Adorazione Eucaristica Monastero Invisibile

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Centro Diocesano Vocazioni

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Adorazione Eucaristica (Link formato in pdf)

  marzo 2013  

 Apostolato della Preghiera

 

 

 

QUARESIMA:

TEMPO DI CONVERSIONE

 

 

Esposizione del SS. Sacramento

 

Canto

 

C.: Nel nome del Padre…     T.: Amen

 

G. Inizia una nuova Quaresima… un Tempo forte, un tempo che, troppe volte accomunato alla tristezza della rinuncia, della penitenza e del sacrificio, rischia di generare fin dalle prime battute più una sensazione di rigetto che di adesione convinta ed entusiasta.

La Quaresima, però, può essere vissuta in modo ben diverso da quello solitamente evocato: come un dono, come una grazia, come un’occasione per ritrovare il senso, l’armonia, la bellezza della propria esistenza, come una “primavera”. L’Anno liturgico propone ai cristiani questo tempo di 40 giorni perché ognuno risponda ad un appello interiore e ritrovi un’esistenza abitata nel profondo dalla presenza di Dio, ispirata da un senso, da una direzione, guarita dalle ferite ricevute e provocate, riconciliata con quanti vivono accanto a noi.

C.: Signore nostro Dio, accogli questa sera dinanzi a Te noi tuoi figli, peccatori in cerca di conversione, e con la tua misericordia rendici degni del tuo infinito amore. Per Cristo nostro Signore.  

T.: Amen

 

Lett.: Dal Libro dell’Esodo (3,1-8)

In quei giorni, Mosè stava pascolando il greg­ge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli ap­parve in una fiamma di fuoco in mezzo a un rove­to. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: “Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perché il roveto non bru­cia?”. Il Signore vide che si era avvicinato per ve­dere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”. Riprese: “Non avvici­narti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”. E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferen­ze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele”.

 

Pausa di riflessione e adorazione

 

G.: Contempliamo ancora Gesù, risplendente nella sua gloriosa misericordia, già manifestata molte volte lun­go la storia, pronto sempre ad accoglierci, anche se mai disposto a fare sconti sulle scelte e le realtà fonda­mentali. Ascoltiamo una sorridente riflessione del card. François-Xavier N. Van Thuan:

 

Lett: È difficile dire le qualità di Dio: sono tra­scendenti. Egli è onnipotente, onnisciente, onni­presente… Mi sembra più facile dire i difetti di Gesù. […]
Gesù non ha buona memoria, perché sulla Croce il buon ladrone gli chiede di ricordarsi di lui in Paradiso e Gesù non risponde come avrei fatto io “fa’ prima venti anni di purgatorio”, ma dice subi­to di sì: “Oggi tu sarai con me in paradiso” (Lc 23,43). Con la Maddalena fa la stessa cosa, e ugualmente con Zaccheo, con Matteo ecc. “Oggi la salvezza entra in questa casa” (Lc 19,9), dice a Zaccheo. Gesù perdona e non ricorda che ha per­donato. Questo è il suo primo difetto.
Il secondo difetto è che Gesù non conosce la ma­tematica: un pastore ha cento pecore. Una si è smarrita: lascia le novantanove per andare a cer­care quella smarrita e quando la incontra la porta sulle spalle per tornare all’ovile (Mt 18, 12). Se Gesù si presentasse all’esame di matematica sa­rebbe certamente bocciato, perché per lui uno è uguale a novantanove.
Il terzo difetto di Gesù è che non conosce la logi­ca: una donna ha perduto una dracma. Accende la luce per cercare in tutta la casa la dracma per­duta e quando l’ha trovata va a svegliare le ami­che per festeggiare con loro (Lc 15, 8). Si vede che è veramente illogico il suo comportamento, perché sapendo che la dracma era comunque in casa, avrebbe potuto aspettare la mattina se­guente e dormire. Invece cerca subito, senza per­dere tempo, di notte. D’altra parte, svegliare le amiche non è meno illogico. Anche la causa per cui festeggiare l’aver trovato una dracma – non è poi tanto logico. Infine, per festeggiare una drac­ma ritrovata dovrà spendere più di dieci drac­me… Gesù fa lo stesso: in cielo il Padre, gli angeli e i santi hanno più gioia per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza.
Il quarto difetto è che Gesù sembra essere un av­venturiero: di solito un politico alle elezioni fa propaganda e promesse: la benzina costerà meno, le pensioni saranno più alte, ci sarà lavoro per tutti, non ci sarà più inflazione… Gesù, inve­ce, chiamando gli apostoli, dice: “Chi vuol venire dopo di me, lasci tutto, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24). Seguirlo, dunque, per andare dove? Gli uccelli hanno un nido, le volpi una tana, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo… Seguire Gesù è un’avventura: fino all’e­stremità della terra, senza auto, senza cavallo, senza oro, senza mezzi, senza bastone, unica­mente con la fede in Lui. Non vi sembra che sia proprio un avventuriero? Eppure, da venti secoli siamo ancora in molti ad entrare nell’associazio­ne dei suoi avventurieri, come Lui, con Lui.
Il quinto difetto di Gesù è che non conosce l’eco­nomia e la finanza, perché va a cercare quelli che lavorano alle tre e alle sei e alle nove e paga gli ultimi come i primi  (Mt 20, 1ss). Se Gesù fosse economo di una comunità o direttore di una banca, farebbe bancarotta, perché paga chi lavora meno come chi ha fatto tutto il lavoro.  […]
Mi domanderete: “perché Gesù ha questi difetti?” Rispondo: “perché è Amore!” E l’amore autentico non ragiona, non pone limiti, non calcola, non ri­corda il bene che ha fatto e le offese che ha rice­vuto, non pone mai condizioni. Se ci sono condi­zioni, non c’è più amore. […]  Mi rallegro perciò di vedere Gesù con i suoi difetti, che sono grazie a Dio incorreggibili, e che sono il grande motivo della mia speranza.

