comunità che educa. ‘Buone prassi’ per la tutela di minori e persone fragili

comunità che educa. ‘Buone prassi’ per la tutela di minori e persone fragili

articolo ripreso da portalecce

L’arcidiocesi di Lecce alza il livello di attenzione e impegno sulla tutela dei minori e delle persone vulnerabili e, in prossimità della Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza che si è celebrata ieri, presenta il nuovo prontuario intitolato “Una comunità che educa” (LEGGI SOTTO).

 

 

Si tratta di un documento essenziale di Buone prassi per la prevenzione e la segnalazione di abusi. Non un arido elenco di regole, come precisa l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nel suo messaggio di apertura, ma una chiara indicazione per la coscienza e un invito a custodire il Vangelo nello stile della responsabilità educativa.

L’iniziativa, che si inserisce nel solco del Cammino sinodale che invita a essere Chiesa che ascolta e cammina con tutti, pone al centro il dovere di difendere le persone vulnerabili e i bambini, un compito in cui la Chiesa è in prima linea nel sistema di protezione a garanzia dei soggetti fragili. La prevenzione degli abusi, infatti, è definita dalle Linee guida della Cei non come un mero dovere amministrativo, ma come un gesto profondamente evangelico, volto a custodire, prendersi cura e rispettare la sacralità della persona, in particolare del più piccolo. L’auspicio è quello di costruire insieme una Chiesa che non copre ma protegge, che non volta lo sguardo ma accompagna, dove ogni bambino e ogni persona fragile sia davvero posto al centro, richiamando il passo di Marco 9,36: “E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro”.

L’attuazione di questo impegno è affidata al Servizio diocesano tutela minori (Sdtm), un organismo che ha il compito di monitorare e documentare le iniziative di prevenzione e formazione, nonché di accompagnare parrocchie, comunità religiose e associazioni nella stesura di protocolli e indicazioni di buone prassi.

Il Servizio promuove e coordina l’informazione e la formazione degli operatori pastorali sulle tematiche della tutela e, se richiesto dal Vescovo, si occupa di accogliere e trattare i singoli casi secondo i protocolli stabiliti. Alla guida di questo organismo, in qualità di referente, è stato insediato l’avv. Luca Monticchio, affiancato nel gruppo di lavoro dal prof. Marcello Tempesta, dalla prof. Maria Rosaria Manca e dal dott. Luigi Eupremio Greco, figure professionali chiamate a sostenere catechisti, animatori e tutti coloro che operano con i minori. Un importante contributo al servizio è assicurato anche dalla presenza e dall’impegno di don Vanni Bisconti.

Il cuore del prontuario è costituito da un vero e proprio Decalogo di indicazioni pratiche, un vademecum di buone prassi pensato per l’operatore pastorale. Tra queste, spicca l’invito alla responsabilità comunitaria nella scelta degli operatori, l’esortazione a curare l’asimmetria educativa senza cercare di essere gli “amici” dei ragazzi, e la raccomandazione di affidare gli incarichi educativi a coppie o a piccoli gruppi. Fondamentale è anche l’attenzione al decoro e alla privacy, con l’indicazione di non postare su social o chat foto e video dei ragazzi e di vigilare attentamente, oltre all’uso di una gestualità opportuna e di un linguaggio privo di allusioni o doppi sensi. Particolare rilievo è dato alla necessità di prediligere, nelle relazioni, luoghi pubblici visibili da tuttievitando al contempo di dare precedenza a relazioni esclusivebandendo regali o inviti particolari, e di accompagnare i ragazzi da soli in bagno.

Infine, il documento è chiarissimo sulle Indicazioni pratiche in caso di segnalazione. La vigilanza spetta a tutta la comunità. Le situazioni ambigue vanno subito segnalate al responsabile e al parroco. Se la situazione è più grave, ad esempio in presenza di lesioni o reati quali abusi sessuali o detenzione di sostanze, devono essere immediatamente avvisati i genitori, i quali dovranno essere informati sulla possibilità di sporgere denuncia agli organi competenti. È specificato che, se la condotta inappropriata è tenuta da un sacerdote, il fatto va segnalato direttamente al vescovo, mentre se la condotta è tenuta dai genitori, vanno allertati subito i servizi sociali o l’autorità giudiziaria. È severamente vietato raccogliere in autonomia elementi probatori, come condurre interrogatori incrociati o cancellare prove digitali, poiché il ruolo della comunità non deve interferire con i compiti di indagine delle autorità preposte.

Tutte le informazioni di contatto per il Servizio Diocesano Tutela Minori sono disponibili all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e sul sito web della diocesi: www.diocesilecce.org. La Chiesa di Lecce si presenta così come una comunità attiva e responsabile, desiderosa di rinnovare il suo vigore nell’essere dalla parte dei piccoli.

 

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