la Pasqua ci trasformi dentro e fuori
articolo ripreso da portalecce
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- di Flavia Martena
- Categoria: l’arcivescovo
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“’Cristo mia speranza è risorto e ci precede in Galilea’. Esultiamo fratelli e sorelle, per l’annuncio che testimoni autentici ci hanno trasmesso”.

Così l’arcivescovo Michele Seccia ha aperto l’omelia in una cattedrale gremita, ieri sera nella Veglia di Pasqua. Hanno concelebrato con lui il vescovo Cristoforo Palmieri, don Vito Caputo e don Andrea Gelardo. Il servizio liturgico è stato prestato dai seminaristi teologi della diocesi.
“I primi testimoni del sepolcro vuoto – ha osservato Seccia – hanno avuto il privilegio di vedere le bende piegate e la tomba senza più il crocifisso. Ma hanno avuto anche il merito di non far cadere nel vuoto un evento che ha cambiato definitivamente la storia dell’umanità: la morte è sconfitta e la speranza della risurrezione è dono per tutti. Tocca a ciascuno di noi farci trasformare nel cuore da questa Parola di salvezza e, attraverso la nostra testimonianza, continui a seminare gioia e fede”.
“Questo vuol dire celebrare la Pasqua cristiana. Non può rimanere un evento suggestivo da ammirare. Non possiamo lasciarci soltanto sorprendere, dobbiamo avere, invece il coraggio di lasciarci trasformare dentro e fuori. L’anima e la vita di tutti i giorni”.
Infine, una raccomandazione: “non sedetevi a tavola per il pranzo di Pasqua senza la benedizione del Signore risorto. Fatelo fare ai bambini se ci sono, altrimenti il papà benedica tutti nel nome della Trinità e ringrazi la Provvidenza per il pane quotidiano. Sia Pasqua di speranza in tutte le vostre famiglie”.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.