siate suoi testimoni, senza maschere e senza sconti
articolo ripreso da portalecce
Sguardi pieni di speranza e sorrisi gioiosi e contagiosi: è questa l’eredità più luminosa lasciata dall’entusiasmante esperienza della Giornata mondiale della gioventù diocesana.

Un appuntamento che, nel cuore del Centro diocesano di pastorale e cultura “Giovanni Paolo II”, ieri si è trasformato in un vero e proprio mosaico di colori, musica e testimonianze, organizzato con il contributo dell’équipe del Servizio diocesano di pastorale giovanile e che ha visto la partecipazione di tanti giovani accorsi dalla diocesi.
A fare da filo conduttore è stato il tema “Anche voi date testimonianza!”, un invito diretto a riscoprirsi protagonisti del proprio cammino di fede in un tempo che chiede autenticità, coraggio e sguardi capaci di futuro.
Dopo un primo momento di festa e accoglienza, i ragazzi hanno vissuto un’intensa opportunità di dialogo con don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei. Con parole semplici ma profonde, don Riccardo ha incoraggiato tutti a tornare all’essenziale, a “mettersi in gioco” nella quotidianità coltivando le relazioni vere, quelle rese feconde dal balsamo dell’amicizia sincera. La Chiesa – ha ricordato – è una famiglia che accoglie senza condizioni, con la stessa libertà con cui Maria e Giuseppe hanno detto sì al progetto di Dio.
Il pomeriggio è quindi proseguito con le attività laboratoriali curate da Div.Ergo, Rinascita e Comunità Emmanuel, che hanno offerto ai partecipanti esperienze diverse ma complementari, ciascuna segnata dal carisma proprio della realtà proponente: confronto, creatività, servizio, ascolto.
In chiusura, la comunità giovanile si è riunita per un momento di riflessione e preghiera, animato dal coro giovanile diocesano e presieduto dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Partendo dall’insegnamento di don Tonino Bello, l’arcivescovo ha richiamato i presenti all’essenza della testimonianza cristiana: «Essere testimoni significa puntare il dito verso il mistero di Dio, non verso il proprio io». Un invito forte a lasciarsi guidare dallo Spirito, che chiama ciascuno per nome e chiede trasparenza, verità, disponibilità: «Vi vuole come suoi testimoni – ha esortato – senza maschere e senza sconti».
L’invito non è dunque quello di compiere imprese straordinarie, ma la proposta di un cammino concreto e quotidiano: avere il coraggio di “fare sul serio”, ancorando il proprio cuore a Lui, riconoscendo che la santità, quella possibile a tutti, quella che nasce dai passi semplici e autentici della vita di ogni giorno.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli e don Emanuele Tramacere.