don Rossano Santoro è tornato nella Casa del Padre
articolo ripreso da portalecce
Ha atteso il giorno della Natività di Maria per ri-nascere alla vita senza fine: don Rossano Santoro, dopo una dura battaglia contro un male che qualche anno fa lo aveva visitato, è tornato nella Casa del Padre.

Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano improvvisamente aggravate e si era, pertanto, reso necessario il ricovero in ospedale nel tentativo di trovare una via d’uscita. Ma nessuna cura era più in grado di reggere contro una malattia così aggressiva. Nei giorni scorsi l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta gli aveva portato il conforto religioso oltre all’affetto dei confratelli sacerdoti e alla gratitudine della comunità diocesana. Anche l’arcivescovo emerito Michele Seccia lo aveva visitato in ospedale.
Grande dolore soprattutto a Surbo dove è stato parroco della comunità di Santa Lucia per venticinque anni e dove ha lasciato in tanti modi il segno dell’amore e della misericordia di Dio per il suo popolo.
L’arcivescovo presiederà l’Eucaristia con il rito delle esequie mercoledì 10 settembre alle 16,30 nella chiesa di Sant’Angelo in Lecce.
Nella medesima Chiesa, domattina alle 8 il feretro verrà esposto per accogliere chiunque vorrà salutare don Rossano per l’ultima volta e pregare per lui.
Chi era don Rossano? Figlio di Giovanni Raimondo e di Ines Spagnolo, aveva 65 anni ed era nato a Carmiano il 27 luglio 1960.
Dopo essersi formato negli anni della scuola media e del ginnasio nel seminario diocesano di Lecce, ha frequentato il seminario interdiocesano di Taranto negli anni del liceo prima di approdare nel Regionale di Molfetta per lo studio della teologia e la formazione specifica ai ministeri del diaconato e del presbiterato.
Ordinato diacono dall’arcivescovo Michele Mincuzzi il 14 aprile del 1984, dal 1° settembre successivo e fino al 31 agosto ‘85 ha prestato servizio come educatore nel seminario liceale di Taranto, sotto il rettorato di mons. Aldo Santoro.
Il 12 ottobre del 1985, lo stesso Mincuzzi lo ha consacrato presbitero inviandolo come educatore nel seminario diocesano durante il rettorato dell’attuale vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna.
Tra le altre esperienze ministeriali prima di essere nominato parroco, i servizi di vicario parrocchiale nelle comunità cittadine di San Giovanni Maria Vianney (parroco don Benedetto Bisconti) e di San Sabino di Canosa (parroco don Giorgio Patrizi); e nella matrice di San Cesario (parroco don Oronzo Margiotta).
Nel frattempo, ha ricoperto anche gli incarichi di assistente del Movimento studenti dell’Azione cattolica diocesana e di direttore della Scuola diocesana di formazione teologica.
L’8 settembre 1997 l’arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi lo ha nominato parroco di Santa Lucia in Surbo succedendo a don Giuseppe Conte. Ha guidato quella comunità per 25 anni, fino al 2022 quando gli è subentrato l’attuale parroco, don Antonio Sozzo.
Negli anni del ministero, don Rossano è stato docente dell’Istituto superiore di scienze religiose “don Tonino Bello” di Lecce e ha insegnato religione cattolica nelle scuole superiori della città e nel frattempo ha pure continuato a studiare conseguendo, prima la licenza in teologia e, pochi anni fa, la laurea in filosofia presso l’Università del Salento.
Dopo aver lasciato la parrocchia è stato rettore, a Lecce, prima della chiesa di San Giuseppe e, negli ultimi due anni, del santuario diocesano dell’Addolorata a Sant’Angelo.
Notevole, durante gli anni di parrocato, il suo impegno sociale non solo per aver fondato l’Oratorio parrocchiale intitolato nel 2019 alla memoria di Angelo Leone (LEGGI), un giovane molto attivo proprio in quell’oratorio e stretto collaboratore di don Rossano, scomparso prematuramente all’età di 31 anni,
Ma l’eredità più grande che don Rossano lascia nell’ambito della carità è il prezioso servizio che egli ha voluto svolgere e realizzare per i ragazzi diversamente abili. Attività che egli ha “sposato” mentre era parroco, fondando nel 2000 e presiedendo l’associazione “Marco 6,31” che nel dicembre del 2023 ha anche ricevuto il premio “Il grembiule di don Tonino” nell’ambito del progetto “EduCare” dedicato alle diverse abilità. Il premio, ideato dall’associazione “don Tonino Bello” di Lecce, promosso dal Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università del Salento con il contributo di Banca Popolare Pugliese, è nato allo scopo di valorizzare il ruolo dell’impresa sociale nel territorio salentino e premiarne la capacità innovativa.
Fiore all’occhiello dell’associazione di don Rossano – e della schiera di volontari di “Marco 6,31” da lui formati – è il Centro diurno polivalente “Casa Pico”, inaugurato a Surbo il 4 ottobre 2020 (LEGGI) con l’obiettivo di accogliere e accompagnare le persone con disabilità, per potenziare le loro capacità, migliorare le loro condizioni di vita e vivere liberi dallo stigma e dai pregiudizi imposti dalla società. Negli anni, alcuni di loro sono stati anche inseriti nel mondo del lavoro anche nello stesso Centro diventando così protagonisti nella stessa “famiglia” che li ha accolti a braccia aperte.
Un seme d’amore che già ha dato i suoi frutti e che nella memoria grata del suo fondatore continuerà ad essere ancor di più segno fecondo d’amore per i più piccoli. Quelli che per il Vangelo sono i primi.