 

Canto

 

Pausa di adorazione

 

G.: Preghiamo insieme, adorando di tutto cuore il mistero eucaristico

 

Tu che, trasgredendo l’uomo la tua parola,

per la sua caduta non l’hai trascurato,

non l’hai abbandonato, Dio di bontà;

ma l’hai visitato in molti modi,

come il più tenero dei padri,

offrendogli la tua grande e preziosa promessa

del seme che morendo vive,

aprendogli la porta della fede

e del pentimento fino alla vita,

e nella pienezza dei tempi,

inviando il Cristo stesso

per caricarlo di tutta la discendenza di Abramo;

e, nell’oblazione della sua vita,

per mantenere intatta la fedeltà alla Legge;

e nel sacrificio della croce,

per abrogare la maledizione della Legge;

e nella sua morte, per redimere il mondo;

e nella sua risurrezione, per rianimarlo:

tu che fai ogni cosa per ricondurci tutti a te,

per farci partecipi

della tua divina natura ed eterna gloria;

tu che hai dato prova della verità del tuo Vangelo

operando molte e diverse meraviglie

nel sempre memorabile dialogo con i tuoi santi,

nella loro soprannaturale resistenza nei tormenti,

nella travolgente conversione di tutte le regioni

all’obbedienza della fede, senza l’uso della forza

o persuasione occulta, o costrizione:

sia benedetto il tuo Nome, lodato, celebrato,

magnificato, esaltato, glorificato, e santificato;

la sua registrazione e la sua memoria,

e ogni ricordo di esso, sia ora e per sempre. Amen

(da: J. H. Newman, Ho pensato a te, Signore) :

 

Canto: Lode a te o Cristo

 

G.: Il vangelo illumina i nostri passi nella vita e siamo certi che in esso ci è dato tutto l’essenziale per vivere nel modo migliore possibile: facendo la volontà di Dio, di un Dio che ci ama fino a consegnare Se stesso alla morte per darci la vita vera. Ascoltiamo.

 

Lett: Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 13,1-9)
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver su­bito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi converti­te, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abi­tanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.
Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.

 

Pausa di adorazione

 

Lett: La conversione è il tema comune delle lettu­re della terza domenica di Quaresima. Convertir­si è più che fare atti di devozione, preghiere, pe­nitenze o altro. È cambiare il senso della vita alla luce della realtà di Dio. Le parole di Gesù ribadiscono che non c’è rela­zione fra colpa e calamità: nessun uomo può considerarsi a posto… e tutti abbiamo bisogno di convertirci. Anzi, la morte, che nel primo episo­dio citato era la conseguenza di un’azione malva­gia e nel secondo era un incidente, in realtà è la situazione in cui si trova ogni uomo; da questa solo il Signore può farlo uscire. L’uomo, però, deve convertirsi e questo è possibile solo se si lascia attrarre da Dio con mitezza. Gesù è venuto ad annunciare a tutti, senza eccezione, l’urgenza della conversione.
La breve parabola che Gesù usa per sottolineare questa necessità, non svaluta l’urgenza della con­versione, ma mette anche in risalto la pazienza di Dio. Gesù, il vero vignaiolo, è l’ attuazione della pazienza di Dio; una pazienza non passiva, ma operosa  (s’impegna a zappare e concimare) . Gesù opera in ogni uomo e proprio per questo ogni uomo può dare frutto e può confidare di es­sere salvato, sapendo che da solo non può fare davvero nulla per la salvezza.

 

Pausa di adorazione

 

Canto

 

G.: Preghiamo assieme, lentamente, meditando le parole:

 

T.: Tu che hai detto: Come io vivo -dice il Signore-,
non voglio la morte del peccatore ma che si converta dalla sua strada di rovina e viva;
   pentitevi, pentitevi tutti della vostra cattiva condotta:
perché volete morire, casa d’Israele?

Convertici, Signore, a te, così saremo convertiti davvero.
Distoglici dai nostri ateismi,
e fa’ che non siano una punizione per noi stessi.

Ho peccato, ho commesso vigliaccherie,
ho agito con malizia,
contro i tuoi precetti e i tuoi giudizi.
Tua, Signore, è la rettitudine,
mio lo smarrimento, come quest’oggi.
Signore, a noi il turbamento, e ai nostri governanti
che pure hanno peccato contro di te.
Signore, in tutte le cose prevalga la tua giustizia,
in tutto, la tua rettitudine;
reprimi la tua collera
e il tuo furore si allontani da noi;
fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo.

(J. H. Newman, Ho pensato a te, Signore)

 

Padre nostro…

 

Orazione finale  (insieme) :
O Cristo Dio, tu che in ogni tempo e in ogni ora, in cielo e in terra sei adorato e glorificato, tu che sei pieno di misericordia e di condiscendenza, che ami i giusti e hai pietà dei peccatori, che chiami tutti alla salvezza mediante la promessa dei beni futuri, tu, Signore, accogli in questa ora anche le nostre suppliche e orienta la nostra vita verso i tuoi comandamenti. Santifica le nostre anime, purifica i nostri corpi, correggi i nostri pensieri, rettifica le nostre intenzioni, liberaci da ogni afflizione, da ogni male e dolore. Difendici con i tuoi santi angeli affinché perveniamo all’unità della fede e alla conoscenza della tua gloria inaccessibile, perché tu sei benedetto per i secoli dei secoli. Amen.

 

Benedizione eucaristica

 

Canto finale