vive di Lui, parla di Lui, accoglie Lui

vive di Lui, parla di Lui, accoglie Lui

articolo ripreso da portalecce

Conoscere le persone non è solo accrescere le nostre relazioni, quanto e soprattutto arricchirsi di valori, di conoscenze, di esperienze che ti rendono più ricco in umanità.

 

 

Dire del vescovo Michele Seccia significa rispecchiarsi nell’autenticità che crea valori, relazioni, sguardi intensi che vanno oltre l’evidenza. L’autenticità ha il profumo di coloro che vivono offrendo non parole, quanto il mistero racchiuso nel cuore.

Il vescovo Michele esprime, attraverso il suo sguardo e il suo sorriso, il mistero della inabitazione di Cristo e di una umanità accogliente, tanto necessaria in un mondo, come il nostro, che spesso privilegia l’interesse personale. Accostarsi al vescovo Michele significa incontrare Cristo, ma anche una persona aperta e disponibile, capace di ascoltare e pronta a donarsi, assumendosi la responsabilità dei bisogni e delle speranze altrui.

Lo sguardo sereno che palesa è indice di un cuore abitato da Colui che lo ha chiamato al servizio della sua Chiesa, come vescovo, come suo sacramento in questo tempo di amnesia di Cristo, della sua Chiesa, dei valori che costruiscono persone, società sane e comunità che risplendono come luce in questo tempo dove il buio è spesso l’ambiente del vivere.

Il vescovo Michele, consapevole di essere “sacramento di Cristo”, vive di Lui, parla di Lui, accoglie Lui nei tanti che bussano alla porta del suo cuore. Lo incontra in quel dialogo orante che permette di essere suo sacramento: luogo nel quale e per mezzo del quale offre la speranza, la pace, il perdono, la gioia di essere donne e uomini dal cuore abitato da Cristo e dal prossimo.

Il povero, nel vescovo Michele trova accoglienza come egli lo trova nel cuore di Cristo. Chi è in difficoltà riceve da lui il balsamo della fiducia e della speranza. Ringraziamo il Signore per il dono che ha fatto alla nostra Chiesa di Lecce e ancora una volta diciamo a don Michele: grazie.

Eccellenza, rimarrai sempre nel nostro cuore perché la preghiera ci farà sentire ed essere con-presenti davanti a Colui che è venuto per servire e darci la pace del cuore. Eccellenza grazie, grazie, grazie.

 

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