita per la quale godo, senza la quale sono tormentato; vita vitale, dolce e amabile, vita indimenticabile. (Sant'Agostino)   ACCOGLIERE, ASSUMERE, TESTIMONIARE   Canto: Maria, tu che hai atteso (o altro)   Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,25‐38) Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione ‐ e anche a te una spada trafiggerà l'anima ‐, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.   Riflessione: I due anziani profeti, Simeone ed Anna, non "trattengono" per sé Gesù ma si rallegrano di condividere con tutti la rivelazione della salvezza compiutasi in questo bambino. Più si è spogli di sé, poveri, più si è liberi, dunque capaci di accogliere la buona notizia del Vangelo, di assumerla nella propria vita e dunque di testimoniarla con chiarezza e semplicità a chi desidera accoglierla. Leggendo questa pagina evangelica, siamo dunque condotti a comprendere che, per incontrare in verità il Signore Gesù e riconoscere la sua qualità di Salvatore di tutta l'umanità, sono necessarie la povertà di spirito e l'attesa perseverante testimoniate da questi due anziani credenti, nonché l'obbedienza alla volontà di Dio vissuta dai suoi genitori. È richiesta la disponibilità a "offrire i propri corpi", cioè tutta la propria vita, "in sacrificio vivente, santo e gradito a Dio" (cf. Rm 12,1): questo è il modo più efficace per esprimere il nostro desiderio dell'incontro già oggi e poi definitivo, dopo la morte, con il Signore delle nostre vite.   Interiorizziamo la Parola     Preghiamo (alternandoci lettore e assemblea)   L.1      Ti rendiamo grazie, Dio operatore di meraviglie, perché fin dall'antichità hai fatto amicizia con uomini come Abramo e Mosé e hai messo in loro il desiderio di contemplare il tuo volto. Con la venuta di Gesù tuo Figlio, e nella sua familiarità con uomini e donne semplici e dal cuore puro, abbiamo gustato la tenerezza del tuo amore, la ricchezza della tua bontà e la forza della tua libertà.   Tutti: Padre, Tu che sei bellezza e temperanza: lo Spirito ci attiri a te, e faccia che noi ti amiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima, sempre desiderando e attendendo te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni; con tutte le forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell'anima e del corpo a servizio del tuo amore.   L.2 Ti rendiamo grazie, Padre della vita, perché ai tuoi figli, che mediante il Battesimo hai riunito nella Chiesa, tu distribuisci una grande varietà di carismi, perché alcuni ti servano nella santità del matrimonio, e altri, rinunziando alle nozze per il regno dei cieli, condividano tutti i loro beni con i fratelli e uniti nella carità diventino un cuor solo e offrano un'immagine della comunità celeste.   Intercessioni spontanee...       Padre nostro   Benedizione eucaristica     Canto finale: Voi siete di Dio (o altro)