Lettera di Mons. Arcivescovo ai Sacerdoti, Diaconi e Religiosi

sacerdoti
Data: 29/06/2010

Revv.di Sacerdoti, Diaconi, Religiosi
LL. SS.

Lecce 27 giugno 2010


Cari fratelli presbiteri,


nella meditazione che ho voluto offrirvi nell’ultimo ritiro, a conclusione dell’anno sacerdotale, ho sottolineato il valore e l’urgenza della comunione da vivere all’interno della nostra Chiesa, segnatamente la comunione vescovo-presbiteri e tra presbiteri. Aggiungevo che solo l’obbedienza della comunione autentica la nostra missione in questa Chiesa particolare nella quale e per la quale c’è la solidarietà della responsabilità (in solidum) che è del vescovo e di ciascun presbitero.

E’ alla luce di questo principio teologico-pastorale che possiamo comprendere le motivazioni che sono alla base del servizio alle singole comunità che domanda la libertà e la disponibilità ad accogliere quanto la Chiesa ha stabilito nel suo ordinamento giuridico e nelle leggi particolari che definiscono la presenza e il servizio in un arco di tempo determinato. Molto più importante della norma è la libertà a servire la Chiesa laddove le sue esigenze, lette e accolte dalla responsabilità solidale e da un opportuno lavoro di discernimento, domandano nuove presenze e nuove obbedienze.

Dobbiamo aver chiara questa premessa per capire e accettare le nuove nomine e gli avvicendamenti nella guida delle comunità o di uffici particolari .

A un anno dalla mia presenza come vostro pastore e guida, ho davanti un quadro chiaro e abbastanza completo non solo dell’intera diocesi ma anche del presbiterio e delle sue grandi e reali potenzialità. Ho ritenuto opportuno procedere ad alcuni avvicendamenti e nomine – il quadro completo è nei fogli acclusi a questa mia comunicazione - che andranno in vigore con l’inizio del nuovo anno pastorale, limitandomi per ora ad alcune situazioni che manifestavano una vera urgenza. Di sicuro , nel prossimo anno (2011-2012), saremo chiamati a una più ampia revisione di presenze e servizi che ancor più ci confermeranno, nella piena disponibilità e libertà di dedicazione, in quella solidale responsabilità per l’intera Chiesa a cui accennavo poc’anzi.


Ora sento di ridirvi ancora una volta il mio grazie per la serenità con cui i chiamati tra voi hanno saputo accogliere la certa e talvolta sofferta fatica dell’avvicendamento. Ancor più mi convinco della peculiarità dell’affectus dilectionis che mi lega a voi. Fatiche, sofferenze, paure, anche in questo momento, non mancano, e per questo vi invito a pregare ancora di più per la nostra Chiesa e per colui che la presiede nella carità perché lo Spirito gli doni forza e lo assista con la sua sapienza. Ma siate certi: ogni giorno ringrazio il Signore per avermi voluto con voi e per voi.

Nel corso delle prossime settimane procederò anche alla revisione di alcuni uffici di Curia chiedendo ulteriori disponibilità. Credo sia chiaro in tutti un principio: il servizio che ci viene chiesto e che motiva la necessità degli avvicendamenti è nella mens della Chiesa: avvicendarsi è un allargare e rendere concretamente operante il solidum che riguarda ognuno di noi.

A tutti voi il mio augurio per i prossimi mesi che vi vedranno impegnati nelle varie proposte di vacanze ecampi estivi con i ragazzi, gli adolescenti e i giovani. Di sicuro aumenta la fatica ma è anche un modo per riposare allontanandosi. Anche la mia estate è movimentata: Ars (30 giugno-4 luglio), Lourdes (pellegrinaggio diocesano 17-20 luglio), Corfù (sacerdoti giovani e seminaristi teologi 1-7 agosto ), Romania e Moldavia ( 13 -19 settembre ).

Il Signore sovrabbondi con la forza del suo amore e la rugiada delle sue benedizioni.

Con affetto fraterno

Autore/Fonte: Mons. Domenico D'Ambrosio - Arcivescovo

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