Adorazione Eucaristica per la Giornata del Seminario 2013

Adorazione Eucaristica per la Giornata del Seminario 2013

Chiesa di Lecce  Ufficio per la Pastorale Vocazionale

Seminario Arcivescovile

 Adorazione Eucaristica   Giornata del Seminario 2013

CUSTODI DI FUTURO

 

Canto di esposizione

Come ogni anno il mese di dicembre è dedicato in modo particolare alla preghiera per il seminario; “CUSTODIDI FUTURO” è il titolo della giornata del seminario che celebreremo l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata concezione. Correre con perseveranza verso il futuro può sembrare davvero ardua impresa ai nostri giorni in modo articolare se lo si vuole fare da soli ma per fortuna non è così. Ecco allora il valore della piccola comunità del Seminario e quella più grande della Chiesa che come in uno stadio fanno il “tifo” e accompagnano il cammino dei loro giovani.

PRIMO MOMENTO: …acquistare forza nel Signore…

 A volte il cammino dietro al Signore ci presenta ostacoli, ci rende stanchi e l’entusiasmo lascia il posto all’abitudine. Sentiamo il desiderio di riprendere forza e ripartire con rinnovato slancio. È il profeta Isaia a rincuorarci in questo cammino di vita dove i giovani sembrano avere quasi una marcia in più.

 Dal libro del profeta Isaia (40, 28b‐31)

Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.

 Salmo 146 (145)

Loda il Signore, anima mia:

loderò il Signore finché ho vita,

canterò inni al mio Dio finché esisto.

Non confidate nei potenti,


in un uomo che non può salvare.

Esala lo spirito e ritorna alla terra:

in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato che ha per aiuto il Dio di Giacobbe:

la sua speranza è nel Signore suo Dio,

che ha fatto il cielo e la terra il mare e quanto contiene, che rimane fedele per sempre,

rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri,

il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,


il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 Silenzio a cui segue un canto.

 SECONDO MOMENTO

… contro ogni tristezza: la gioia della fecondità .

 Cadere e rialzarsi non è certo una cosa semplice, fare un passo avanti e due indietro a volte diviene pesante e lo scoraggiamento può avere la meglio. Ecco allora che la gioia sembra essere l’antidoto migliore, per non dire l’ingrediente necessario per spendere una vita serena alla sequela del Signore.

L.Cari giovani, volevo dirvi una parola e la parola è gioia. Sempre dove sono i consacrati, i seminaristi, le religiose e i religiosi, i giovani, c’è gioia, sempre c’è gioia! E’ la gioia della freschezza, è la gioia del seguire Gesù; la gioia che ci dà lo Spirito Santo, non la gioia del mondo. C’è gioia! Ma dove nasce la gioia? La gioia non nasce, non viene dalle cose che si hanno! […] Altri dicono che viene dalle esperienze più estreme per sentire il brivido delle sensazioni più forti: alla gioventù piace andare sul filo del coltello, piace proprio! Altri ancora dal vestito più alla moda, dal divertimento nei locali più in voga. Altri ancora dal successo con le ragazze o con i ragazzi, passando magari da una all’altra o da uno all’altro. […] La vera gioia non viene dalle cose, dall’avere, no! Nasce dall’incontro, dalla relazione con gli altri, nasce dal sentirsi accettati, compresi, amati e dall’accettare, dal comprendere e dall’amare; e questo non per l’interesse di un momento, ma perché l’altro, l’altra è una persona. La gioia nasce dalla gratuità di un incontro! E’ il sentirsi dire: “Tu sei importante per me”, non necessariamente a parole. Questo è bello… Ed è proprio questo che Dio ci fa capire. Nel chiamarvi Dio vi dice: “Tu sei importante per me, ti voglio bene, conto su di te”. Gesù, a ciascuno di noi, dice questo! Di là nasce la gioia! La gioia del momento in cui Gesù mi ha guardato. Capire e sentire questo è il segreto della nostra gioia. Sentirsi amati da Dio, sentire che per Lui noi non siamo numeri, ma persone; e sentire che è Lui che ci chiama. San Tommaso diceva che […] il bene si diffonde. E anche la gioia si diffonde. Non abbiate paura di mostrare la gioia di aver risposto alla chiamata del Signore, alla sua scelta di amore e di testimoniare il suo Vangelo nel servizio alla Chiesa. E la gioia, quella vera, è contagiosa; contagia … fa andare avanti. Invece, quanto tu ti trovi con un seminarista troppo serio, troppo triste, o con una novizia così, tu pensi: ma qualcosa qui non va! Manca la gioia del Signore, la gioia che ti porta al servizio, la gioia dell’incontro con Gesù, che ti porta all’incontro con gli altri per annunziare Cialis No Prescription Gesù. Manca questo! Non c’è santità nella tristezza, non c’è! […] Quando un prete non è padre della sua comunità, quando una suora non è madre di tutti quelli con i quali lavora, diventa triste. Questo è il problema. Per questo io dico a voi: la radice della tristezza nella vita pastorale sta proprio nella mancanza di paternità e maternità che viene dal vivere male questa consacrazione, che invece ci deve portare alla fecondità. Non si può pensare un prete o una suora che non siano fecondi: questo non è cattolico! Questo non è cattolico! Questa è la bellezza della consacrazione: è la gioia, la gioia…

(Papa Francesco, inc. con i seminaristi, i novizi e le novizie)

 Silenzio

 PREGHIERA RESPONSORIALE: (cf. Gv 15):

Come il Padre ha amato me,anche io ho amato voi.

