Coraggiosi come Davide. La benedizione e il bacio dell’arcivescovo ai cresimandi della diocesi

Coraggiosi come Davide. La benedizione e il bacio dell’arcivescovo ai cresimandi della diocesi

articolo ripreso da portalecce

“La benedizione ve l’ho già data ma ora voglio darvi un bacio!”.

 

 

Con questo tenero e paterno gesto di affetto il vescovo Angelo Raffaele Panzetta ha concluso il suo pomeriggio insieme al rumoroso e allegro fiume di cresimandi della diocesi, organizzato dall’equipe del Servizio di pastorale giovanile e vocazionale e dall’Ufficio catechistico diocesano.

L’esercito dei cresimandi che ha animato il pomeriggio di sabato scorso ha reso l’ampio spazio delle Manifatture Knos quasi piccolo di fronte alla loro incontenibile e viva energia. Più volte ha evidenziato don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, come proprio quel disordine festoso fosse specchio della vita vera di ragazzi che si pongono domande con la vivacità della loro età.

Be brave: sii coraggioso! Questo è stato il filo conduttore del pomeriggio che, iniziato con l’invocazione allo Spirito Santo animato dal coro diocesano dei giovani, ha poi dato spazio all’appassionata riflessione dell’arcivescovo centrata sulla figura del piccolo Davide di fronte al grande Golia. Partendo proprio contestualizzando quella storia che nasce in una realtà di guerra tra Filistei e Israele ha subito sollecitato i ragazzi al coraggio di essere costruttori di pace. Vive e concrete le sue parole nel sottolineare i tre ingredienti fondamentali del buon coraggio che ci consegna il piccolo pastore Davide.

Il primo è la fede: Davide senza armatura, con un sasso ed una fionda, non teme di affrontare il gigante armato e ben addestrato perché sa che la fede in Dio è una corazza invincibile.

Il secondo ingrediente è la capacità di riconoscere le proprie qualità: Davide per vincere non si è snaturato è rimasto fedele al suo essere pastorello, alle sue pietre alla sua fionda. Ognuno di noi ha le sue cinque pietre, le sue qualità per vincere contro la paura e deve guardare con consapevolezza a quei talenti.

Il terzo ingrediente è la creatività che permette a Davide e a noi di affrontare la paura escogitando strategie nuove, con sguardo aperto alla novità. Una storia che ci consegna la certezza che avere coraggio non significa non avere paura. I coraggiosi sono quelli che affrontano la paura e non si lasciano paralizzare, ma confidano nello Spirito Santo che dona le armi giuste.

Sono seguiti avvincenti laboratori organizzati con cinque attività che riprendendo la storia del gigante e del piccolo pastore, hanno aiutato i cresimandi a calare quei contenuti nella loro vita, in modo giocoso. Sfidandosi a squadre, suddivisi tra fionde e sassi, hanno affrontato prove su cinque temi: sfida, comunità, scelta, fede e coraggio. Vincitrici le fionde hanno poi condiviso le caramelle-premio con i loro amici. A tutti i partecipanti delle parrocchie (L’ELENCO) è stato consegnato un braccialetto con l’invito – ormai diventato impegno – ad essere coraggiosi.

La conclusione del vibrante pomeriggio è stata affidata a Fra’ Pierpaolo Romanello che con freschezza ed entusiasmo ha motivato i giovani cuori dei cresimandi ricordando a loro e a ciascuno dei presenti che: la nostra vita vale…vale la vita di Dio!

Un pomeriggio alternativo, disordinato e allegro, avvincente e profondo che sicuramente lascia un segno e una provocazione a vivere non da guerrieri ma da sognatori che sanno fare della fede, dei talenti e della creatività le armi invincibili per affrontare la paura e vivere di coraggio.

 

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

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