La Messa Crismale I doni di Cristo, Consacrato con l’Unzione

La Messa Crismale I doni di Cristo, Consacrato con l’Unzione

da L‘Ora del Salento

Nel Battesimo e nella Cresima… le Consacrazioni del Cristiano.

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La Messa Crismale che viene con­celebrata sotto la presidenza del Vescovo nella Chiesa Cattedrale la mattina del Giovedì Santo, ma che può essere anche anticipata in un altro giorno prossimo alla Pasqua, espri­me una grande ricchezza di contenuti teologici e di significati pastorali. Prima di tutto la Messa crismale evidenzia il clima di una vera festa del sacerdozio ministeriale all’interno di tutto il popolo sacerdotale e orienta l’attenzione verso il Cristo, il cui nome significa consacrato per mezzo dell’unzione. Dal senso cri­stologico dell’unzione crismale deriva il principio costitutivo della consacrazione dei fedeli e conseguentemente il nome di cristiani. L’unzione di Spirito Santo, ricevuta da Gesù nell’incarnazione e nella teofania al Giordano, è partecipata a tutti i membri della Chiesa per mezzo del Battesimo e della Cresima. All’un­zione spirituale del Cristo sacerdote, re e profeta, si richiama anche la solenne epìclesi del rito che consacra a titolo spe­ciale il Vescovo, i Presbiteri e i Diaconi a servizio del popolo sacerdotale, dal quale essi sono assunti e per il quale sono costituiti ministri. La Messa crismale, quindi, è epifania della Chiesa, corpo di Cristo organicamente strutturato, che nei vari ministeri e carismi esprime, per la grazia dello Spirito, i doni nuziali del Cristo alla sua sposa pellegrina nel mon­do. I riti della Messa crismale si aprono emblematicamente con l’acclamazione a Cristo che ha fatto di noi un regno e ci ha costituiti sacerdoti per il suo Dio e Padre.

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Il tema del sacerdozio è sviluppato con ampiezza nelle letture bibliche di Is 61,1-9; Salmo 88; Ap 1,5-8; Lc 4,16-21 e soprattutto nel prefazio. La rinnovazione delle promesse sacerdotali, dopo la Li­turgia della parola, dà risalto esistenziale alla realtà del sacerdozio ministeriale come servizio a Cristo e al popolo di Dio. Il rito della benedizione degli oli, inserito nella celebrazione eucaristica, sottoli­nea pure il mistero della Chiesa come sacramento di Cristo, che significa ogni realtà e situazione di vita. Celebrando con il Vescovo questa liturgia, i presbiteri della Chiesa locale intervengono come testimoni e cooperatori del ministero del sacro crisma, attraverso il gesto silen­zioso dell’estensione della mano destra durante la preghiera di benedizione. Così l’unica celebrazione, che comprende sia il rito eucaristico che quello crismale, manifesta la stretta unione dei presbiteri e dei diaconi con il Vescovo nel sacerdo­zio battesimale che, secondo la dottrina richiamata dal Concilio, è il fondamento stesso del sacerdozio ministeriale. La consegna degli Oli ai presbiteri parroci potrà avere particolare rilievo celebrati­vo e pastorale sia nella chiesa cattedrale che nelle varie comunità. È opportuno che il Vescovo dia personalmente, prima del congedo, le ampolle degli Oli santi ai parroci o almeno ad alcuni di essi in rappresentanza delle zone pastorali. Nella Messa vespertina parrocchiale della Cena del Signore, gli Oli santi, benedetti in cattedrale, saranno accolti dalle comunità come un dono che esprime la comunio­ne nell’unica fede e nell’unico Spirito, e conservati in una particolare custodia adatta e degna.

Piero Quarta

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