Messaggio di Mons. Arcivescovo ai turisti

Torre dell'orso
Data: 01/07/2010

Amici carissimi,

siate i benvenuti nella nostra nobile e bella terra del Salento e in particolare nella Chiesa di Lecce che vi accoglie in spirito di vera fraternità e amicizia.

Siete tra noi per ristorarvi e riposarvi, ma anche per condividere il bello e il buono che sappiamo donarvi con cuore sincero e sereno. Da sempre siamo i custodi, non sempre attenti e rispettosi della bellezza che il Creatore ha profuso a piene mani in questo lembo estremo della Puglia. Siamo riusciti, nel corso dei secoli, ad apprendere da questa bellezza che si riesce a leggere nei meravigliosi angoli che il mare, con dolcezza a volte impetuosa, sa limare e levigare ad apprendere che bisognava aggiungere, con l’intelligenza e la fantasia con cui siamo usciti dalle mani del Dio Creatore, i frutti abbondanti, che una terra bruciata dal sole sa donare all’uomo, fedele interprete della signoria che il Dio Creatore gli ha consegnato. Tra i frutti abbondanti del lavoro e del sudore della fronte dell’uomo, qui abbiamo da offrirvi il vino che allieta il cuore dell’uomo e l’olio, balsamo che lenisce le sue ferite e irrora con la sua dolcezza il cibo che lo alimenta.

Ma c’è un tratto singolare che l’intelligenza creatrice dell’uomo qui ha saputo descrivere con un’arte unica: il ricamo della pietra che ci fa conoscere in modo unico e direi quasi irripetibile, il ‘barocco leccese’ che fa mostra di sè nei monumenti, nei palazzi, negli archi, nei cortili, nei portali che, all’improvviso, si offrono allo sguardo di chi sa inoltrarsi nelle strade, nelle piazze e nei dedali di viuzze e angoli di cui sono ricche le nostre città e i nostri paesi e muovono allo stupore e alla contemplazione.

Su tutti emerge il grande patrimonio di arte che la ricchezza della fede cristiana, qui vissuta con esemplare e ininterrotta fedeltà, ha saputo consegnare e conservare. Lo scorso anno, Benedetto XVI inviandomi a Lecce come pastore di questa nobile e vivace Chiesa, mi ha affidato in modo sintetico il programma del mio servizio pastorale con una sua icastica espressione che mi ha trovato impreparato a coglierne in modo immediato il significato: “ La bellezza della fede trasforma in bellezza la vita “.

Conoscendo la città e il ricco patrimonio di arte sacra, visitando le Chiese, fermandomi estasiato nel contemplare la narrazione degli eventi della nostra fede, intarsiati e incastonati nel ricamo delle pietre, ho compreso il significato delle parole del Papa. Una fede vissuta, espressa, narrata, fa da supporto a una vita che ricama, e rende in qualche modo leggibile, la bellezza che le appartiene, creati come siamo ad immagine e somiglianza della Bellezza unica e infinita che è il Signore Creatore e Salvatore dell’uomo.

Cari amici, rinnovo ancora a tutti voi il mio saluto di benvenuto, chiedendovi scusa fin da ora se non sempre potrete usufruire e trovare disponibili, nei tempi a voi più congeniali e ‘ comodi’, le nostre Chiese e i monumenti più salienti della nostra tradizione di fede. Accoglierò e mi farò carico delle vostre richieste sì che nei prossimi anni potremo garantire in modo diverso i nostri servizi e la nostra accoglienza.

Vi auguro di poter godere del nostro mare, del nostro sole, ma soprattutto della nostra fede. Proverò a farvi visita e con la celebrazione dell’Eucaristia e con qualche incontro programmato nelle strutture che vorranno accogliermi per incontrarvi, ascoltarvi, conoscervi. Insieme a questo mio breve messaggio, troverete anche gli orari e i luoghi delle celebrazioni festive nell’ambito dell’intera nostra diocesi.

Con cordiale e sincera amicizia accogliete il mio saluto, il mio augurio per una serena e salutare vacanza, la mia benedizione


Lecce 1 luglio 2010

Autore/Fonte: Mons. Domenico D'Ambrosio - Arcivescovo

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