la sua morte nell’Ottava di Pasqua non coincidenza ma provvidenza
articolo ripreso da portalecce
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- di Paolo Longo
- Categoria: vita diocesana
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Un rapporto che affonda le radici però in una relazione di collaborazione e di amicizia, nata quando don Marcello Semeraro, oggi cardinale di Santa Romana Chiesa, era vescovo di Albano e lui, Papa Francesco era ancora il card. Bergoglio.

Il primo, Segretario speciale della X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi e lui, l’arcivescovo di Buenos Aires, relatore generale aggiunto.
Ieri mattina, appena diffusa la notizia della morte del Papa, il card. Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, è intervenuto nello speciale della Radio Vaticana (GUARDA). Tanti ricordi sono affiorati alla sua mente. Uno dei tanti evidenzia il senso dell’umorismo di Papa Francesco: “Al momento di mettermi l’anello di cardinale – ha raccontato Semeraro -, egli mi fece una battuta, io nel sorridere mossi la mano e l’anello è caduto per terra e mi disse ‘questo ci mancava’. E poi la frase che mi ha ripetuto più volte: ‘comportati bene’ che alcuni giornali hanno interpretato come se mi avessero rimproverato. Invece era un’espressione familiare e di grande affeto reciproco”.
La sua eredità? “Un tema si cui il Papa ha molto puntato – ha osservato il cardinale, rispondendo alle domande di Massimiliano Menichetti, responsabile editoriale di Radio Vaticana – è quella della gioia dell’annuncio. Il tema della gioia egli lo ha trattato non solo nella Evangelii Gaudium ma anche nella Veritatis Gaudium e nella Gaudete et Exultate sulla chiamata alla santità: questa insistenza, questa coincidenza del suo incontro definitivo con il Signore nel giorno di Pasqua, nel giorno della gioia più grande per noi cristiani… dice tutto: non a caso l’Esortazione apostolica sulla santità comincia proprio così: la gioia riempie il cuore di chiunque si incontra con il Signore”.
“Ho sempre ritenuto – ha concluso Semeraro – le coincidenze come delle provvidenze da parte di Dio: che Papa Francesco sia morto nel giorno di Pasqua, (per noi l’lottava Pasquale è un solo giorno: nella liturgia diciamo ‘oggi Cristo è risorto!’) è un dono ed è per tutti noi un segno della Provvidenza di Dio”.