Mons. Arcivescovo nella Visita ad limina

Mons. Arcivescovo nella Visita ad limina

 

Nella Visita ad limina, l’Arcivescovo ha presentato al Santo Padre la bellezza della nostra Chiesa e rinnovato la piena adesione al Ministero Petrino.

L’intensa gioia per la santificazione dei Martiri di Otrranto e per il successi­vo incontro con Papa Francesco è continuata per mons. D’Ambrosio e i presuli pugliesi con la Visita ad limina: lunedì scorso sono stati ricevuti i pastori delle diocesi del nord pugliese e giovedì quelli della parte meridionale della regione.

 

L’arcivescovo leccese ha rinnovato la fedeltà al Papa da parte sua e dell’intera comuni­tà diocesana, esprimendo piena adesione al magistero della Chiesa e, facendo riferimento alla Visita pastorale in pieno svolgimento, ha delineato la situazione dell’Arcidiocesi: una Chiesa bene organizzata nelle strutture di servizi e nello stesso tempo bisognosa di maggiore coraggio per uscire dal ‘tempio’ e annunziare il Vangelo a quelli che non sono ’in casa’.

E che proprio su questo versante in questo Anno della Fede viene impegnata con op­portuni itinerari di formazione e di catechesi atti a una mis­sionarietà che faccia incontrare l’uomo e annunziare il Vangelo sulle strade del mondo. Il Presule ha esposto pure le più significative prospetti­ve del progetto pastorale in atto incentrate sulla fami­glia, con un deciso rilancio della pastorale familiare, della preparazione al matrimonio, del coinvolgimento diretto dei genitori nella scuola di catechismo e una particolare attenzione per le coppie irrego­lari, ed i giovani, per i quali è stato già annunciato un Sinodo da celebrare entro il 2015.

 

La grave situazione della carenza del lavoro, determina una disoccupazione giovanile che raggiunge una percentuale alta fino al 38-40% ed incide negativamente anche sulla tenuta del tessuto familiare, è stata sottolineata insieme alle antiche e nuove povertà cresciute a dismisura in questi ultimi anni e affrontate dal ‘buon samaritano’ della Chiesa locale, impegnata a farsi carico delle molte ferite che gravano su molti fratelli.

 

 

La Caritas Diocesana, infatti, si fa carico innanzitutto di quel suo ruolo primario che è l’educazione alla carità con la formazione di specifici operatori e l’attivazione in tutte le parrocchie dei centri di ascolto, mentre quotidianmente offre una significativa serie di servizi (Casa della Carità, Mense, ambulatorio medico e dispensario farmaceutico, cura e accoglienza dei numerosi extracomunitari…).

Il presule ha relazionato al Successore di Pietro anche sulla situazione del sacerdoti, dei religiosi e dei laici, lieto per il clero che fa fronte sia ai ‘tradizionali’ bisogni pastorali delle comunità sia alle nuove e più impegnative sfide pasto­rali, attento per l’impegnativo apostolato nel campo dell’i­struzione e dell’assistenza dei religiosi, ricco di speranza per il laicato maturo, responsabile, generoso, impegnato.

Mons. D’Ambrosio ha pure comunicato che considera gli organismi di comunione (As­semblee presbiterali, Consiglio Presbiterale e Collegio dei consultori) ambiti privilegiati per l’esercizio della correspon­sabilità e per la crescita della comunione a tutti i livelli e che intende programmare una presenza più significativa e te­stimoniante dei laici nel sociale con una particolare attenzione alla formazione alla dottrina sociale cristiana.

L’Arcivescovo, pertanto, ha presentato una diocesi dotata di un’indubbia ed efficiente organizzazione per rispondere alle esigenze di una pastorale che se da un lato conserva i caratteri di una fedeltà a schemi collaudati e tradizionali che garanti di sufficienti risposte al popolo dei praticanti, dall’altra, anche con l’apporto de L’Ora del Salento, si sta avviando faticosamente lunghi i percorsi di una missionarietà che è fe­deltà al mandato del Risorto ma anche conclamata urgenza per rispondere alle sfide dell’attua­le società in evoluzione.

A cura di Serena Favale

 

 

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