Nel tuo amore Signore troviamo la fonte della gioia.

Tu solo ci hai amati per primo

e ci insegni ad amare i nostri fratelli.

Rimanete nel mio amore,

come io rimango nell’amore del Padre mio.

Donaci Signore di dimorare in te,

di desiderare la tua casa,

di gustare lagioia di stare con te.


Tu solo sei la via che ci conduce al Padre

e ci fa abitare in lui.

Vi ho detto questo perché la mia gioia sia in voi

e la vostra gioia sia piena.

Stando con te Signore, vinciamo ogni tristezza.


Tu solo ci dai la forza e il coraggio

per essere autentici testimoni del tuo Vangelo.

INSIEME. Prendici per mano, Signore: la tua gioia sia la nostra gioia,la tua speranza sia la nostra speranza,
il tuo amore sia il nostro amore.
Solo così sapremo essere, in te, padri e madri dell’umanità, vera vite feconda perché innestata in te.

TERZO MOMENTO

 

“Corriamo con perseveranza nella corsa … tenendo fisso lo sguardo su Gesù”

 Eccoci al terzo e ultimo momento della nostra preghiera. Sarà il piccolo brano tratto dalla Lettera agli Ebrei a farci da guida. Correre confidando solo sulle nostre forze non ci porterà certo lontano e la fatica al posto di calare aumenta. Lo sguardo va tenuto fisso su Gesù, il Cristo, colui che porta a compimento tutte le cose.

 Dalla lettera agli Ebrei (12, 1‐3)

Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Canto

 L. Meditazione tratta da Sequela di D. Bonhoeffer


La chiamata di Gesù a seguirlo fa del discepolo un uomo isolato. Volere o non volere, deve decidersi, e da solo. Non si tratta di una scelta personale di voler essere un uomo isolato; è Cristo a isolare colui che egli chiama. Ognuno è chiamato come singolo; deve seguire come singolo. Sgomentato da questo isolamento, l’uomo cerca protezione presso gli uomini e le cose attorno a lui. Scopre improvvisamente tutte le sue responsabilità e si aggrappa ad esse. Vuole decidere protetto da queste; non vuole trovarsi solo di fronte a Gesù, prendere le sue decisioni guardando solo a lui. Ma né padre né madre, né coniuge né figlio, né nazione né storia proteggono in questo frangente colui che è chiamato. Cristo vuole che l’uomo sia

isolato, non deve vedere nessuno, tranne colui che lo ha chiamato. Nella chiamata di Gesù è già compiuta la rottura con l’ambiente naturale nel quale l’uomo vive. Non è l’uomo che segue Gesù a compiere tale rottura, ma Cristo stesso l’ha già compiuta quando chiama. Cristo ha sciolto l’uomo dai suoi rapporti immediati con il mondo e lo ha trasferito in un rapporto immediato con sé. Nessuno può seguire Cristo senza riconoscere e accettare questa rottura già compiuta. Non è l’arbitrio di una vita secondo la propria volontà, ma Cristo stesso a condurre il suo discepolo a questa rottura (…). Ognuno entra come singolo al seguito di Gesù, ma nessuno resta isolato seguendo Gesù. A colui che, obbedendo alla sua Parola, osa divenire un isolato viene donata la comunione della comunità. Egli si ritrova in una confraternita visibile, che gli ridà centuplicato ciò che ha perduto. Centuplicato? Appunto perché ora possiede tutto solo tramite Gesù, lo possiede tramite il mediatore; ciò, però, vuol dire “insieme a persecuzione”. “Centuplicato”, “insieme a persecuzione”: ecco la grazia della comunità che segue il suo Signore sotto la croce. Questa è la promessa per chi lo segue: divenire membro della comunità sotto la croce, essere popolo del mediatore, popolo sotto la croce.

 

Preghiere dei fedeli

Innalziamo al Signore la nostra preghiera chiedendo la grazia di seguirlo sempre con il desiderio di conformare continuamente la nostra volontà alla sua. Preghiamo insieme e diciamo: Rendici, o Padre, discepoli del Tuo Figlio

  • Ti affidiamo, Signore, tutti i giovani che si interrogano sulle scelte da compiere per orientare la propria vita: dona loro il tuo Santo Spirito perché li accompagni nel discernimento. Preghiamo.
  • Ti preghiamo, Signore, per quelle persone che, all’interno del loro ministero ecclesiale, sono chiamati ad accompagnare i fratelli nel discernimento vocazionale: dona loro il tuo Spirito Santo perché siano uomini saggi, in grado di far trasparire l’amore paterno di Dio. Preghiamo.
  • Ti ringraziamo, Signore, perché non fai mancare alla tua Chiesa figure di santità che testimoniano la bellezza del Vangelo sulle strade del mondo: fa che, confortati dal loro esempio, anche ciascuno di noi possa intraprendere, con slancio rinnovato, la sequela di Cristo. Preghiamo.

 

Padre nostro

Preghiera finale

O Padre, che provvedi alla tua Chiesa gli operai del Vangelo, effondi, in una rinnovata Pentecoste, il tuo Spirito di pietà e di fortezza, perché susciti nel tuo popolo degni ministri dell’altare, annunziatori forti e miti della parola che ci salva. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Benedizione eucaristica e canto finale.

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